Lentate

Realizza un'opera sull'area vincolata dell'ex Schiatti, street artist convocato dal sindaco

Ferrari: "Meglio evitare i beni pubblici", Chella: "Mi scuso, pensavo che quel muro dovesse essere demolito".

Realizza un'opera sull'area vincolata dell'ex Schiatti, street artist convocato dal sindaco
Pubblicato:

Ha realizzato una sorta di murale sulla parte vincolata dell’ex Schiatti, proprio di fronte al Municipio, e così il sindaco di Lentate sul Seveso Laura Ferrari ha convocato lo street artist Isidoro Chella, in arte Gabo, 50enne originario di Bussi sul Tirino, in Abruzzo, da anni residente a Lentate, per porgli un freno.

Lo street artist che ha decorato il paese con la tecnica del paste up

A partire da novembre dell’anno scorso, l’artista aveva incuriosito molti lentatesi con le sue opere «spuntate» improvvisamente in varie zone del paese, tutte legate a un tema di attualità (politica, ambiente, inquinamento, rispetto delle donne) e finalizzate a suscitare una riflessione. Come ci aveva spiegato in un’intervista rilasciata a dicembre, i suoi lavori «sono tutti fatti con la tecnica del paste-up, che consiste nel realizzare un dipinto su carta che, in seguito, viene attaccato sui muri attraverso l’utilizzo di vari tipi di colla. Sono realizzati con elementi naturali, biodegradabili e assolutamente non nocivi».

Poster fatti con elementi naturali e che si staccano da sole

La particolarità di questa tecnica, inoltre, consiste nel fatto che a lungo andare, soprattutto se posizionati all’esterno, i poster tendono a staccarsi autonomamente. Hanno pertanto un carattere transitorio, restano esposti per un tempo limitato in quello che Gabo definisce il «museo della strada», accessibile a tutti. E dopo le prime opere in via Papa Giovanni XXIII, altre sono apparse in via Fabio Filzi, ma anche a Camnago e Cimnago. Una, la «Madonna del Mediterraneo», è in bella mostra nell’atrio della scuola secondaria di primo grado Da Vinci: Chella l’ha donata ai ragazzi al termine di un laboratorio in cui ha illustrato i «trucchi» della sua arte. E un’altra, la «Madonna del migrante», è stata realizzata nell’area dell’oratorio Sant’Angelo, previa autorizzazione del parroco.

Realizza un'opera sul muro dell'area vincolata dell'ex Schiatti

Recentemente il 50enne ha dato sfogo alla sua creatività proprio in centro, in via Matteotti, sul muro della cosiddetta manica lunga dell’ex Schiatti. Una delle porzioni dell’ex tessitura su cui la Soprintendenza ha posto un vincolo architettonico e culturale e che pertanto non verrà demolita, contrariamente ad altre parti del complesso degradato. Il «murale» in paste up, dal titolo «La piccola Odissea del cuore», racconta a immagini la storia dello street artist, le fasi più significative della sua vita. Un’opera che molti hanno apprezzato, ma che di fatto è stata apposta su un bene tutelato.

Il sindaco convoca lo street artist per un incontro: "Meglio evitare i beni pubblici"

Da qui la decisione del sindaco di convocare il cittadino per un confronto, «che si è svolto in modo sereno e costruttivo», precisa Ferrari. Il primo cittadino ha spiegato che «non ho nulla contro i suoi lavori, che apprezzo, però alla libertà espressiva deve essere posto un limite, nel momento in cui viene manifestata su beni pubblici. Fino a quando vengono realizzate opere su case o palazzi nel caso saranno i privati a prendere provvedimenti, ma nel momento in cui vengono fatte su edifici del Comune se qualcuno muovesse qualche contestazione sarei io a doverne rispondere».

Lo street artist: "Mi scuso, pensavo che quella parte dovesse essere demolita"

Chella ha compreso appieno il messaggio e l’ha condiviso:

«Mi sono scusato con il sindaco, della quale apprezzo la sensibilità e il pragmatismo - ha detto - Sinceramente ero convinto che anche quella parte della Schiatti dovesse essere demolita, altrimenti non avrei mai realizzato un’opera su aree sottoposto a vincolo. Ad ogni modo nel giro di qualche settimana i poster si staccheranno da soli». Il confronto si è concluso con l’intento di collaborare per un progetto comune, «ma al momento non posso dire di più...», conclude Chella.

Seguici sui nostri canali
Necrologie