commemorazione

Quattro nuove pietre d’inciampo nel capoluogo

Il 27 gennaio prima il posizionamento delle pietre, poi la cerimonia al Bosco della Memoria

Quattro nuove pietre d’inciampo nel capoluogo

Quattro nuove pietre d’inciampo a Monza con una  cerimonia ufficiale al Bosco della Memoria e iniziative culturali nelle biblioteche cittadine, con presentazioni di libri. È quanto caratterizza il programma coordinato dal Comune di Monza per commemorare le vittime della Shoah nella Giorno della Memoria, martedì 27 gennaio.

L’omaggio

Le nuove pietre d’inciampo saranno posate la mattina del 27 gennaio, alla presenza del sindaco Paolo Pilotto, dei rappresentanti di ANPI e ANED e del Comitato Pietre d’Inciampo e dei familiari, prima della cerimonia al Bosco della Memoria in onore di   Erminio Tremolada in  via Mascagni 19 alle  9.30, di Matteoldani Rizzardi in via Lecco 34 alle 10.15, di Angelo Zampieri e Mario Certa in via Pascarella 6 alle  11

Erminio Tremolada, nato a Monza il 30 marzo 1911 fu arruolato nella 231^ Batteria autonoma contraerea e destinato a Rodi. A seguito dell’armistizio dell’8 settembre ‘43, i soldati italiani presenti sull’isola (39.000 circa) che rifiutarono di arrendersi furono fatti prigionieri. L’11 febbraio 1944 il piroscafo Oria, con a bordo più di 4.000 militari italiani, salpò dall’isola di Rodi e affondò nei pressi dell’isola di Patroklos. La
maggior parte dei corpi non fu mai recuperata.

Matteoldani Rizzardi, nato a Monza, deve le origini del suo nome alla contrazione di Matteotti e Oldani, patrioti e antifascisti storici. Operaio tranciatore alla Breda V e partigiano, partecipò a numerose azioni di propaganda e a interventi a favore dei GAP. Fu arrestato durante un trasporto d’armi nel gennaio 1944; fu trasferito prima a Fossoli, poi a Bolzano e da lì nel lager di Mauthausen. Destinato ai lavori forzati nel
lager satellite di Gusen, vi morì il 13 febbraio 1945.

Angelo Zampieri era nato a Guarda Veneta (RO), viveva nel quartiere Cederna. Lavorava alla Breda, nella sezione staccata di Taccona di Muggiò ed era il punto di riferimento della resistenza di fabbrica. Fu arrestato il 12 marzo e incarcerato a San Vittore, poi a Bergamo e quindi deportato a Mauthausen. Fu poi internato a Gusen, indi a Wien Floridsdorf e di nuovo a Mauthausen, dove morì il 1 novembre 1944.
Solamente nell’ottobre 1945 si ebbe conferma del suo decesso nel lager.

Mario Certa, nato a Verona il 23 febbraio 1889, manovale, fu arrestato a Monza il 12 marzo 1944 su disposizione del SD di Verona (Sicherheitsdienst – Servizio di Sicurezza delle SS), e deportato nel Campo di concentramento di Mauthausen come deportato per motivi precauzionali (SCH – Schutzhäftlinge). Fu dapprima trasferito a Gusen e successivamente internato nel Erholungsheim (letteralmente «casa di cura») del Castello di Hartheim. Morì ad Alkoven, nel Castello di Hartheim, il 29 dicembre 1944.

La cerimonia in via Messa e in biblioteca

La cerimonia ufficiale si svolgerà al Bosco della Memoria, in via Messa, alle 12. Interverranno il sindaco, le autorità cittadine, i rappresentanti di ANPI e ANED e gli studenti delle classi terze della Scuola Secondaria di Primo Grado Ardigò.

Il 28 gennaio alle ore 18.30 la Biblioteca Triante “A. Juretich” (via Monte Amiata 60) presenta don Luigi Re e don Eugenio Bussa: Giusti tra le Nazioni (Yad Vashem) contro la deportazione dei bambini ebrei. A cura di Claudio Consonni con la testimonianza di Franco Isman, uno dei bambini salvati. Prenotazione con app c’è posto, monza.triante@brianzabiblioteche.it (tel. 039.731269).

Il 31 gennaio alle 16 la Biblioteca Ragazzi “Al Segno Della Luna” (Piazza Trento e Trieste) presenta Giorno della Memoria: La ragazza dai due nomi. Presentazione del volume con l’autrice Franca Pellizzari. Prenotazione con app c’è posto, monza.ragazzi@brianzabiblioteche.it
tel. 039.324197. Iniziativa dedicata ad un pubblico da 11 anni in poi.

Il commento

“Mentre il contesto internazionale è sempre più segnato da contrapposizioni e intolleranze che spesso sfociano in violenza efferata, il Giorno della Memoria impone un momento di silenzio e di riflessione –  osserva il Sindaco di Monza – Lo sforzo di guardarsi indietro oggi è rivolto a ogni generazione. Forse quest’anno dovremmo dedicare una particolare attenzione alle generazioni adulte, che spesso pensano incautamente che le loro certezze si siano ormai fissate, in positivo, nel tempo. Invece, nel mondo, sono proprio le generazioni adulte che in questi anni mostrano smemoratezza. Massacri di civili, da una parte e dell’altra, violenze sistematiche per battaglie di posizionamento, desideri non controllati di dominio rischiano di resuscitare orrori che tutti vorremmo pensare superati per sempre”.