"Farà giorno"

Padre e figlio insieme sul palco di TeatrOreno

La prima volta di Massimo Perrone, guida storica della Filodrammatica orenese, con Fabrizio, attore e regista pluripremiato.

Padre e figlio insieme sul palco di TeatrOreno

Insieme sul palco, coronando un sogno e perpetrando una tradizione di famiglia giunta, di padre in figlio, alla quarta generazione.

Massimo e Fabrizio Perrone protagonisti a TeatrOreno

Loro sono Massimo e Fabrizio Perrone, padre e figlio appunto, che sabato e domenica prossimi, 18 e 19 aprile, porteranno in scena, a TeatrOreno, a Oreno di Vimercate, una commedia che ha fatto la storia del teatro italiano degli ultimi decenni.

“Farà giorno”

“Farà giorno”: questo il titolo del testo, di Menduni e Di Giorgio, interpretato in tutta Italia da attori del calibro di Gianrico Tedeschi e Antonello Fassari. E proprio in occasione dello spettacolo portato in scena da Fassari, attore recentemente scomparso, a cui padre e figlio Perrone avevano assistito, Fabrizio ha lanciato la sfida al padre: “Perché non lo portiamo sul palco io e te?”.

E così è stato, mettendo a frutto la decennale esperienza di Massimo, formatosi con Dario Fo e a “L’Arsenale” di Milano, storica guida della Compagnia filodrammatica orenese (la più antica della Brianza); e le riconosciute capacità di Fabrizio, cresciuto con la compagnia di “Quelli di Grock”, regista e attore pluripremiato in tutta Italia (più di 30 riconoscimenti) per lo spettacolo “Novecento”, di Baricco.

 

 

 

 

Padre e figlio saranno in scena quasi esclusivamente da soli. Con loro nella seconda parte anche Alessia Bonizzoni. A guidarli Mattia Nodari, attore della Filodrammatica passato per l’occasione alla regia. Concedendosi anche il lusso delle scenografie di Angelo Sala (un passato al teatro Alla Scala di Milano) e degli allievi del laboratorio allestito a TeatrOreno.

La storia

“Farà giorno” racconta la storia di Manuel, giovane fascistello della periferia romana, che investe con la sua auto (siamo negli anni Novanta) Renato, vecchio partigiano comunista. Per evitare una denuncia per guida senza patente, il ragazzo tratterrà Renato in casa sua per assicurargli le cure. Un lasso di tempo durante il quale le loro vite e le loro esperienza si intrecceranno fino a coinvolgere anche la figlia di Renato, con un passato da brigatista, in un crescendo drammatico ed emotivo. Con immancabili riferimenti alle forti differenze ideologiche di pensiero, richiami al periodo della guerra e della Resistenza.

Una prova impegnativa

“Ci cimentiamo in una prova importante, difficile, ma carica di significato – racconta Massimo Perrone che, come detto, torna sul palco dopo decenni nel ruolo di regista e guida della Filodrammatica – Ci stiamo lavorando da mesi. Fabrizio ha anche frequentato per alcune settimane un coach per imparare al meglio dialetto e inflessione romanesca. Reciteremo più di 300 battute a testa in un dialogo spesso serratissimo”.

Un’esperienza che chiude una sorta di cerchio famigliare. Una tradizione che, come detto, affonda le radici all’inizio del secolo scorso con il nonno di Massimo, bisnonno di Fabrizio.

La dedica

Lo spettacolo è dedicato a Franco Citterio, orenese, colonna dell’Anpi, recentemente scomparso.

Due spettacoli: sabato 18 e domenica 19 aprile

Il sipario si alzerà sabato 18 aprile alle 21 (sala quasi esaurita, ma ancora qualche posto a disposizione) e domenica 19 alle 16.30 (ampia disponibilità di posti).
E’ possibile acquistare i biglietti su teatroreno.organizzatori@18tickets.it