Il radicale restyling cui verrà sottoposto il centro sociale di via Tazzoli, a San Fruttuoso – Monza – ha comportato (e sta comportando tuttora) lo spostamento verso altra destinazione degli ospiti. Una procedura tanto delicata, quanto complessa di cui si è discusso anche in Aula.
Restyling imminente per il centro sociale
A chiedere chiarimenti in merito è stato il consigliere di opposizione Simone Villa (Lega): «In questo periodo era previsto che fossero congedati gli ultimi ospiti per i lavori – ha evidenziato in Aula – C’è la garanzia che abbiano trovato una nuova collocazione? O se c’è qualcuno che ha dovuto allontanarsi senza avere certezza di un’alternativa abitativa»
A rispondere, delineandone il quadro, è stato il vicesindaco Egidio Longoni: «Si tratta di un’operazione abbastanza delicata – ha premesso – Siamo partiti da 97 ospiti e ora ne sono rimasti 23. C’è un gruppo di essi che sono seguiti dai servizi sociali che stanno avendo una ricollocazione in queste settimane perché si tratta di casi abbastanza complessi».
Restano da ricollocare gli ultimi ospiti
L’Amministrazione, ha sottolineato, «si sta muovendo anche con altre strutture: Lissone, Seregno, che presentano più o meno le medesime caratteristiche del Tazzoli. C’è qualche piccolo caso di persone morose sulle quali dovremo fare un intervento ad hoc. si sta muovendo anche con altre strutture: Lissone, Seregno, che presentano più o meno le medesime caratteristiche del Tazzoli. C’è qualche piccolo caso di persone morose sulle quali dovremo fare un intervento ad hoc. Quello che è certo è che la struttura a settembre vedrà il via dei lavori. Alcuni residenti hanno chiesto di rimanere, perché sono insegnanti e hanno domandato qualche settimana in più. Poi però c’è agosto, per cui contiamo di chiudere a fine luglio, per sistemare le ultime cose ad agosto e poi partire coi lavori a settembre».
L’imminente restyling
Il recupero prevede la riqualificazione degli alloggi che verranno finalmente dotati di servizi sanitari in ogni camera, un importante intervento di efficientamento energetico dell’intera struttura, un ulteriore abbattimento delle barriere architettoniche esistenti, attività di housing sociale, spazi di ristorazione e accoglienza, oltre a iniziative culturali, formative e di inclusione rivolte non solo agli ospiti ma anche ai cittadini del quartiere e della città.