Il caso a Lissone

Pochi docenti? A settembre (per ora) a scuola solo la mattina

Molti i pensionamenti e i trasferimenti, ma le cattedre sono ancora vacanti. Per quindici giorni, ma accade quasi ogni anno, niente tempo pieno

Pochi docenti? A settembre (per ora) a scuola solo la mattina
Attualità Monza, 23 Luglio 2021 ore 17:09

Mancano docenti alla scuola elementare Buonarroti di Lissone (ma anche in altri plessi della città) e la direzione didattica, per ovviare alla carenza, per le prime settimane del prossimo anno scolastico ha previsto che le lezioni siano solo al mattino.

Pochi docenti, problemi a Lissone

Mancano gli insegnanti? Per ovviare al problema, per le prime settimane del prossimo anno scolastico, gli studenti saranno costretti a seguire le lezioni solo alla mattina uscendo prima di pranzo e mangiare a casa. Una situazione per cui le famiglie della primaria Buonarroti, ma come loro anche quelle delle scuole elementari degli altri due comprensivi della città, hanno deciso di prendere carta e penna e scrivere direttamente ai presidi e anche al sindaco Concetta Monguzzi.

Le scuole il prossimo anno inizieranno il 13 settembre e ora siamo stati avvisati dalla dirigenza che, a causa della mancanza di alcuni insegnanti, purtroppo non si potrà partire con il tempo pieno cui sono iscritti i nostri figli - ha spiegato Simona Ferrini, mamma di due bimbi che frequentano il plesso di viale dei Platani - Ci è stato spiegato che purtroppo molte cattedre non sono state ancora assegnate e quindi sono ancora scoperte.

Una situazione che, considerata anche l’emergenza sanitaria dell’ultimo anno e mezzo, ha lasciato parecchio amaro in bocca ai genitori degli studenti che ora dovranno fare i conti con i disagi dovuti alla riorganizzazione delle prime settimane del prossimo anno.

E come fare con la mensa?

Il Comune, dal canto suo, sarebbe anche pronto a partire con il servizio mensa. Ma la questione è legata all'attività didattica pomeridiana.

E’ vero che si parla solo di due settimane, ma molti genitori lavorano e non hanno la possibilità di andare a prendere i figli, portarli a casa, farli mangiare e organizzare anche il loro lavoro - ha proseguito la mamma che insieme alle altre rappresentanti di classe ha firmato la petizione - Non partirà nemmeno il servizio mensa, per noi sarà un disagio non indifferente.

Una questione che è arrivata fin sui tavoli della politica, tanto che l'assessore alla Pubblica istruzione Renzo Perego che ha promesso di fare il possibile per contenere i disagi.

Tutti i dirigenti scolastici, e non solo di Lissone, sono preoccupati per l’inizio del prossimo anno scolastico - ha sottolineato - Molti non sono in grado di garantire la copertura oraria a causa della mancanza di personale docente - ha spiegato l’assessore - Per il servizio mensa noi siamo pronti, ma se poi mancano le coperture dei docenti nel pomeriggio purtroppo tutto il meccanismo si ferma. Serve che lo Stato, da cui dipende il personale scolastico, dia risposte rapide ai dirigenti scolastici. Per quanto mi compete sono già al lavoro, e continuerò a farlo anche nelle prossime settimane, per cercare di trovare una soluzione. Ogni anno la situazione è sempre la stessa, comprendo sia le famiglie che i presidi. Se lo Stato però non trova soluzioni, i problemi continueranno ad esserci

Perego, dopo una vita passata tra i banchi come insegnante, ha voluto sottolineare come le problematiche siano comuni a tutte le scuole del Paese.

La replica del preside

Tre pensionamenti in un anno e due trasferimenti in altro istituto. Non sono cifre insignificanti per la scuola che, ora, deve fare i conti con meno docenti e quindi ha dovuto rivedere l’organizzazione dell’anno scolastico. Il preside Sergio Lonoce, tra l’altro, non si è tirato indietro dal dare una spiegazione a quanto accaduto.

E’ vero che quest’anno dovremo partire con due settimane di lezioni solo al mattino, ma non dimentichiamo che la stessa cosa è accaduta anche lo scorso anno - ha commentato il dirigente scolastico, prossimo al pensionamento - Certo, lo scorso anno la scelta era dovuta anche alle conseguenze e ai protocolli sanitari legati al Covid. E’ stata una scelta condivisa sia col Comune che con gli altri dirigenti scolastici della città. Lo scorso anno tre docenti sono andate in pensione, due invece sono state trasferite in scuole più vicine a casa. E abbiamo avuto un solo insegnante che ha preso servizio alla Buonarroti. Ovviamente il personale che ha lasciato il plesso non è ancora stato rimpiazzato, ma quello non dipende certo dalla scuola.

Il preside, dal canto suo, ha voluto però precisare come la scuola non abbia la discrezionalità di operare.

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