Usmate Velate

"Risorgeremo come l’araba fenice"

Intervista a Giorgio Biella, il titolare della «Re Tech Life», cooperativa sociale divorata dalle fiamme.

"Risorgeremo come l’araba fenice"
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Le immagini del rogo che due settimane fa ha distrutto la «Re Tech Life» sono ancora negli occhi di tutti. Anche in quelli del titolare, Giorgio Biella, che però nella mente e soprattutto nel cuore ha una e una sola idea: ripartire il prima possibile. Per il bene della cooperativa sociale, certo, ma ancor di più dei suoi dipendenti. Perché la onlus non si occupa solamente di dare una seconda chance alle macchine, ma in primo luogo anche alle persone.

Giorgio Biella: "Risorgeremo come l’araba fenice"

"Siamo già al lavoro per ottenere l’agibilità del capannone, che a livello strutturale fortunatamente non dovrebbe aver subito danni - ci racconta Biella, che nonostante il disastro non ha perso il buon umore e lo spirito battagliero - Dopodiché dovremo bonificare l’area, ripulire tutto e portare ciò che si è salvato in un magazzino che abbiamo a Ronco Briantino. Da qui ripartirà la nostra attività, perché non abbiamo alcuna intenzione di fermarci. Avevamo moltissimo lavoro questo mese e stiamo provando a salvaguardarlo per quanto possibile. Ci vorrà del tempo per rimettersi completamente in sesto, ma stiamo lavorando per poterlo farlo nel più breve tempo possibile".

Operazione non facile, visto che le fiamme hanno distrutto praticamente tutto quello che hanno trovato sul proprio cammino. Biella è rimasto fino all’ultimo a combattere contro l’incendio, ma alla fine anche lui si è dovuto arrendere.
"Appena ho visto la fiammata ho fatto uscire tutti dagli uffici, poi insieme ad altre due persone abbiamo provato a fermare il rogo: prima con gli estintori, poi la manichetta, ma non c’è stato modo di impedire il propagarsi del fuoco: sono bastati pochissimi attimi, mai vista una cosa del genere - prosegue il titolare della onlus - Abbiamo rischiato la vita, ancora un minuto lì dentro e ci avremmo rimesso la pelle. Invece devo ringraziare un uomo, che non so chi sia, ma ho visto che ha tentato di aiutarmi e poi mi ha trascinato fuori prima che fosse troppo tardi. Come devo ringraziare i Vigili del fuoco per lo straordinario lavoro che hanno fatto nel domare l’incendio. C’era moltissima plastica che avvolgeva il materiale elettronico e che ha bruciato per ore, ma i pompieri si sono adoperati con grande coraggio e professionalità: non posso che rivolgere a loro la mia gratitudine. Così come ai soccorritori che sono intervenuti tempestivamente per prestarci le prime cure".

La conta dei danni

Ma dopo lo scampato pericolo per la propria salute è arrivata la drammatica fase della conta dei danni.
"Si è salvata pochissima roba, vedremo meglio nel dettaglio quando potremo rientrare nei capannoni - spiega ancora Biella - L’unica cosa che inspiegabilmente si è salvata è l’insegna. La guardi, è completamente intatta. Per noi è un segno, o meglio io l’ho interpretato così quando, una volta fuori, ho alzato gli occhi: vuol dire che siamo destinati a ripartire. E come può essere altrimenti visto che il nostro logo è proprio un’araba fenice che risorge dalle ceneri? Anche questo è sicuramente un altro segno del destino. Per questo non possiamo mollare. Anzi, a dire il vero non abbiamo mai avuto nessuna intenzione di farlo. E’ chiaro, non sarà facile, ci vorranno tempo e sacrifici, ma siamo pronti a tutto. A me non è mai piaciuto perdere, figuriamoci se inizio ora che ho 72 anni".

Tante offerte di aiuto

Rialzarsi dopo un disastro del genere non sarà semplice, ma la «Re Tech Life» non sarà certo sola. Nelle ore immediatamente successive al rogo, infatti, l’azienda ha ricevuto moltissime offerte di aiuto da parte di imprese, attività e aziende del territorio che hanno chiesto di poter dare un contributo alla rinascita.
"Una solidarietà che non mi sarei mai aspettato, siamo rimasti tutti increduli di fronte alla generosità di tante persone che ci hanno offerto anche solo una parola di incoraggiamento - conclude l’amministratore della onlus - Attiveremo sicuramente anche noi qualche iniziativa concreta per permettere una ripresa più rapida, ma come ho detto per il momento resta di vitale importanza iniziare le operazioni bonifica e pulizia. E’ una priorità, perché una volta che potremo tornare nello stabilimento potremo in qualche modo ricominciare a lavorare. In questo momento il mio pensiero va ai dipendenti, a coloro che provengono da situazioni complicate e alle loro famiglie. Giustamente hanno bisogno di uno stipendio, ma ancor più di un lavoro. Ho parlato con loro in questi giorni e anche nei loro occhi ho visto la determinazione, la volontà di rialzarci più forti di prima dopo questa brutta caduta".

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