Nella chiesa di via Eschilo

“La scomunica è carta straccia”

Nella Messa dei lefebvriani dopo lo scisma, parole durissime di don Fausto Buzzi all'indirizzo del Santo Padre: "Terrorismo morale. La chiesa conciliare non sa fare altro che chiudere, noi apriamo"

“La scomunica è carta straccia”

La scorsa settimana nella chiesa di via Eschilo a Seregno la prima Messa domenicale della comunità dei lefebvriani dopo la scomunica di Papa Leone XIV. Nella funzione in latino il sacerdote ha avuto parole durissime all’indirizzo del Santo Padre dopo lo scisma.

“Perché questo accanimento della Santa Sede?”

“Perché questo accanimento della Santa Sede per cercare di reprimere in ogni modo e con le più severe sanzioni? Cosa abbiamo fatto di male?”. Con queste parole don Fausto Buzzi si è rivolto all’assemblea dei fedeli nella Messa domenicale dei lefebvriani nella chiesa di via Eschilo, la prima dopo la scomunica di Papa Leone XIV per l’ordinazione autonoma di quattro vescovi. In città ha sede l’unica comunità lombarda della Fraternità sacerdotale San Pio X, gli ultra-tradizionalisti cattolici. Alla Messa tridentina, celebrata in latino con il sacerdote rivolto all’altare, hanno partecipato 150 fedeli, fra cui bambini e giovani. La scomunica ha scosso la comunità, che conta mezzo milione di fedeli e 750 sacerdoti nel mondo.

“Una massa di cattolici perduti”

Il sacerdote ha definito “un grande dono per la Santa Chiesa” le consacrazioni episcopali dell’1 luglio, senza mandato pontificio, a Econe in Svizzera, con una severa considerazione sulla situazione attuale della Chiesa: “Una massa di cattolici perduti, disorientati, che rischiano di perdere la Fede, che non hanno più un punto di riferimento soprannaturale, trascendentale, verticale e non sanno più a cosa credere. A queste anime monsignor Lefebvre ha risposto”, creando come riferimento “la chiesa di sempre, non quella che continua a evolversi, per sfamare la fame spirituale, dei sacramenti e della grazia”.

“La scomunica è carta straccia”

Dopo lo scisma, la scomunica è “una specie di terrorismo morale. E’ carta straccia, non ha nessun valore morale. Dobbiamo continuare, perché stiamo facendo il più grande servizio. Noi siamo i più fedeli figli del Papa e della chiesa: stiamo costruendo, aprendo cappelle e seminari in tutto il mondo, le comunità si allargano. La chiesa conciliare non sa fare altro che chiudere, noi apriamo. Non abbiamo niente contro le opere sociali, ma non ci devono insegnare niente: soccorre gli ultimi lo abbiamo sempre fatto. Forse arriverà un giorno in cui un altro Papa dirà basta”, l’epilogo e l’auspicio di don Fausto Buzzi.

Il servizio integrale e le foto sul Giornale di Seregno in edicola e in versione digitale.