Il caso

Rifiuti e «sovraffollamento»: la denuncia dell’ex sindaca sul campo nomadi di Lissone

La denuncia arriva da Concetta Monguzzi. Sotto la lente l’insediamento di via Cellini, a ridosso della Valassina, al confine con Desio

Rifiuti e «sovraffollamento»: la denuncia dell’ex sindaca sul campo nomadi di Lissone

Rifiuti abbandonati e irregolare ampliamento dei confini. A lanciare l’allarme sul campo nomadi di via Cellini a Lissone, a ridosso della Valassina, al confine con Desio, è stata la sera di lunedì 7 settembre, in Consiglio comunale, Concetta Monguzzi.

«Discarica a cielo aperto»

L’ex sindaco ha puntato il dito su due questioni «segnalate dai cittadini e verificate personalmente». Da una parte sacchi di immondizia e fusti ammassati lungo la strada, nel raccordo con la ciclopedonale. Fuori quindi dai cassonetti al servizio del campo.

«Quella zona è diventata una discarica a cielo aperto…», ha denunciato, chiedendo all’Amministrazione di intervenire. «Ho avvisato gli uffici», la pronta reazione dell’assessore all’Ecologia Massimo Rossati. Smorzata dal capogruppo di Prima Lissone, Fabio Meroni: «Accertiamoci di chi siano i rifiuti, altrimenti faremo un doppio favore a chi sta nel campo nomadi e li butta fuori».

«Il campo è raddoppiato»

Secondo problema, il progressivo allargamento dell’abitato oltre i suoi confini originari. «È delimitato da una recinzione – ha detto Monguzzi – Ma fuori, sugli appezzamenti dei privati (uno in particolare, non edificabile, di proprietà di una persona residente a Milano, ndr), c’è un altro campo nomadi: casette in legno, roulotte, camper». Una situazione «incredibile» che pone seri interrogativi in tema di «sicurezza e legalità».

Situazione non nuova però, come ricordato da Meroni: «Dal 2012 diciamo che il campo si è allargato per colpa di Desio…». Lui, da amministratore, aveva visto nascere l’insediamento autorizzato (venticinque stalli serviti di acqua potabile, elettricità e gas) definito ironicamente in un articolo del 2005 del quotidiano Il Giornale un «campo rom a 5 stelle nel comune leghista».

Nel 2021, sindaco Monguzzi, durante un sopralluogo della polizia locale erano stati contati trentotto nuclei famigliari a fronte dei venticinque stalli autorizzati. Un «sovraffollamento» che aveva portato all’impostazione di un regolamento per la migliore gestione degli spazi mai però arrivato all’approvazione. Ora il nodo è tornato al pettine.