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Rumori di un tempo nella Macherio futurista

Un lavoro dello storico Angelo Cecchetti: "Quanti suoni ormai si sono persi? Cerchiamo di ricordarli"

Rumori di un tempo nella Macherio futurista
Attualità Caratese, 22 Ottobre 2021 ore 16:35

Lo storico triuggese Angelo Cecchetti ripercorre i rumori di un tempo ambientati a Macherio.

Rumori di un tempo

"Nel 1914 Filippo Tommaso Marinetti, al quale viene attribuito il titolo di fondatore del movimento Futurista, venne a Macherio, non se ne sa il motivo, per scrivere poche pagine dal titolo eloquente Macherio Futurista – Rumori brianzolaschi. Nello stesso anno pubblica la famosa opera ZANG TUMB TUMB; un piccolo poema che venne ispirato dal periodo bellico dell’assedio di Adrianopoli nel 1912. Marinetti ha utilizzato un tipo di scrittura che doveva servire ad aiutare i lettori ad avvertire i fragori della battaglia. Trascrivo ora qualche passo del libretto ispirato a Macherio.

Il libretto ispirato a Macherio

… Nel trovarmi in gentile paesello con paesaggi e visi brianzolaschi mi accorsi del CIUFF CIUFF del ferragliante tram in fronte alla chiesa principale e nel mentre proseguivo, una serie di rumori accompagnarono questo mio breve soggiorno dopo che, al mattino, congedai lo SCIAFF SCIAFF dello sfuggente e poco profumato fiume. Vengo introdotto in un cortile vetusto dove nell’aia QUA QUA, CHICCHIRICHI E COCCODE’ feriscono le parabole timpaniche. Entro in una cucina spoglia, dove una massaia garibaldina TLAC TLAC sistema i cerchi dell’italica ghisa ETERNA (stufa di ghisa).

Mi accomodo su una sedia GNIC GNIC impagliata danzante, per gustare il probo e proletario cibo PLAT PLAT della ferma polenta. Altri rumori disturbano SGNIF SGNIF e la zangola per il burro corre su e giù, in tal loco intendo dire che il nome di tal attrezzo è PANAGIA. Saluto esco e ringrazio la garibaldina matrona. SCRECC SCRECC rumori striduli di ruote cerchiate su acciottolato dismesso, proseguo nel cammino e nel dar le terga al vecchio casolare l’ora campanara DIN DON DIN DON, avvisa del passar del tempo. Vicino a filanda ZIFF ZAFF ZIFF ZAFF, le spole corron su e giù e DLIN DLIN DLIN un campanellino avvisa l’approcciare del SCIUFF SCIUFF, il vapore del locomotore forgiato alla BREDA.

Ai bordi della polverosa strada odo lo spadellare CLAC CLAC di vecchia locanda e uno SBAM SBAM in fondo alla via dove, in cerchio, sei uomini in canottiera con fazzoletto al collo, con mazza pesante a colpire a turno tondo di rame a formare caldara e, qual direttore d’orchestra, l’uomo anziano con piccolo martello TLIN TLIN tiene il tempo per aiutar loro in ritmica rotazione. CAI CAI guair di cane dopo che il cacciatore TUMB TUMB colpir piccoli passeri, per sopperire magri pasti. Dei bimbi, futuri uomini e soldati, col grembiule nero, si accingono a entrare in scuola e sbirciando dalla finestra, quel che par il più piccolo colla testa rasata, alla lavagna IHIH IHIH il gessetto stride sulla lavagna, così pure i miei denti. Possente ortolano richiama le donne OOO OOO, più in là s’intravede in velocipede l’arrotino che col MULETTA MULETTA attira l’attenzione. MUU MUU il mugghiare di bovini.

Là, alle quattro strade, un piccolo gruppo di persone sull’uscio dell’osteria. CINQ SETT MORRA SETT MORRA. Qua i rumori si fondono con le parole per me incomprensibili, PAT PAT SCOPA, GIU’ UN CAPATAZZ . I toscani fanno il loro dovere di fumaioli e le cicche non si contano, così pure i bicchieri CRIN CRIN quasi fossero in concerto d’opera. Ritorno verso il sacro tempio, litanie stanche uscir dai portoni AVE AVE. Mi soffermo a prendere appunti MISERERE MISERERE un funerale si intravede, mi allontano. AAAAAA AAAAA la sirena della fabbrica da l’ordine di uscita, torme di uomini e donne ritornar al proprio misero casolare.

Nello scrutar vecchietta seduta sull’uscio con piccola scodella, il suo pranzo, inforca dei ferretti FLIT FLIT e sferruzza a riparare vecchie calze che il tallone ormai divenuto fantasma. TIC TAC LIPPA bimbi che giocano nel prato con lungo bastone a colpir piccolo legnetto conico all’estremità per lanciarlo lontano ed ecco CRAC CRAC il birlo, una trottola di legno lanciata contro un’altra. Quanti rumori mi e ci accompagnano. Sentir SCIFF SCIFF voltarsi e nel prato lontano dai bimbi che giocano, due uomini maestri del tagliar erba, maestri di ranza, più lontano SCREFF SCREFF stanno tagliando il frumento con italici falcetti. Anche un PLON PLON PLON il rumore cardiaco tipico del trattore Landini a testa calda, il richiamo del cavallante OH POGIA, OH POGIA PINA. Attratto di scatto mi volgo SCIAMM SCIAMM dal fondo arriva la banda BOM BOM il tamburo. Dal paese vicino fan festa O BEJ O BEJ. Arriva la sera un TLA TLA TLA di una vecchia machina da cucire SINGER e vari GLORIA PATER AVE GLORIA rosario in ogni casa. Mi allontano ed il rumore più forte mi attanaglia IL SILENZIO …

Ho scherzato un po'. Quanti rumori collegati a luoghi o persone ormai si sono persi? Cerchiamo di ricordarli e chissà quanti ne ho dimenticati e quanti non si possono riprodurre; pensate ai rumori: del filare la lana o la seta; della vanga; dello stendere i panni, dello stirare cul ferr a carbunèla (ferro da stiro a carbonella); il mondare il riso; il pelà (pelare/spiumare ) le galline ecc. Magari potrebbe essere simpatico inventare un gioco coi bimbi più piccoli nel cercare di imitare vecchi "momenti", peccato che non si possano riportare anche i sapori e il clima della popolazione della Brianza.

Concludo dicendovi che ho detto una bugia: Filippo Tommaso Marinetti non ha mai scritto Macherio Futurista – Rumori Brianzoleschi e non è mai venuto, per quanto sappia, a Macherio... Mi è sembrato simpatico giocare con questo «strumento futuristico» quale sentiero utile per far riaffiorare, per chi li ha vissuti, e cercare di far conoscere a chi non ha potuto udirli, i rumori di un tempo o meglio l’atmosfera".

Il servizio completo è pubblicato sul Giornale di Carate in edicola da martedì 19 ottobre 2021.

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