Biassono

«Prigionieri di un cantiere»

Battaglia legale di un giovane biassonese contro la beffa dei bonus edilizi

«Prigionieri di un cantiere»
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«Siamo prigionieri di un cantiere e sto lottando da mesi per riappropriarmi della mia casa». Quella di Paolo Gregori, ingegnere di 44 anni di Biassono, è una delle tante famiglie finite nella presunta truffa delle ristrutturazioni.

«Prigionieri di un cantiere»

Dalla scorsa estate la sua casa, una villetta monofamiliare in zona Parco, dove vive con la moglie e due bambini piccoli, è circondata da un ponteggio che non può essere rimosso perché il cantiere è bloccato a tempo indeterminato. Lavori avviati per una serie di interventi per migliorare l’efficienza energetica, avviati e poi abbandonati a metà.

«Tutto è nato nel febbraio 2021 quando un agente immobiliare mi ha fatto conoscere Casa Zero, un general contractor (appaltatore generale, ndr) che si è presentato con una proposta interessante - spiega Gregori - A fronte di una caparra di 500 euro hanno fatto il progetto per la riqualificazione energetica e si sarebbero accollati tutti i costi in cambio della cessione del credito del 110».

La firma del progetto

Il 13 dicembre dello stesso anno Gregori firma il progetto: un intervento di 160mila euro tra cappotto isolante, pompa di calore, nuovi infissi e pannelli solari che, da contratto, si sarebbe dovuto concludere in tre mesi.

«Nell’aprile del 2022 montano il ponteggio, iniziano i lavori ma da luglio non si è visto più nessuno - spiega il biassonese - All’inizio di agosto ci ha contattati la Guardia di Finanza di Treviso (Gruppo Zero ha una sede in provincia di Treviso, ndr) per farci sporgere denuncia. E’ così che mi sono accorto che il mio cassetto fiscale, per usufruire delle agevolazioni del superbonus, era già stato svuotato da tempo prima ancora che iniziassero i lavori».

Il comitato

La stessa cosa è accaduta a tanti altri ex clienti del Consorzio Casa Zero che si sono costituiti in un comitato «Quelli che aspettano Casazero» di cui è presidente Michele Valli: un gruppo che riunisce circa 1.100 persone tra cui il biassonese.

Ad agosto del 2022 la Guardia di Finanza di Treviso ha contestato al Gruppo Casa Zero una presunta truffa da 24 milioni di euro in crediti d’imposta legata al superbonus e da allora tutte le attività sono bloccate.

«I contratti stipulati sono rimasti in sospeso così come i cantieri - afferma Gregori rammaricato - Non ci resta che aspettare da una parte la conclusione delle indagini da parte della Procura di Treviso nell’accertamento del reato di truffa, dall’altra una conferma da parte dell’Agenzia delle Entrate di una tutela tributaria per chi è rimasto coinvolto in questa situazione e non ha beneficiato del superbonus. Ci risultano circa 1800 famiglie che hanno versato la caparra a Gruppo Zero e di queste almeno un 500 si sono trasformati in contratti e Cilas. Grazie a questo comitato stiamo aiutando tante persone che si trovano nella stessa situazione e non sanno cosa fare. A qualcuno è andata molto peggio ed è rimasto senza impianto di riscaldamento per tutto l’inverno. E’ una situazione che sta incidendo anche sugli equilibri familiari: facciamo riunioni online e telefonate quasi tutte le sere. Il nostro desiderio più grande è poter vivere la nostra casa, goderci il nostro giardino senza essere circondati da un ponteggio».

Sono 170 le persone che hanno aderito al comitato «Quelli che aspettano Casazero» «per chiedere che venga contemplata la mancanza di responsabilità in solido nei confronti dei contribuenti-beneficiari in caso di truffe e colpa grave. Se qualcuno volesse aderire, trova tutti i riferimenti su Facebook» conclude Gregori.

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