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Carate Brianza

Offerte per lo «stipendio» dei preti: sono a Carate i fedeli più generosi

Lo dicono i dati diocesani sulle erogazioni liberali destinate al sostentamento del Clero.

Offerte per lo «stipendio» dei preti: sono a Carate i fedeli più generosi
Attualità Caratese, 29 Ottobre 2022 ore 18:00

I fedeli più sensibili e generosi nel sostegno ai bisogni dei propri sacerdoti, durante i due anni difficili della pandemia, sono a Carate Brianza. A dirlo sono i dati diocesani delle erogazioni liberali destinate ai preti della Diocesi di Milano, suddivisi per Comune, e riferiti alle offerte raccolte nel 2020 e nel 2021.

Offerte per lo «stipendio» dei preti: sono a Carate i fedeli più generosi

Non si tratta però delle offerte generiche raccolte la domenica o durante le celebrazioni, ma di tutte quelle offerte specifiche che vengono raccolte dall’Istituto centrale Sostentamento Clero e che, ogni mese, vengono poi ripartite tra i 33mila sacerdoti diocesani, in maniera equa e in modo da evitare disuguaglianze economiche.
Sono dette deducibili perché è possibile appunto dedurle dalla dichiarazione dei redditi ai fini del calcolo dell’Irpef fino ad un massimo di 1.032,91 euro ogni anno.

Nonostante siano state istituite nel 1984, a seguito della revisione concordataria, le offerte deducibili sono ancora poco comprese ed utilizzate dai fedeli che ritengono sufficiente l’obolo domenicale. C’è da precisare che la «paga» mensile arriva comunque regolarmente a ciascun religioso, da più di trent’anni attraverso l’istituto centrale. Al sostentamento del clero vengono destinate infatti la maggior parte delle risorse provenienti dall’8 per mille alla Chiesa cattolica, sottraendole però di fatto ad altri bisogni e necessità caritevoli.
Quello dell’offerta deducibile ai sacerdoti è quindi un altro canale per sostenere i propri preti nella loro missione di evangelizzazione e i religiosi diocesani più anziani e a riposo. Per fare un’offerta diretta ai sacerdoti e contribuire al loro sostentamento, i fedeli hanno a disposizione diverse modalità, tutte esplicitate sul portale di «Uniti nel Dono».

Come si può donare

Oltre alla donazione tramite carta di credito, si può optare per il pagamento mediante PayPal o anche con bonifico bancario, da effettuare a favore dell'Istituto Centrale Sostentamento Clero, con causale «Erogazioni liberali art. 46 L.222/85». Inoltre, è prevista anche l’opzione conto corrente postale. ll 100 per cento dei fondi donati arriva direttamente ai sacerdoti, considerato che i costi e gli oneri di gestione sono completamente a carico della Cei.

La classifica

Fra le parrocchie che fanno riferimento ai dodici comuni di competenza del nostro settimanale, Carate Brianza svetta: nel 2020 erano arrivate 37 erogazioni liberali; nel 2021 sono salite a 45 (+3,9%) per un ammontare complessivo di 5.293 euro nell’anno del Covid e di 5.498 euro totali lo scorso anno.

Subito dietro Besana in Brianza che nel 2021 ha registrato un maggior numero di offerte (63), ma per un importo di soli 3.695 euro. Sul podio anche Triuggio con 28 donazioni per 3.065 euro nel 2021, ma in calo del 18,5% rispetto al 2020 quando con quasi lo stesso numero di offerte vennero destinati al sostentamento dei preti 3.763 euro. Fanalini di coda Sovico (8 donazioni per 370 euro complessivi nel 2021) e Renate con solo 4 offerte per un totale di 60 euro.

L'iniziativa

A tal riguardo, nel prossimo mese di novembre, le comunità sono state invitate ad un’azione di sensibilizzazione straordinaria. Circa 4 mila parrocchie italiane (30 ambrosiane) parteciperanno infatti a un esperimento che avrà un proprio protocollo. Ma tutte le parrocchie sono invitate a fare qualcosa di simile attraverso i canali già aperti. Il progetto è sintetizzato nello slogan: «Uniti possiamo, 1 comunità, 1 mese, 1 sacerdote».
Si tratta di raccogliere in ogni parrocchia, solo nel mese di novembre, circa 1.000 euro per garantire una mensilità al proprio prete e ai 33 mila sacerdoti italiani. L’intento è quello di favorire le offerte nominali, agevolando la donazione attraverso il bollettino postale dedicato. L’impegno è minimo. Basta recarsi in segreteria parrocchiale e donare una offerta, anche piccola.

Sarà cura della segreteria compilare il bollettino postale a nome del fedele e sarà sempre compito della segreteria fare il versamento presso l’ufficio postale. Rendendo, successivamente, la ricevuta al titolare così che possa usarla, eventualmente, per la deducibilità nella dichiarazione dei redditi. Resta ferma, chiaramente, la possibilità che ciascuno elargisca una donazione in proprio - usando le opzioni disponibili - senza passare dalla parrocchia.

La «paga» dei sacerdoti? Viene stabilita dalla Cei

Come avviene, nella pratica, la remunerazione dei sacerdoti? E’ abbastanza semplice: la Conferenza episcopale italiana (Cei) stabilisce una soglia di reddito che ogni presbitero deve poter ricevere. Al raggiungimento di questo livello contribuisce qualsiasi entrata: insegnamento o incarichi speciali presso Enti, come ospedali, caserme e altro.

Ogni anno il sacerdote è tenuto a comunicare all’Istituto locale competente questi redditi, che vengono poi trasmessi all’Istituto centrale. Quest’ultimo, verificata la situazione reddituale, se necessario integra il reddito con un contributo che permette al sacerdote il raggiungimento della soglia definita dalla Cei. Viene così assicurata a ciascuno dei sacerdoti diocesani una remunerazione complessiva che può andare da un minimo di 1.008,80 ad un massimo di 1.904,11 euro lordi mensili per dodici mensilità. La riforma del sostentamento del Clero ha rappresentato un coraggioso e salutare «ritorno alle origini» della primissima Chiesa, quando erano i fedeli stessi a provvedere al mantenimento dei propri pastori permettendogli di occuparsi esclusivamente della loro missione pastorale.

(nella foto di copertina Don Giuseppe Conti, responsabile della Comunità pastorale Spirito Santo che riunisce le parrocchie di Carate, Costa Lambro, Agliate e Albiate)

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