L'accordo

Reinserimento sociale, al via il progetto tra CEM Ambiente e Carcere di Monza

Due detenuti del carcere sono stati assunti da Cem e hanno iniziato a lavorare sul territori di Agrate e Brugherio, a loro se ne aggiungerà a breve un terzo

Reinserimento sociale, al via il progetto tra CEM Ambiente e Carcere di Monza

Un percorso concreto di reinserimento sociale attraverso il lavoro che mette in rete istituzioni, territorio e servizi pubblici. È il progetto avviato da CEM Ambiente Spa, società pubblica che gestisce il servizio di igiene urbana in 77 Comuni delle province di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, insieme alla Casa Circondariale di Monza.

Reinserimento sociale, al via il progetto tra CEM Ambiente e Carcere di Monza

L’iniziativa è stata presentata oggi, venerdì 12 giugno, nella Casa Circondariale alla presenza di: Corrado Boccoli, Presidente di CEM Ambiente, Cosima Buccoliero, Direttrice della Casa Circondariale di Monza, e Roberto Rampi, Garante dei diritti delle persone private della libertà di Monza.

Assunzioni e obiettivi del progetto

Il progetto prevede la sottoscrizione di Convenzioni finalizzate all’assunzione da parte di CEM Ambiente di due persone detenute (una ha iniziato il servizio lo scorso 18 maggio scorso nel Centro servizi di Agrate, l’altra da giugno a Brugherio), a cui si aggiungerà una terza persona per la quale sono in fase di completamento le procedure amministrative. L’obiettivo della nuova collaborazione azienda-carcere è di offrire opportunità lavorative concrete, favorendo percorsi di responsabilizzazione, formazione e inclusione sociale attraverso il lavoro, considerato uno strumento fondamentale di crescita personale e costruzione di nuove prospettive.

Le parole di CEM Ambiente

“Come società pubblica sentiamo il dovere di contribuire non solo alla qualità ambientale dei territori, ma anche alla crescita sociale delle comunità – ha detto Corrado Boccoli, Presidente di CEM Ambiente. Questo progetto nasce dalla convinzione che il lavoro possa rappresentare uno strumento concreto di dignità, responsabilità e ripartenza. Offrire un’opportunità come quella di dare un lavoro significa costruire valore non solo per le persone coinvolte, ma per l’intera comunità. Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di rimpegno sociale che da tempo CEM Ambiente sviluppa sul territorio, con l’obiettivo di affiancare ai servizi ambientali iniziative capaci di generare inclusione, partecipazione e attenzione alle persone.

Il ruolo del carcere nel reinserimento

“Un carcere costituzionalmente orientato non può essere solo un luogo di esclusione e di emarginazione ma deve offrire opportunità e strumenti per riavvicinare la persona detenuta alla vita libera – ha detto Cosima Buccoliero, Direttrice della Casa Circondariale di Monza. Il lavoro assume un’importanza fondamentale in questo processo perché offre concrete possibilità di crescita personale e di emancipazione. Tuttavia, esistono ancora molte difficoltà a causa delle risorse limitate e anche del persistente pregiudizio che la comunità esterna nutre nei confronti di chi ha trascorso o trascorre il periodo della pena in carcere. Questo progetto, oltre ad offrire in concreto una seconda chance, può generare effetti positivi non solo sulle persone coinvolte ma anche sull’intera società”.

“Il lavoro è un diritto fondamentale per la dignità di ciascuno e una condizione per garantire il percorso di reinserimento sociale previsto dalla nostra Costituzione – ha detto Roberto Rampi, Garante dei diritti delle persone private della libertà di Monza. Si tratta di una condizione essenziale per abbattere la recidiva che, attualmente al 70%, rappresenta la misura del fallimento di un carcere che versa in condizioni di drammatico sovraffollamento: in carcere ci sono soprattutto persone che hanno avuto poche possibilità e tanti carichi dalla vita, a cui è necessario dare fiducia e, magari per la prima volta, una vera opportunità. Ringrazio CEM per aver creduto nel progetto, nella speranza che tanti, aziende pubbliche e privati, possano seguire l’esempio. Voglio ricordare in questa occasione Alberto Fulgione, Presidente di CEM mancato a inizio anno, con cui abbiamo iniziato questo percorso, al quale teneva molto”.

Il sostegno delle istituzioni

Hanno partecipato anche Prefettura e Provincia di Monza e Brianza.

“Quella di oggi è una espressione concreta di comunità – ha detto il Prefetto di Monza e Brianza, Enrico Roccatagliata –. Il sistema carcerario presenta criticità note a tutti, ma iniziative come questa dimostrano la qualità delle persone che vi operano e la disponibilità dei territori a mettersi in gioco. Quando competenze, passione e senso delle istituzioni si incontrano, nascono percorsi capaci di generare opportunità reali. Progetti di questo tipo non sono solo interventi sociali: rappresentano la misura della coesione di una comunità e della sua capacità di costruire inclusione.”

“Questo progetto – ha detto il Presidente della Provincia di Monza e Brianza Luca Santambrogio – conferma che l’inclusione non è solo un valore, ma una responsabilità concreta che riguarda tutta la comunità. Costruire percorsi di reinserimento dedicati alle persone detenute – come Provincia MB e AFOL MB fanno da anni – significa creare opportunità reali e, allo stesso tempo, consolidare la coesione e la sicurezza del territorio. Il capillare lavoro di rete tra istituzioni, enti e mondo del lavoro è la chiave per generare un impatto duraturo. L’auspicio è che iniziative come questa possano consolidarsi nel tempo e contribuire a rafforzare sempre di più una rete capace di produrre risultati concreti”.

Il coinvolgimento dei Comuni

A rappresentare i Comuni coinvolti anche il Sindaco di Agrate e l’Assessore all’Ambiente di Brugherio, Comuni che ospitano i Centro Servizi di CEM interessati dal progetto.

“Come Sindaco di Agrate Brianza – ha detto Simone Sironi – sono orgoglioso che questo progetto trovi spazio nel nostro territorio. Il lavoro è uno strumento fondamentale di dignità e reinserimento: offrire opportunità concrete significa rafforzare la coesione della comunità e superare i pregiudizi. È un esempio prezioso di collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio per costruire una comunità più giusta e inclusiva”.

“La parola chiave che deve emergere da questo progetto è la parola dignità – ha detto l’Assessore di Brugherio Carlo Nava. Il lavoro dà dignità alle persone. Il lavoro, in modo particolare in questo progetto, è anche segno di rinascita. Sarebbe molto bello che tanti avessero questa opportunità. Bisogna impegnarsi ancor di più perché questo possa accadere. Grazie a CEM e alla Direzione della Casa Circondariale per il lavoro fatto in questa direzione. L’augurio è che realtà imprenditoriali del territorio prendano esempio e si aggiungano per eventuali nuovi progetti di inclusione”.

Un modello di collaborazione

Insomma, l’iniziativa rappresenta davvero un esempio concreto di collaborazione tra realtà pubbliche e istituzioni del territorio, nella convinzione che il reinserimento sociale delle persone passi anche dalla possibilità di costruire percorsi lavorativi seri, strutturati e orientati al futuro.