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Quando in Brianza c’era il tram

Lo storico di Triuggio Angelo Cecchetti racconta la nascita della guidovia a vapore

Quando in Brianza c’era il tram
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Quando in Brianza c’era il tram: Lo storico di Triuggio Angelo Cecchetti racconta la nascita della guidovia a vapore.

Quando in Brianza c’era il tram

Occorre introdurre una breve premessa per poter cercare di meglio inquadrare il periodo di riferimento. L’ultimo quarto del 1800 è denso di progetti inerenti alla viabilità su rotaie o strade ferrate, alcuni andati a buon fine e altri meno.
Il progresso economico chiedeva con insistenza la necessità di implementare i trasporti. Era divenuto di vitale importanza l’acquisizione di nuovi mezzi moderni più veloci e performanti, e tale obiettivo poteva avvenire solo attraverso l’incremento del trasporto ferroviario e tramviario adibito sia per trasporto persone e soprattutto per il trasporto delle merci, soppiantando di fatto i trasporti trainati d’animali. Nel territorio di Brianza erano già state attivate diverse linee, di seguito se ne elencano alcune.

Nel 1878 si muovevano le prime richieste per la linea Monza-Barzanò e nel 1879 la linea tramviaria a vapore prese vita.

Nel 1878 si iniziò l’iter per attivare la linea Milano-Giussano, The Tramways & General Works Company Limited terminò i lavori nel 1881 e nello stesso anno si inaugurò la linea.

Successivamente la società The Tramways & General Works Company Limited cedette le concessioni alla The Lombardy Road Railways Company Limited, avente sede a Londra, che nel 1886 inaugurò la Carate Brianza-Seregno. Tale tratta si collegava alla linea Milano-Giussano e come descritto nel libretto «Ricordo di Carate Brianza - 1886»... «La guidovia a vapore da Seregno a questo insigne borgo costruito dalla londinese The Lombardy Road Railways Company Limited proprietaria della tramvia Milano-Giussano…».

All’interno del volumetto ci si auspicava di «… Possa fra breve la vaporiera varcare il Lambro frigido e per di qui all’insubre metropoli condurre in seno alle ridenti briantine plaghe…», collegandosi quindi alla linea Monza-Barzanò. A onor del vero, il ponte verrà costruito nel 1907 dall’impresa F.lli Vender, Ing. Leonardi & C. e inaugurato il 2 settembre 1908 (nel progetto si tenne conto anche del peso che avrebbe dovuto sostenere per il transito di tram).
Tale opera avrebbe dovuto avere la duplice funzione di collegare la provincia di Milano con l’allora provincia di Como e, sempre come auspicato nel 1886, aumentare il collegamento con l’altra sponda del Lambro e il resto della Brianza, «… Un ardito ponte di circa mezzo chilometro nel vallone del Lambro…».

Nel 1886 la The Lombardy Road Railways Company Limited chiese concessione per una tramvia a vapore con il seguente tragitto Cusano–Monza–Macherio–Carate Brianza e iniziò l’attività nel 1890.
Giunti fin qui, aiutandoci dalla esaustiva piantina, contenuta nel sopracitato «Ricordo di Carate Brianza-1886» possiamo avere una fotografia nitida delle linee dei trasporti su rotaie esistenti e di quelle in progetto/previsione.
Bene, dopo questa premessa, possiamo introdurre «l’idea» della Tramvia Briosco-Carate.
Non si hanno tutte le informazioni complete relative alla linea, ma grazie ad alcuni documenti possiamo cercare di delineare il progetto tramviario.

