Riabilitare un’intera arcata dentale oggi non significa più rassegnarsi alla classica dentiera mobile che si muove e crea imbarazzo nella vita quotidiana. La combinazione tra la tecnica implantare All-on-four e la protesi fissa tipo Toronto Bridge ha rivoluzionato questo tipo di trattamenti, permettendo di tornare a sorridere e masticare con sicurezza in tempi rapidi.
All-on-four e Toronto Bridge al Centro Medico Varedo
Al Centro Medico Varedo, in via Italia 18, i dottori Andrea Ormellese e Gianluca Santoni hanno costruito percorsi dedicati alle grandi riabilitazioni, con la collaborazione continuativa della dottoressa Gabriella Malmesi, attiva in città dal 1986 e molto conosciuta e apprezzata dai pazienti.
«La tecnica All-on-four prevede l’inserimento di quattro impianti dentali strategicamente posizionati per sostenere un’intera arcata di denti fissi – sottolineano i dottori Ormellese e Santoni – la grande forza di questa tecnica applicata alla Toronto Bridge, la protesi fissa avvitata su questi impianti, è la sicurezza chirurgica. Con questo protocollo non si va a interferire con il nervo del canale mandibolare, riducendo in modo importante il rischio, seppur raro, di lesioni che possono verificarsi con l’implantologia tradizionale».
I vantaggi rispetto alle vecchie protesi
Rispetto alle vecchie protesi mobili, l’esperienza per il paziente è completamente diversa. «La protesi è salda, non si muove quando si parla o si mastica, e il paziente non deve toglierla e rimetterla: solo il dentista può svitarla durante i controlli periodici». Il risultato è una sensazione in bocca molto più simile a una dentatura naturale, con benefici immediati anche nella vita sociale e lavorativa.
Ridisegnare il sorriso
Un capitolo importante è quello dell’estetica, sempre più centrale nelle richieste dei pazienti. «Con la Toronto Bridge possiamo ridisegnare completamente il sorriso del paziente, correggere difetti come il sorriso inverso e scegliere forme e lunghezze dei denti», spiegano Ormellese e Santoni. «C’è la possibilità di selezionare anche il colore, così chi lo desidera può ottenere un sorriso molto bianco, in stile attori di Hollywood». Il tutto con soluzioni calibrate sui diversi budget: «Si parte da materiali più essenziali e convenienti fino ad arrivare a protesi realizzate con materiali innovativi che garantiscono comfort, estetica e durata a lungo nel tempo», aggiungono.
Ridurre al minimo i tempi e i disagi per il paziente
Anche l’organizzazione pratica del percorso è pensata per ridurre al minimo disagi e tempi di attesa. «I pazienti che si rivolgono al nostro centro per una riabilitazione con Toronto Bridge, dopo l’operazione, ricevono la protesi definitiva nel giro di pochi giorni». Nella maggior parte dei casi è possibile garantire anche un provvisorio fisso in carico immediato, perché nessuno resti senza denti nelle ore successive all’intervento.
La presenza dell’anestesista
A garantire la massima sicurezza, oltre alla presenza dei due odontoiatri anche quella dell’anestesista: «Una figura fondamentale per garantire che l’anestesia sia eseguita a regola d’arte – riprendono i due professionisti – Per chi soffre di ansia o vero e proprio “panico da poltrona”, mettiamo a disposizione anche la sedazione cosciente. L’anestesista monitora costantemente i parametri vitali e modula il livello di rilassamento, così l’intervento avviene in un clima di assoluto relax, con il paziente cosciente ma sereno e collaborante». In questo modo molti pazienti che per paura rimandavano da anni riescono finalmente ad affrontare la riabilitazione senza vivere l’intervento come un’esperienza traumatica.
L’ultima parola spetta al dentista
Gli svantaggi? «Praticamente nessuno», rassicurano i due medici. «Gli eventuali inconvenienti che possono presentarsi nel tempo sono in genere facilmente risolvibili con piccoli ritocchi o aggiustamenti, senza stravolgere il lavoro». La Toronto Bridge su impianti è indicata per chi ha perso tutti o quasi tutti i denti in un’arcata, anche in presenza di condizioni come età avanzata, diabete controllato o ipertensione. «L’ultima parola, tuttavia, spetta sempre al dentista», precisano Santoni e Ormellese. «Ogni caso viene studiato con TAC Cone Beam 3D e scansioni digitali per valutare in dettaglio l’osso disponibile, il posizionamento ideale degli impianti e il progetto estetico del sorriso. Nel raro caso in cui non sia possibile eseguire l’intervento, lo comunicheremo al paziente suggerendo, eventualmente, soluzioni alternative».
All-on-four e Toronto Bridge al Centro Medico Varedo
Il percorso al Centro Medico Varedo è studiato per accompagnare il paziente in tutte le fasi, dalla diagnosi alla protesi definitiva, con controlli periodici programmati per mantenere nel tempo salute orale e funzionalità.
Per informazioni
Per chi desidera capire se è un buon candidato alla Toronto Bridge supportata da tecnica All-on-four, o semplicemente confrontarsi senza impegno, lo staff composto dai dottori Andrea Ormellese e Gianluca Santoni resta a disposizione nella sede di Varedo in via Italia 18.
Tel. 0362.554266
