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Perchè non chiamare la città «Desio Pio XI»?

La proposta dall'associazione culturale Calabresi e Grecanici di Calabria Nicola Argiropulo.

Perchè non chiamare la città «Desio Pio XI»?
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Perché non cambiare denominazione alla città da Desio a Desio Pio XI? Una modifica in onore dell’illustre cittadino divenuto Papa cento anni fa .

Perchè non chiamare la città «Desio Pio XI»?

La proposta è scaturita da una deliberazione, adottata all’unanimità, dal Consiglio direttivo allargato ai soci, dell’Associazione culturale Calabresi e Grecanici di Calabria Nicola Argiropulo Desio e che è stata sottoposta alla valutazione del’Amministrazione comunale attraverso il suo presidente, Luigi Sclapari.

Un’idea «per rendere ancora più onore all’illustre cittadino desiano e alla sua città natale», che è stata protocollata ormai alcuni mesi fa, il 31maggio di quest’anno, giorno del 165esimo anniversario della nascita di Papa Pio XI, anche se una risposta ufficiale ad oggi non è ancora arrivata. L’associazione non si limita a presentare l’idea, ma ci sono anche le motivazioni per cui la città dovrebbe assumere la denominazione di Pio XI.

Le motivazioni

Le argomentazioni sono molteplici e mettono in evidenza la grande personalità di Achille Ratti, con tutti i risultati ottenuti durante il suo percorso da Pontefice.
I Santi proclamati da Pio XI sono stati 30, rimarca il presidente dell’associazione culturale, alcuni molto popolari come San Giovanni Bosco o Santa Teresa di Gesù Bambino, o San Camillo de Lellis, San Bernardo da Montone per gli alpinisti.

Inoltre, afferma, è stato un fine urbanista. «Fu lui a dare alla Città del Vaticano il volto urbanistico che ha oggi - ricorda Sclapari nella relazione di presentazione - Con lui importanti lavori vennero anche eseguiti nella residenza estiva dei Papi a Castelgandolfo. Divenne Papa il 6 febbraio 1922, in un periodo in cui il mondo, reduce dalla Prima Guerra Mondiale, viveva un momento storico difficile. E non mancò di portare dei benefici anche alla sua città, grazie al suo pontificato».
A questo proposito, «già nel 1924 a Desio è riconosciuto il nuovo status di Città, meritata per i molteplici monumenti storici, per l’importanza industriale, commerciale e artigianale del suo territorio e per il numero di abitanti, e il fatto che Desio fosse la città del Papa regnante, fece la differenza», evidenzia il presidente dell’associazione Nicola Argiropulo.

"Giusto che la città di Desio renda oggi il dono ricevuto ieri"

«Ora, a distanza di anni, è giusto che la città di Desio renda oggi il dono ricevuto ieri dal suo illustre concittadino, tributandogli l’onore di qualificare con il suo nome la città di Desio, aggiungendolo a quello attuale, Desio Pio XI», la proposta.
Tra i meriti elencati propri di Papa Pio XI, anche «l’avere diffuso e difeso i valori del cattolicesimo in Italia e nel mondo, con il magistero delle sue encicliche. Fu il Papa dell’Azione Cattolica, della famiglia, della pace e del lavoro, difensore del cristianesimo e di ponti con l’Oriente cattolico di rito bizantino. Quartogenito di cinque figli, nacque a Desio il 31 maggio 1857 da Francesco e Teresa Galli. E’ il bagaj di via Lampugnani, il seminarista di Seveso, il sacerdote del cenacolo, il bibliotecario dell’Ambrosiana, l’alpinista, il Papa dell’ecumenismo. Sulle orme del suo predecessore, Papa Benedetto XV, getta un ponte tra occidente e oriente, tra cultura e spiritualità cristiana di rito romano e quelle di rito bizantino», sono i tratti distintivi del Papa desiano che Sclapari ricorda.

Altre motivazioni a sostegno della proposta

A sostegno della proposta aggiunge poi che «il 22 luglio 1822 Pio XI emana un Breve Pontificio, assegnando il titolo di monsignore ai prevosti e i privilegi dei Protonotari apostolici. Il 7 dicembre del 1936 eleva la chiesa prepositurale Ss. Siro e Materno a Basilica minore romana».
«Pax Christi in Regno Christi» è il motto del suo pontificato, «adottò tutti i mezzi a sua disposizione per diffondere il cattolicesimo, la pace, la cooperazione tra le nazioni, lasciando un’orma profonda nella storia della civiltà e della Chiesa».

E come motivazione per cui la città dovrebbe portare il suo nome anche «l’aver garantito i diritti dei cattolici mediante i concordati nel triplice fine di ricucire le lacerazioni sociali, politiche ed economiche all’interno delle nazioni, di impiantare rapporti su basi giuridicamente certe, tra la Chiesa e i nuovi Stati che si sono formati dopo la guerra, di stabilirvi e garantirvi l’osservanza della vita cristiana nella realtà europea post-bellica», ma anche l’«avere riconciliato la Chiesa e l’Italia. I Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929 sono il capolavoro della diplomazia del Papa desiano, in forza dei quali Pio XI ha avuto il titolo di Papa della Conciliazione, attestato anche dalla denominazione della piazza pubblica della città di Desio a lui dedicata». L’auspicio, a questo punto, è di aprire un dibattito per capire se c’è la volontà di dare il «giusto riconoscimento alla città e al suo Papa».

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