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Dibattito

Residenti divisi sul progetto che salverà Oreno dagli allagamenti

Lungo via del Salaino verranno realizzate due vasche di raccolta (in una prima fase ne verrà però scavata una sola) e un canale.

Residenti divisi sul progetto che salverà Oreno dagli allagamenti
Attualità Vimercatese, 30 Maggio 2021 ore 13:00

Un intervento da 200mila euro, pensato per salvare dagli allagamenti la zona di Oreno che si affaccia verso via del Salaino. Un progetto che però spacca i cittadini, divisi sulle priorità e sull’effettiva utilità dello stesso.

Residenti divisi sul progetto che salverà Oreno dagli allagamenti

E’ stato un confronto acceso, conclusosi con un compromesso, quello che si è tenuto nel pomeriggio di sabato scorso nell’area verde comunale posta a ridosso di via del Salaino, tra le vie Pasteur e Pitagora. Presenti all’assemblea all’aperto, convocata dalla Consulta della frazione, almeno un centinaio di residenti, gli amministratori comunali guidati dal sindaco Francesco Sartini e i tecnici di Brianzacque (sul posto anche il presidente Enrico Boerci), azienda che realizzerà gli interventi.

L’obiettivo è quello di garantire lo smaltimento delle acque meteoriche che si accumulano lungo la strada in occasione di piogge abbondanti, sempre più frequenti negli ultimi anni. Dai campi adiacenti, infatti, posti ben al di sopra della sede stradale, scendono vere e proprie cascate d’acqua che le fognature non riescono a smaltire. E più di una volta si sono registrati anche smottamenti dalle sponde. Oltre a ciò, anche un problema di acqua di risalita dalle fognature, che arriva fin dentro le abitazioni.

Gli interventi previsti

Due le strategie e gli interventi previsti sulla scorta di quanto già fatto nel 2018 a Ruginello nella zona adiacente al cimitero, anch’essa soggetta ad allagamenti.
Un approccio di ingegneria naturalistica che prevede per via del Salaino la raccolta delle acque portate verso la strada dai campi sopraelevati, posti a Ovest. Acque che verrebbero incanalate con apposite tubazioni sotto la sede stradale e portate sul lato Est, in un terreno a valle. Intervento che però potrà essere portato a compimento in un secondo momento perché il progetto deve passare attraverso espropri di porzioni di terreni di previsti. Con tempi che si prevedono lunghi.
Quel che invece si sarebbe potuto fare sin da subito è la creazione di due invasi nell’area verde pubblica, posta lungo il ciglio di via del Salaino tra le intersezioni con via Archimede e via Pasteur. Invasi rispettivamente da 500 e 850 metri cubi, realizzati con il semplice scavo del terreno fino ad una profondità massima di un metro e mezzo. Vasche naturali (non è previsto utilizzo di cemento) che avranno il compito di raccogliere le acque che scendono da campi e dalla strada e poi smaltirle poco alla volta. Si sarebbe, ma che in realtà sarà così solo parzialmente. Amministrazione comunale e residenti hanno infatti raggiunto un compromesso. Al momento di vasca ne verrà scavata una sola, quella più lontana dalle abitazioni, nella speranza che sia sufficiente.

Le preoccupazioni dei residenti di Oreno

L’idea della seconda vasca ha sollevato infatti le preoccupazioni dei residenti perché il suo margine sarebbe stato solo ad un metro e mezzo dalle recinzioni delle abitazioni.

Oltre a ciò gli abitanti hanno espresso altri tre timori: che la vasca diventi ricettacolo di zanzare e altri insetti, che danneggi il piccolo ecosistema dell’area verde e, soprattutto che, esaurita la funzione di raccolta delle acque, nel rilasciarle vada ad alimentare ulteriormente la falda che in quel punto è già molto alta e che da anni sta già creando problemi di allagamenti in box e cantine.
Da ciò la richiesta di procedere sin da subito con la seconda fase del progetto, ossia lo scavo di un canale che porti le acque a valle, salvando le case, e quindi rendendo superflua la realizzazione delle vasche.

Sindaco e tecnici hanno però ribadito che per portare a compimento il secondo intervento bisognerà passare dai necessari espropri di porzioni di terreno a ridosso della strada, con il rischio anche di contenziosi legali e quindi tempi molto lunghi.
Da ciò il compromesso, come detto: si incomincia dall’intervento di raccolta delle acque, scavando però una sola vasca anche per accogliere le pressanti richieste dei residenti di via Pasteur che, più che con l’acqua di risalita dalla falda, devono fare i conti con quella che si riversa direttamente nelle case dalla strada che in occasione di temporale si trasforma quasi regolarmente in un fiume.

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