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Il personaggio

Premiato il suo studio contro il tumore alle ovaie

Una professoressa dell'Università di Bari, originaria di Macherio, ha ottenuto un finanziamento dalla Fondazione Airc.

Premiato il suo studio contro il tumore alle ovaie
Attualità Caratese, 06 Marzo 2022 ore 10:00

Premiato dalla Fondazione Airc (associazione italiana per la ricerca contro il cancro) il suo studio per individuare precocemente e combattere il tumore alle ovaie.

Il suo studio contro il tumore alle ovaie

Sotto quel camice bianco c’è la storia di una donna, una mamma, una ricercatrice e docente universitaria che, ogni giorno, fa del suo importante e prezioso lavoro di studio una vera e propria missione per migliorare la vita di ogni essere umano. Lei è Alessandra Castegna, 48 anni, originaria di Macherio. Per amore della ricerca ha lasciato la sua Brianza, dove è cresciuta, e dopo la laurea in Chimica Industriale, indirizzo Biotecnologico all’Università degli Studi nel capoluogo meneghino, ottenuta nel 1998, è volata negli States per il dottorato di ricerca presso la Scuola di Dottorato in Biochimica all’Università del Kentucky, Lexington sino al 2003. Rientrata in Italia, si è trasferita a Bari dove ha ottenuto la cattedra di insegnamento in Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica dell’Università degli Studi  «Aldo Moro» di Bari presso il dipartimento di Bioscienze, Biotecnologie e Biofarmaceutica.

Il suo progetto finanziato da Airc

Proprio alla ricercatrice e docente di prima fascia dell’ateneo barese, la Fondazione Airc ha sostenuto e finanziato un progetto che punta a identificare nuove strategie terapeutiche nel tumore alle ovaie che è la patologia ginecologica tra le più insidiose e pericolose per le donne, per identificare strumenti di diagnosi precoce. In cosa consiste l’attività? "Vogliamo scoprire nuovi percorsi per definire strategie terapeutiche innovative, necessarie per bloccare la progressione tumorale e a ridurre la formazione di metastasi. Nel tumore coesistono cellule non tumorali che entrano in dialogo con le cellule tumorali e iniziano a sostenere e a favorire, in qualche modo, la crescita del tumore. L’idea è quella di eliminare questo dialogo tra cellule tumorali e macrofagi e ripristinare la loro funzione anti-tumorale originaria. L’identificazione e la comprensione di questo dialogo può aprire la strada a terapie innovative nel tumore alle ovaie".

 

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