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L'iniziativa

Pedemontana, gli ambientalisti scrivono al Ministro

Prosegue la battaglia di gruppi, associazioni e liste civiche brianzoli contro la realizzazione dell’infrastruttura.

Pedemontana, gli ambientalisti scrivono al Ministro
Attualità Brianza, 24 Ottobre 2021 ore 19:00

La battaglia contro Pedemontana non si ferma. Dopo l’annuncio che nell’ottobre dell’anno prossimo partiranno i lavori per ultimare l’opera, i gruppi, le associazioni ambientaliste e le liste civiche che hanno organizzato l’iniziativa #FermiamoPedemontana nel maggio 2021 hanno scritto al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani e al Presidente del Consiglio Mario Draghi chiedendo un incontro ed evidenziando le motivazioni di contrarietà al completamento dell’autostrada Pedemontana Lombarda.

Pedemontana, gli ambientalisti scrivono al Ministro

«Il Ministero della Transizione Ecologica ha purtroppo assunto recentemente un ruolo di rilievo nel consentire un passo in avanti nel finanziamento dell’infrastruttura - scrivono in un comunicato congiunto Associazione Colli Briantei, Alternativa Verde Desio, Legambiente circolo Gaia Usmate e Velate, Legambiente circolo Laura Conti - Seveso, Legambiente Seregno aps, Seveso Futura, Coordinamento No Pedemontana, Comitato Ambiente Bovisio Masciago, Casa della Sinistra Seregno, Sinistra e Ambiente Meda, Impulsi Sostenibilità e Solidarietà Meda, ImmaginArcore, Gruppo Acquisti Solidali GAS Vitale Arcore, Passione Civica per Cesano Cesano Maderno e Un Parco per Bernareggio - A sorprendere sono state le inusuali motivazioni di sostegno all’autostrada, utilizzate dal Ministero e da una pluralità di soggetti istituzionali e non. Un’opera non connotata da elementi innovativi e incompatibile con l’ambiente è stata trasformata in intervento meritorio di appartenere alla transizione ecologica. Un ribaltamento della realtà».

Per gli ambientalisti un'opera bocciata

Ribadiscono quindi la propria contrarietà all’opera: «Le associazioni, i gruppi ambientalisti e liste civiche della Brianza da anni impegnati sul territorio per rendere possibile una migliore qualità della vita contrastano la realizzazione di un’autostrada su questo territorio. Con sforzo e serietà, abbiamo anche analizzato la documentazione tecnica, cercando di valutare i pro e i contro della Pedemontana Lombarda».

L’esito dell’analisi è la bocciatura dell’opera, definita «un disastro per l’ambiente e gli ecosistemi che nessuno può negare e che non si può ignorare. L’autostrada non produce poi soluzioni reali ai problemi viabilistici per i quali è stata pensata ormai decenni fa. Come evidenziato da studi, analisi tecniche e proiezioni, il pedaggiamento di un’arteria con un traffico di breve e media percorrenza comporterà il travaso di flussi sul sistema viario locale, esattamente il contrario di quanto viene affermato per giustificare l’avanzamento dell’opera. Non vi sarà dunque un alleggerimento del traffico locale bensì un incremento. E’ stata dunque mera propaganda da parte degli ostinati fautori dell’infrastruttura definire l’opera come una GreenHighway, sminuendo o negando l’impatto pesantissimo su un territorio che ha un bisogno estremo di preservare le aree verdi e libere assediate da cemento e asfalto».

Un progetto, quello della Pedemontana, che «è andato incontro a grandi difficoltà perché è sempre stato ritenuto non appetibile per i soggetti privati che avrebbero dovuto finanziarne la realizzazione con il Project Financing. Per concretizzarla s’è dovuto ricorrere in extremis al concorso benevolo del Ministero della Transizione Ecologica che ha spinto, dopo la Brebemi anche per la Pedemontana, per concedere ulteriori risorse pubbliche».
Tuttavia, «non ci siamo mai rassegnati a limitare il nostro ruolo a quello di una critica che comunque potrebbe risultare positiva se producesse un contenimento dei danni. Nel corso degli anni siamo stati portatori di proposte alternative. Molte comunità del territorio ci sostengono e anche numerosi rappresentanti di istituzioni e forze politiche disapprovano e manifestano perplessità verso il completamento della Pedemontana».

"Opera fuori dalla transizione ecologica"

Un’opera che, per gli ambientalisti, «si pone al di fuori della tanto evocata transizione ecologica, obiettivo che tutti, dal Governo, ai Ministeri, alle Regioni, alle Province e ai Comuni, dovrebbero perseguire con impegno e costanza». Da qui la decisione di inviare una lettera al Ministro Cingolani e di chiedergli un incontro «con la convinzione che sia ancora possibile e utile un confronto tra posizioni differenti e anche opposte».

"Il finanziamento Bei è vincolato al green"

«Il finanziamento di Bei è vincolato alle prescrizioni sull’ambiente, si valuti una nuova consultazione pubblica». A suggerirlo è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Marco Fumagalli, che sottolinea: «Dopo l’audizione su Pedemontana di giovedì 7 ottobre in Commissione regionale Bilancio, con il presidente Roberto Castelli e il direttore Giuseppe Sambo, e nonostante Pedemontana abbia dichiarato di non averlo a disposizione, abbiamo recuperato il documento della Bei, la Banca europea per gli investimenti, circa il finanziamento dell’opera. Il documento, redatto in inglese, salvo limiti di traduzione, pone una serie di condizioni per il finanziamento a Pedemontana, centrate soprattutto sugli aspetti ambientali».

Stando a quanto emerso, «la Bei richiede infatti una valutazione aggiornata dei potenziali impatti del progetto sull’ambiente a seguito delle modifiche progettuali introdotte dalla progettazione 2009. Per quanto riguarda il coinvolgimento dei territori, chiede al Ministero di valutare se sia necessaria o meno una nuova consultazione pubblica rispetto alle modifiche progettuali e ai relativi impatti».

Attenzione viene infine posta sulle questioni legate all’inquinamento e alla tutela delle aree interessate dalla diossina.
«E’ chiaro che se i cittadini saranno uniti nel chiedere un puntuale rispetto delle prescrizioni contenute nel documento, e magari tramite i relativi Enti locali si riuscisse a sensibilizzare il Ministero circa la necessità di avere delle consultazioni pubbliche in merito al progetto esecutivo, almeno si potrebbe pensare di ottenere un tracciato meno impattante e maggiormente rispettoso del nostro territorio», conclude il consigliere pentastellato.

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