Nel 1971 non c’erano i telefoni cellulari che avrebbero permesso di scambiarsi i numeri e mantenere i contatti. E così ci si perdeva di vista, anche dopo aver condiviso un’intensa esperienza come quella del servizio militare. Ma a distanza di 55 anni, grazie ai passi da gigante della tecnologia e ai social, è bastata una foto pubblicata su Facebook per permettere a Cesarino Gatto, artigiano del Polo di Meda della classe 1951 e volontario dell’associazione di quartiere, di riabbracciare Antonio De Matteo, un suo commilitone.
Ritrova un commilitone dopo 55 anni
«E’ stato emozionante, non avrei mai pensato, dopo tutto questo tempo, di ritrovare qualcuno con cui avevo vissuto un’esperienza così significativa», commenta dopo l’incontro, avvenuto mercoledì 14 ottobre a Paderno Dugnano.
Tutto è iniziato da una foto pubblicata da Gatto sul gruppo Facebook che riunisce i coscritti del 1951 di tutta Italia, che immortalava il momento del giuramento militare. Un’immagine che ha catturato l’attenzione di De Matteo, anche lui del ‘51, originario della Basilicata ma residente a Torino, a cui sembrava di notarvi qualcosa di familiare.
Grazie a una foto pubblicata sui social è stato contattato dal suo compagno di servizio militare
«Mi ha contattato in privato per chiedermi qualche informazione in più e quando gli ho detto che avevo fatto il servizio tre mesi e mezzo a Caserta, nella caserma “Amico”, e dal gennaio 1972 nella caserma “Cavour” a Torino ha capito di essere un mio commilitone – spiega il 75enne medese – Ci siamo scambiati il numero di telefono con la promessa di incontrarci».
Si sono rivisti e hanno ricordato i vecchi tempi
E così è stato. Si sono rivisti dopo 55 anni, ognuno ha portato l’album delle fotografie di quel periodo, ripercorrendo i vecchi tempi.
«Ci siamo commossi, abbiamo sorriso ricordando alcuni aneddoti ed episodi indimenticabili – prosegue – Facevamo parte del terzo scaglione fanteria meccanizzata, io guidavo i carri armati e lui faceva il cannoniere. Ci eravamo trovati molto bene, Antonio è davvero una persona speciale».
Ora vogliono rintracciare altri commilitoni
Si sono raccontati le proprie vite, accomunate dalla perdita delle rispettive mogli, hanno parlato di famiglia e del lavoro, promettendosi di tenersi in contatto e di cercare di rintracciare altri commilitoni.
«Speriamo di coinvolgere altri compagni dell’epoca, sarebbe bello organizzare una rimpatriata», conclude.
E chissà che Facebook non possa dare di nuovo una grande mano…