Si dice che quando una saracinesca storica si abbassa, scompare un pezzo di storia della comunità. E il bar latteria «I Marches» di Lissone ne è testimonianza. Il 31 dicembre è stato l’ultimo giorno di lavoro per i fratelli Simonetta e Loris Marchesi, titolari dell’attività di via Vecellio da diciotto anni. Un servizio – dal cappuccino del mattino all’aperitivo prima di cena – e insieme un punto di riferimento per i residenti del quartiere intorno alla parrocchia Madonna di Lourdes che, varcando l’ingresso, avvertivano la confortante sensazione di non essere mai soli.
«In mezzo a finiti luoghi modaioli, finti londinesi, parigini, newyorkesi, era un ritrovo abituale in cui le persone si sentivano a casa, in famiglia», uno dei numerosi messaggi di saluto dei clienti, affidati ai social ma anche alla cara vecchia carta.
Simonetta e Loris hanno realizzato il sogno del papà
I fratelli Marchesi sono cresciuti nel quartiere, con la panna montata della latteria – «quella fatta come si deve, con l’apposita macchina, non con il sifone» ricorda Loris – a fare da dolce sottofondo. Simonetta per anni ha confezionato divani, il fratello faceva il meccanico. Nel 2007 il cambio di vita. «Abbiamo rilevato l’attività un po’ da incoscienti, buttandoci nella nuova avventura – hanno raccontato – Pensare che era stato il sogno di nostro papà…».
Il nome è arrivato pensando a lui. «Ci conoscevano tutti come i “bagaj del Marches“».
E’ stata una scelta azzeccata perché in queste quasi due decadi di lavoro dietro al bancone sono riusciti a conquistare l’affetto dei tanti clienti, divenuti con il tempo amici. Dagli anziani ai bambini. C’erano ad esempio il gruppo delle signore del cappuccino della mattina; i motociclisti che, complice la passione per le due ruote di Loris, avevano eletto «I Marches» quale seconda casa; gli irriducibili del pallone che si contendevano i quotidiani sportivi seduti ai tavolini; gli affezionati del caffè del venerdì sera. Le porte della bar latteria si aprivano anche per riunioni di famiglia, momenti conviviali e tappe significative, dai compleanni ai matrimoni.
“Abbiamo aiutato e siamo stati aiutati”
La certezza è sempre stata una: in caso di bisogno, Simonetta e Loris erano pronti a dare una mano. Come si faceva una volta nelle case di corte in cui sono cresciuti. Pure prima dell’abituale orario di apertura delle 6,30.
«Se vedevo un cliente fuori, non potevo certo farlo aspettare. Il nostro lavoro è così, si deve essere flessibili, altrimenti è meglio fare altro… C’è da dire comunque che il sostegno è stato reciproco: abbiamo aiutato e siamo stati aiutati», ha garantito Simonetta che ora, insieme a Loris e a tutta la loro bella famiglia, è pronta ad aprire un nuovo capitolo. Con i ricordi de «I Marches» a scaldare il cuore.