Referendum, esplode la polemica sull’indicazione di voto. La posizione dell’associazione Amici di Luca Attanasio, rilanciata dall’Anpi, ha scatenato la dura reazione del capogruppo della Lega in Regione
La polemica
Accesa polemica a Limbiate a pochi giorni dalla chiamata alle urne per il referendum sulla giustizia (22 e 23 marzo) tra due associazioni e un partito. Tutto è nato da un post sui social (poi rimosso) riguardo un’indicazione di voto.
L’indicazione di voto ripresa dall’Anpi
In una comunicazione agli iscritti, il direttivo dell’associazione Amici di Luca Attanasio aveva condiviso alcune riflessioni riguardo l’imminente referendum. Testo che è stato ripreso da Anpi Limbiate sulla propria pagina Facebook (post poi cancellato) mettendo in evidenza lo stralcio relativo all’indicazione di voto “… considerando anche la complessità e la delicatezza del procedimento penale per l’omicidio di Luca Attanasio e della sua scorta pensiamo che il 22 e 23 marzo sia corretto votare No alla proposta riforma della Giustizia”
La reazione della Lega
Una presa di posizione che ha però scatenato la dura reazione di Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Regione Lombardia, insieme alla sezione della Lega di Limbiate
“La memoria di Luca Attanasio non può e non deve essere utilizzata per fare propaganda politica. È vergognoso che una vicenda così tragica venga strumentalizzata per sostenere il no al referendum. Parliamo di una tragedia che merita rispetto e verità, non strumentalizzazioni politiche. Utilizzare il nome e la memoria di Attanasio per orientare il voto su un referendum è un errore grave e inaccettabile”.
Quindi la replica diretta alle due associazioni e il pensiero di vicinanza per la famiglia dell’ambasciatore:
“L’associazione nata per ricordare Luca Attanasio dovrebbe avere finalità ben diverse da quelle politiche. Coinvolgere la sua figura in un dibattito referendario significa snaturarne il senso e mancare di rispetto alla sua memoria e alla sua famiglia. Anpi Limbiate dovrebbe vergognarsi per aver rilanciato questa presa di posizione: la memoria di una persona che ha servito lo Stato fino all’estremo sacrificio non può essere piegata a logiche politiche né utilizzata per propaganda. Difendere la memoria di Luca Attanasio significa tenerla fuori dal dibattito politico e rispettarne fino in fondo il valore umano e istituzionale. Alla famiglia di Luca Attanasio va il nostro rispetto e la nostra vicinanza, così come continueremo l’impegno a custodirne la memoria senza strumentalizzazioni e con il rispetto che merita”