La società The Lombardy Road Railways Company Limited, attraverso il direttore e procuratore Churcward M.W.P., con nota datata Milano, 7 dicembre 1888 scriveva «… In merito al progetto della linea di Tramway Carate-Briosco lo scrivente ha potuto indurre la società a sottoscrivere la somma di Lire 5.000 verso l’assestamento della strada da farsi fra Briosco e Carate nel Comune di Briosco quale somma sarebbe pagata dalla società al Comune quando venissero effettuati la linea di tramvia sino alla Fornace di Briosco. Il progetto della linea Carate Monza Cusano colla relativa domanda di concessione dalle autorità superiori venne già inoltrato però mi manca le copie delle deliberazioni del Comune di Carate e Monza per inviare in seguito onde sollecitare l’approvazione… Accludo lettera del Comitato di Briosco che ella mi ha rilasciato tempo fa alla quale ho risposto verbalmente al sig. sindaco di Briosco…».
Con successiva nota datata Carate, 15 dicembre 1889 «con mani gelate» (così sta scritto) la società The Lombardy Road Railways Company Limited scrive: «... Vengo da Monza dove ho terminato l’ultimo affare che riguarda la progettata linea e spero nella settimana entrante di poter spedire le planimetrie a tutti gli altri comuni che non hanno ancora deliberato. Intanto la prego di farmi sapere quando vi sarà Consiglio comunale a Carate, e quando ella sarà disposto a trattare con me per la combinazione della linea fino a Briosco per fare un progetto solo …». Da altra documentazione allegata è presente un disegno «Tramvia Briosco–Carate» con tracciata in rosso la linea che avrebbe dovuto partire da Fornace (Fornaci), con stazione a Briosco, vicino alla Cartiera.

I tanti mulini

Abbandonando per un attimo il discordo della tramvia, osservando la cartina, subito si viene catalizzati dalla presenza cospicua di mulini in un così breve tratto di fiume (Ul Lamber). Oltre ai nomi indicati ne abbiamo altri: il mulino Sasso, mulino Vecchio, mulino Crivelli, mulino Filo, mulino Resega o della Resica, mulino Bistorgio, mulino Meneghin e forse altri ancora. Alcuni hanno modificato il nome originario e, nel contempo, dobbiamo anche ricordare che con il termine mulino non si intendeva solamente l’attività di macinare cereali, ma era considerato mulino ciò che produceva energia, forniva trazione. L’acqua, attraverso il girare delle pale del mulino, ne trasmetteva il movimento con ingranaggi e cinghie e in funzione delle attività che veniva svolta al mulino, talvolta si dava il nome per onomatopea, a indicare la zona.
In calce al disegno troviamo scritto «…Dal ponte della Bevera alle fornaci, la nuova linea piega verso il Lambro, passa sopra la cascina Daneda e sempre in salita raggiunge la stazione di Briosco da impiantarsi allato (a lato) della strada attuale che mette da Briosco al Molino Bonasera in modo che riesca assai vicino all’abitato del Comune. Dalla stazione di Briosco la linea sarà sempre in discesa ed attraverserà il Lambro presso il Molino all’Isola Medici ecc.ecc….». Da altra tabella allegata: «Prospetto del movimento commerciale lungo il tratto di 5 chilometri circa dal Ponte delle Fornacette (Briosco) ad Agliate di Carate Brianza».

Qui in riassunto alcune delle attività elencate.
Movimento Fornaci - 4 Fornaci a fuoco continuo, producenti complessivamente n. 12 milioni di laterizi del peso di chilogrammi 3 ogni capo in media.

Stabilimenti industriali - Tintoria (Fornace) Tronconi – Cartiera (Briosco) Sciolini – Stabilimento Seta (Briosco) Mayer – Stabilimento cotonificio (Verano) Songia – Stabilimenti flanelle (Verano) Trezzi e stabilimento Dario – Tintoria (Agliate) Villa - Filande e incannatoi Campana, Sangalli, Steyner e figli e Susani.

Movimento commerciati - (Vedugio Briosco) Osti N° 16 – Prestinai 7 – Macellaj 3 – Pizzicagnoli 16 – Mercerie 30.

Movimento Molini – La tabella ne riporta il numero per un totale di 30 ruote/pale, ma forse erano di più.
Interessante l’ultima osservazione in calce: «… Osservasi che in massima il movimento di cui sopra, andrà aumentando di non poco, qualora venisse attivato il tronco del Tram dalle Fornacette=Agliate, in congiunzione di quello di Monza, e quello delle fornaci di Briosco è certo che verrebbe a raddoppiare…».

A completezza dell’informazioni sopra riportate, l’ing Elia Tagliabue di Verano Brianza era colui che teneva i rapporti tra la società concessionaria e i comuni interessati. Anche questo pezzo di storia antica di «rotabile su rotaie» era stata ideata con uno scopo ben preciso per collegare i paesi coinvolti con il «resto del mondo», ma così non fu…
Infine un doveroso grande grazie per l’aiuto fornitomi all’amico Leopoldo Pozzi (Gruppo Ricerche Archeostoriche del Lambro - Museo «Carlo verri» di Biassono.

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