Commemorazione

Posata la Pietra d’Inciampo dedicata ad Ambrogio Sala

Si è svolta questa mattina a Cavenago di Brianza, in via Parini, la cerimonia per Ambrogio Sala, Internato Militare Italiano (IMI), deportato dopo l’8 settembre 1943

Posata la Pietra d’Inciampo dedicata ad Ambrogio Sala
Si è svolta questa mattina a Cavenago di Brianza, in via Parini, la cerimonia di posa della seconda Pietra d’Inciampo dedicata ad Ambrogio Sala, Internato Militare Italiano (IMI), deportato dopo l’8 settembre 1943. Alla cerimonia, oltre alle autorità, hanno partecipato insieme alla cittadinanza Giulio Sala, figlio di Ambrogio, e i familiari, le classi della scuola secondaria di primo grado e il Presidente del Comitato Pietre d’Inciampo della Provincia di Monza e della Brianza, Fabio Lopez Nunes.

La commemorazione

La posa della Pietra ha rappresentato il momento conclusivo di una settimana di iniziative dedicate alla Memoria, costruite in collaborazione con la Provincia di Monza e della Brianza, le scuole e le realtà associative del territorio.
Nel corso della settimana, gli studenti della scuola secondaria di primo grado hanno visitato la mostra provinciale “Attivare la Memoria”, allestita presso la Sala Consiliare, come parte del percorso didattico di approfondimento storico attraverso le pietre d’inciampo dedicate ai cavenaghesi deportati. Grazie alla collaborazione con il giovane ricercatore Lorenzo Roncaglia e alla sezione Alpini locale la mostra è stata inoltre aperta alla cittadinanza nel fine settimana come spunto di riflessione collettiva sui temi della deportazione nazifascista in Brianza.
Sabato sera infine grande successo per il Concerto della Memoria, realizzato con la partecipazione del civico corpo musicale bandistico di Cavenago, le associazioni locali e i ragazzi delle scuole, a testimonianza di un lavoro condiviso che ha unito musica, cultura e impegno civile.

I commenti

«La posa di una Pietra d’Inciampo è un gesto semplice ma profondamente significativo – ha dichiarato il sindaco Giacomo Biffi – perché restituisce un nome, una storia e una responsabilità alla nostra comunità. Ricordare Ambrogio Sala significa affermare con forza che la memoria è parte integrante della nostra identità civica».
«Questo progetto – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Davide Usai – dimostra come la memoria non possa ridursi a una semplice commemorazione, ma debba essere un percorso vivo e condiviso, capace di coinvolgere scuole, giovani e cittadinanza. Attraverso la ricerca storica, la mostra e il concerto abbiamo creato occasioni concrete per rendere il ricordo parte del nostro presente e per assumerci una responsabilità collettiva: quella di riconoscere ciò che accade quando si cede all’indifferenza e al riemergere di ideologie suprematiste, le stesse che hanno prodotto i regimi nazi-fascisti».