Seregno: si parla con insistenza dell’ipotesi che il nuovo presidio ospedaliero di riabilitazione venga realizzato in zona Dosso, su un terreno di proprietà di Asst Brianza, all’interno del perimetro del Plis Grubria e azzonato come terreno agricolo nel piano urbanistico. L’intervento del presidente del parco, Arturo Lanzani (nella foto): “Di fatto un gravissimo attentato alla salute pubblica”.
Il presidente del parco sul nuovo ospedale
“Siamo rallegrati che ci sia un finanziamento pubblico per una struttura riabilitativa sanitaria pubblica e diamo merito all’Amministrazione comunale che si è particolarmente battuta per questo – commenta Arturo Lanzani, già assessore all’Urbanistica di Seregno e docente universitario – Ma l’ipotesi che ricada al Dosso è di fatto un gravissimo attentato alla salute pubblica. Anzitutto, va ulteriormente a consumare e impermeabilizzare suolo, nel pezzo d’Italia a più elevato consumo di suolo, nel quale faticosamente si sta cercando di tutelare e riqualificare i pochi spazi aperti rimasti. Sarebbe un intervento deleterio, con un impatto pesantissimo non soltanto per l’edificato, ma anche per l’inevitabile quantità di parcheggi e spazi annessi. Abbiamo bisogno di tutelare spazi aperti e di rigenerarli, per abbattere bolle di calore, mantenere un minimo di permeabilità di fronte a frequenti bombe d’acqua, per offrire spazi verdi fruibili per tutti i nostri concittadini”.
Le criticità evidenziate
Le maggiori criticità? “Oltre al consumo di suolo, va segnalato che si tratta di una localizzazione a esclusiva accessibilità automobilistica. Stiamo facendo di tutto per cercare di ridurre la dipendenza dell’auto, che causa inquinamento e congestionamento del traffico. Immaginare di fare una struttura in cui si può accedere solo in auto è una follia. Ci vuole una buona accessibilità alla ferrovia o almeno alla metropolitana, che si sta realizzando. Inoltre da un punto di vista paesistico, il verde della frazione del Dosso è una grande qualità che sarebbe un grave errore perdere. E’ ancora un frammento di paesaggio in una frazione interscalare, cioè al confine tra i Comuni, abbastanza riconoscibile. Un tempo lo erano anche il Ceredo e la frazione San Carlo, ma oggi con Pedemontana…”.
Le alternative al Dosso
Il presidente del parco Grubria spiega che “ci sono alternative dentro l’urbanizzato e, al limite, nel parco con un impatto meno devastante. L’Azienda sanitaria, il Comune e il parco possono ragionare come un gruppo tecnicamente qualificato sulle alternative al Dosso”. Fra le ipotesi “non da scartare è la realizzazione di una nuova struttura nella sede attuale dell’ospedale: si potrebbe utilizzare tutta l’area del parcheggio, potendo poi recuperare in modo attento il presidio esistente. Va ricordato, e lo dico come professore del Politecnico sulla base di studi di molti colleghi, che questo tipo di strutture viene sempre più pensato all’interno dei tessuti urbani, perché generano un po’ di economia che hanno una ricaduta favorevole sulle città per la fruizione dei servizi. La possibilità di accedere in questi spazi a piedi o con il trasporto pubblico e di avere un tessuto urbano attorno, anziché il nulla, è un elemento qualificato”. Se non fosse in città, il nuovo ospedale potrebbe sorgere nello spazio verde, “ma almeno in una posizione non così impattante dal punto di vista paesaggistico e del trasporto pubblico e, in alcuni casi, anche recuperando aree dismesse”.
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