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Desio

«Psichiatria chiusa? Una vera batosta. Pazienti messi a dura prova e grossi disagi per i familiari»

Preoccupazione espressa dai volontari Asvap: «La mancanza di specialisti peserà sui più fragili. Così non si fa il loro bene»

«Psichiatria chiusa? Una vera batosta. Pazienti messi a dura prova e grossi disagi per i familiari»
Attualità Desiano, 22 Maggio 2022 ore 17:00

Un dramma nel dramma. Asvap (Associazione volontari aiuto ammalati psichici), associazione che riunisce i volontari ma anche i familiari dei pazienti con un disagio psichico, esprime grande preoccupazione di fronte alla notizia della chiusura del reparto di Psichiatria dell’ospedale di Desio.

«Psichiatria chiusa? Una vera batosta. Pazienti messi a dura prova e grossi disagi per i familiari»

Dallo scoppio della pandemia i volontari Asvap del reparto di Desio non hanno più potuto ritornare in corsia, accanto ai malati, e speravano di poterci tornare presto. Non sarà così. «La mancanza di specialisti ha portato conseguenze che peseranno sui pazienti più fragili, che hanno bisogno di cure. Così, però, non ci sembra che si faccia il loro bene», affermano. Diverse le considerazioni che portano a questa convinzione.

«Per i pazienti che devono andare in reparto va tenuto presente che questo è un momento delicatissimo e anche drammatico della loro vita; è un fallimento della terapia, con il paziente che si vede imprigionare. Il fatto che i  ricoveri si sposteranno a Vimercate non è certo positivo. In un momento drammatico i pazienti vengono di fatto catapultati in un posto sconosciuto con operatori mai visti - rimarcano -  Noi, facendo volontariato in reparto, abbiamo visto spesso pazienti che venivano ricoverati, e sappiamo che un volto amico li tranquillizza, ma  così sarà un disastro. Per il paziente questo è un problema molto grosso». Le conseguenze negative ricadranno anche sui familiari. «Anche per loro sarà un disagio – proseguono i volontari Asvap – L’ospedale di Vimercate è lontano e non servito dai mezzi. Faranno fatica ad andare a trovare i loro congiunti, si dovranno sobbarcare viaggi lunghi. Pensiamo a chi parte da Limbiate o Ceriano Laghetto, con che difficoltà riuscirà a raggiungere il proprio caro, e quanto tempo ci impiegherà? Questo significa avere meno visite e i pazienti soffriranno in maniera ancora più grave perché si sentiranno completamente abbandonati».

Altra cosa particolarmente importante per i volontari Asvap: «I medici del Cps, a cui afferiscono le famiglie, in genere concordano con i medici del reparto il ricovero, seguono i pazienti quando entrano in ospedale, passano dal reparto sia per parlare coi medici che per rendersi conto di persona come va il paziente. La chiusura rappresenta un’ulteriore difficoltà per gli specialisti psichiatrici che già si trovano in carenza di organico. Il problema non è solo dell’ospedale, perché anche al Cps gli organici sono al lumicino, ed è probabile che tra qualche tempo qualcuno dei Centri si ritroverà a dover chiudere», questo il timore.

Si parla di una chiusura fino a settembre

Stando a quanto comunicato dall’Asst Brianza, si parla di una chiusura fino a settembre, «staremo a vedere – la preoccupazione dei volontari – Si sa che comunque la Psichiatria  è sempre stata la Cenerentola della sanità e adesso è veramente messa a dura prova». Secondo i volontari lo stesso cambio dell’Asst da Monza a Vimercate non avrebbe portato benefici: «Avevamo delle comunità protette che il passaggio con Vimercate non  ha tutelato. C’è stato un rimescolamento di pazienti, con ulteriori disagi. E l’ospedale, tornando con Vimercate, è stato svuotato - puntualizzano - Ci sono state situazioni difficili da gestire. La trasformazione ha portato medici che non hanno voluto lasciare i loro pazienti e non lo hanno fatto, così come c’è stato chi si trovava bene e ha invece dovuto lasciare la struttura che lo seguiva per il cambio di competenze e il passaggio di Asst. Pazienti che erano già stati messi a dura prova e che ancora si sono trovati con un nuovo disagio». Di conseguenza, i volontari del reparto desiano intendono seguire attentamente l’evolversi della vicenda: «Ci chiediamo cosa si può mettere in campo per sollecitare una presa di coscienza, perché il problema va risolto - le loro parole - La Psichiatria è un reparto in sofferenza, non solo a Desio: ci stavamo interrogando su come poter riprendere perché la nostra presenza in reparto ha sempre portato serenità, sia ai pazienti che agli operatori. E adesso è arrivata questa batosta».

Angelo Paola: «Un altro servizio che sparisce»

Sulla chiusura (per ora temporanea) del reparto di Psichiatria, è intervenuto il segretario cittadino, Angelo Paola.

«Un altro servizio che sparisce - il commento - 18 posti letto occupati al 90 per cento. E' solo l'ennesimo reparto messo in crisi in questa mala-gestione regionale della sanità. L'ospedale di Desio (ora Ospedale Pio XI, perché queste sono le cose importanti) continua a perdere pezzi. In realtà li sta perdendo da anni: dal 2015, con l'ultima riforma, l'effetto si è acutizzato notevolmente e diversi reparti sono in sofferenza. Aggiungiamoci che sono passati ormai quasi una decina di anni dall'annuncio dei lavori per l'ampliamento del Pronto soccorso e quando ormai eravamo prossimi si sono resi conti che gli mancavano i fondi per acquistare i terreni, che stanno elemosinando sul territorio, tra le associazioni desiane, con il Comune che si presta a questa farsa senza senso». Per il Pd desiano «la sanità in Regione Lombardia ha bisogno di una svolta ad U, altrimenti il Sistema sanitario pubblico rischia definitivamente di andarsi a schiantare. E tutti noi con lui».

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