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La battaglia

Senza casa per il "blocco sfratti": "Dopo tre anni ce l’abbiamo fatta"

La soddisfazione della famiglia Gualtieri dopo una battaglia durata tre anni.

Senza casa per il "blocco sfratti": "Dopo tre anni ce l’abbiamo fatta"
Attualità Caratese, 13 Novembre 2021 ore 15:00

"Ce l’abbiamo fatta, finalmente siamo riusciti a entrare nella nostra casa". E’ finito l’incubo della famiglia di Biassono, Gualtieri, proprietaria dal 2019 di una villetta della quale però è riuscita a entrare in possesso soltanto alla fine di settembre. Ciò a causa del «blocco sfratti» più volte prorogato dal Governo a causa della pandemia. Una situazione che costringe molti proprietari di appartamenti a riprogrammare i propri piani familiari e a vivere da parenti e amici perché privati di un loro bene acquistato con tanti sacrifici.

Senza casa per il "blocco sfratti": "Dopo tre anni ce l’abbiamo fatta"

La famiglia Gualtieri, papà Vincenzo, mamma Nicoletta e due figli di 15 e 20 anni, ha rischiato anche peggio, ovvero di non avere nemmeno una sistemazione di fortuna.
"Nel 2019 abbiamo acquistato la casa all’asta - spiegano - A marzo del 2020 abbiamo ottenuto il decreto di trasferimento ma non siamo mai riusciti a entrare perché gli inquilini non se ne andavano. Poi il Covid ha bloccato tutto e noi eravamo anche in procinto di firmare il rogito per vendere la casa dove abitavano prima, a Villasanta. Abbiamo rischiato di ritrovarci in mezzo a una strada".
Lo sblocco degli sfratti è stato prorogato a gennaio 2022 ma una sentenza della Corte Costituzionale ha impugnato questa ennesima proroga giudicandola non più sostenibile e di fatto sbloccando i casi degli immobili venduti all’asta.
"Abbiamo dovuto rivolgerci a un avvocato e chiedere la convocazione urgente dell’udienza che è stata fissata al 16 settembre - prosegue la famiglia Gualtieri - Il curatore ha poi dato l’ordine agli inquilini di lasciare la casa entro il 23 settembre. Loro sono usciti il 27, il giorno del nostro anniversario di matrimonio. Un bel regalo".

"Non riuscivo più a dormire - racconta Vincenzo - Era una situazione veramente delicata e insostenibile. Non vedevo l’ora di venire qua. Appena entrati abbiamo dato una sistemata e un’imbiancata. E così è cambiata la nostra vita".

La famiglia Gualtieri, come tanti altri, aveva aderito al gruppo Facebook "Rivogliamo la nostra casa" che raduna i proprietari di case occupate da inquilini morosi: "Siamo venuti a conoscenza di situazioni anche peggiori, purtroppo lo Stato non tutela queste persone - spiega papà Vincenzo - Noi, tutto sommato, siamo stati fortunati e ringraziamo chi ci ha aiutato. L’avvocato Chiara Longoni e i miei datori di lavoro, Paolo e Marco, ci hanno aiutati veramente tanto. Ogni mattina, appena mi sveglio, ringrazio anche mio padre, purtroppo mancato nel 2019. Perché tutto quello che ho lo devo a lui".

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