Una nuova opera impreziosisce la collezione permanente del Museo e Tesoro del Duomo di Monza. Si tratta di un dipinto a olio del 1878 di Emilio Borsa, raffigurante l’interno del Duomo cittadino, con una particolarità che lo rende ancora più significativo per la storia locale: nel transetto sud si intravede la figura di un alabardiere.
Il Borsa al Museo del Duomo
L’opera, concessa in generoso comodato dal collezionista privato Giuseppe Fontana alla Fondazione Gaiani, sarà collocata nella sezione del Museo dedicata al Corpo degli Alabardieri. Una scelta coerente, dal momento che quello degli alabardieri è uno dei corpi più identitari della Basilica monzese, ancora oggi presente in armi durante le celebrazioni solenni più importanti dell’anno liturgico.
La sezione già ospita un ritratto di alabardiere di Pompeo Mariani e un esemplare dell’uniforme storica, identica a quella tuttora in uso. Con il dipinto di Borsa si arricchisce così il percorso espositivo dedicato a una tradizione che affonda le radici almeno nel Settecento e che accompagna da oltre tre secoli la vita liturgica del Duomo e il servizio alla Corona Ferrea.
L’interno del Duomo fu soggetto particolarmente amato dagli artisti di fine Ottocento. Oltre a Emilio Borsa, anche il padre Paolo e lo zio Mosè Bianchi dedicarono attenzione agli scorci e alle atmosfere della Basilica, contribuendo a definire una vera stagione pittorica monzese. Nato a Milano nel 1857, Borsa si trasferì presto a Monza quando il padre, insegnante di disegno, venne chiamato a lavorare nei collegi cittadini. Formatosi all’Accademia di Brera, trovò nella cascina Ca’ Brusada, a San Biagio, il suo primo studio.
Il Parco di Monza divenne una delle sue mete predilette e gli consentì anche di entrare in contatto con la famiglia reale, che acquistò alcune sue opere. Partecipò a numerose esposizioni nazionali e internazionali e morì a Monza nel 1931.

Inaugurazione e storia
Quanto agli Alabardieri, il documento che ne attesta ufficialmente l’esistenza risale al 1763, quando l’imperatrice Maria Teresa d’Austria autorizzò il confezionamento della divisa per le celebrazioni solenni. La loro presenza è però documentata già nel 1739 in un affresco del Duomo. Dopo la sospensione durante l’occupazione francese, il corpo fu ripristinato nel 1807 in seguito all’incoronazione di Napoleone. Ancora oggi giovani volontari, dopo un periodo di preparazione, entrano nel Corpo durante una solenne cerimonia il 23 giugno, vigilia di San Giovanni Battista, mantenendo viva una tradizione unica nel panorama italiano.
L’inaugurazione della nuova collocazione è in programma mercoledì 4 marzo 2026 alle 18.30, con ingresso gratuito e aperto al pubblico. Domenica 8 marzo alle 11 seguirà la conferenza di Paolo Biscottini dal titolo «L’Alabardiere del Duomo di Monza. La persona e l’immagine», occasione per approfondire la storia e il significato iconografico di questa figura così rappresentativa per la città.
Il Museo e Tesoro del Duomo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18.