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Scandalo delle protesi. I due professionisti rinviati a giudizio

La decisione del Gup di Monza per Fabio Bestetti e Marco Valadè.

Scandalo delle protesi. I due professionisti rinviati a giudizio
Attualità Seregnese, 25 Giugno 2022 ore 16:00

Vanno a giudizio i chirurghi Fabio Bestetti e Marco Valadè, 60 e 53 anni, professionisti residenti rispettivamente a Seregno e Paderno Dugnano, accusati di lesioni a pazienti operati con protesi al ginocchio e all’anca.

Scandalo delle protesi. I due professionisti rinviati a giudizio

Lo ha deciso il Gup Gianluca Tenchio, nel processo in cui il Policlinico di via Amati, struttura monzese in cui operavano, è stato chiamato come responsabile civile. L’inizio del procedimento è stato fissato al 21 novembre. Slitta invece a dicembre, a causa del cambio della composizione del collegio giudicante, il processo a Claudio Manzini, nel filone relativo ad accuse per la corruzione in merito all’acquisto delle protesi della francese Ceraver.

Parti civili contro Bestetti e Valadè sono ventidue pazienti, su ben 91 interventi chirurgici considerati sospetti (15 attribuiti a Bestetti, 76 a Valadè) effettuati al Policlinico o in una clinica di Ivrea (Torino), su cittadini over 60 provenienti da tutta Italia.

Il processo rappresenta un’emanazione dell’indagine per la vicenda di corruzione Ceraver, nella quale gli stessi due chirurghi erano accusati di aver utilizzato le protesi per interventi all’anca o al ginocchio, in cambio di soldi e regalie varie (cene, alberghi, viaggi pagati, e altro) e altre utilità, pur nella consapevolezza, secondo quanto emerso dai dialoghi tra Bestetti e Valadè, che si trattasse di prodotti comunque non adatti al tipo di operazione da realizzare («Non rimangono appoggiate bene, fanno c...re», dicevano).

Per questi fatti iniziali, il Tribunale ha già pronunciato condanne (con patteggiamenti della pena) a due anni e otto mesi e tre anni e quattro mesi per gli stessi due chirurghi. A due anni e otto mesi per Denis Panico, imputato in qualità di responsabile commerciale dell’azienda francese Ceraver (per quest’ultima era stata disposta una pena pecuniaria). Gli imputati avevano pagato l’equivalente del profitto e anche Regione Lombardia era stata risarcita.

Rito ordinario per Manzini

Ha scelto il rito ordinario il chirurgo ortopedico monzese Claudio Manzini, professionista della clinica Zucchi, molto noto per la sua competenza nella cura dei traumi al ginocchio, e i manager francesi della Ceraver.

Dal primo filone dell’inchiesta «Disturbo» (così era stata chiamata l’operazione che aveva portato a dodici misure cautelari nel settembre 2017), era emerso un successivo fronte investigativo su molti interventi chirurgici.

Secondo l’accusa, le protesi all’anca o al ginocchio venivano inserite dopo aver «ingannato» i pazienti. Gli stessi, infatti, sarebbero stati convinti dell’assoluta necessità di un’operazione che, invece, si sarebbe potuta evitare.
L’avvocato Roberto Confalonieri (difesa Valadè), aveva già fatto sapere in una nota che il suo assistito «è convinto di aver operato secondo coscienza».

(nella foto di copertina Fabio Bestetti e Marco Valadè)

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