Social e smartphone ai figli: istruzioni per l'uso con i colossi del web
Per una sera, Concorezzo è diventata il punto di riferimento per il mondo digitale con una tavola rotonda che ha visto sedersi attorno al tavolo Google, Tik Tok, Agcom e università Bicocca di Milano

Mio figlio vuole lo smartphone cosa rispondiamo? Mio figlio ha già lo smartphone: cosa dobbiamo fare? Sono solo due delle tante domande alle quali ieri sera, giovedì 3 aprile , in una Villa Zoia di Concorezzo strapiena, i colossi del web dal calibro di Google e Tik Tok, accompagnati da AgCom e Universtità Bicocca hanno cercato rispondere.
Una serata piacevole, ben organizzata e molto partecipata. Soprattutto ricca di contenuti che ha visto anche l'esordio dei Patti digitali concorezzesi, un'alleanza educativa per l'ingresso nel mondo online degli adolescenti. Un incontro pensato per offrire risposte concrete e soluzioni per aiutare mamme e papà a gestire l’intreccio tra tecnologia e vita quotidiana dei propri figli.
La tavola rotonda
Una tavola rotonda promossa dall'Amministrazione comunale insieme all'istituto comprensivo Marconi, dicevamo, che si è trasformata in un'occasione unica per dialogare con chi detta le regole del digitale e capire come guidare i più giovani in un uso consapevole della tecnologia. A fare gli onori di casa c'era il sindaco Mauro Capitanio e il preside Eucarpio Genuardi. Accanto a loro Massimiliano Capitanio, commissario AgCom; Luana Lavecchia, responsabile delle relazioni istituzionali di TikTok; Simona Panseri, direttrice della comunicazione e public affairs per Google Italia e il docente dell'Università Bicocca Marco Gui, coordinatore del centro di ricerca "Benessere digitale" dell’Università degli studi di Milano. A moderare l'incontro Sergio Nicastro, direttore de "Il Giornale di Vimercate" e Primamonza.it
Il saluto del sindaco e del presidente del Consiglio di Istituto
"Avere seduti allo stesso tavolo Agcom, TikTok, Google e Bicocca rappresenta un’opportunità unica e preziosa per i genitori alla ricerca di informazioni, consigli e strumenti concreti per gestire con consapevolezza le richieste dei propri figli in ambito di social e smartphone – ha sottolineato Mauro Capitanio – Purtroppo la sensibilità dei genitori sull’utilizzo dei social e dello smartphone da parte dei propri figli si accende troppo spesso solo a fronte di episodi di cyberbullismo, pedopornografia, ludopatia o truffe".
"Già da tempo i genitori ci hanno sollecitato per concretizzare i Patti digitali - ha sottolineato Maria Laura Soldiviero presidente del Consiglio di Istituto durante il suo intervento di saluto - Ricordo ancora che un giorno, in Cosiglio di istituto, un'insegnante di prima media ci chiese una mano poichè si era accorta che stavano emergedo comportamenti non corretti da parte dei ragazzini che iniziavano, per esempio, a creare chat di classe escludendo, magari, alcuni dei loro compagni. A quel punto con i genitori abbiamo deciso di approfondire i Patti digitali che hanno il solo obiettivo di creare regole comuni per un utilizzo responsabile dei dispositivi digitali".
Cosa sono i patti digitali?
In poche parole fare rete, non essere soli ma creare una comunità unita (genitori, scuole, pediatri, istituzioni e altri contesti educativi e di vita comune), che possa fare squadra attorno alle famiglie, per avere successo nella diffusione di strategie efficaci per l’educazione all’uso delle nuove tecnologie. A Concorezzo, grazie all’IC Marconi, è possibile sottoscrivere questi Patti, mirati a ridurre la pressione sull’uso precoce dello smartphone e a creare uno spazio di dialogo tra tutte le figure educative.
Un patto risponde a quattro questioni sulle quali il gruppo di adesione sceglie insieme: decidere insieme il momento in cui iniziare a fare esperienze pratiche digitali, partecipare con i figli a momenti di educazione digitale, regolare l'utilizzo dei dispositivi e promuovere un utilizzo creativo.
I dati forniti dall'Agcom: reati digitali in forte aumento
Fanno riflettere i dati snocciolati durante la serata da Massimiliano Capitanio e riguardanti l'utilizzo dello smartphone da parte dei giovanissimi.
"Il 93% dei ragazzi possiede un cellulare e si inizia presto, a 12 anni - ha sottolineato il commissario Agcom Capitanio - Nell'era digitale almeno il 50% dei ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 19 anni trascorrono 5 ore sullo smartphone. Un tempo che si dilata se a questo dato aggiungiamo il tempo trascorso davanti alla tv, magari per guardare Youtube. E questo è uno degli aspetti patologici che dobbiamo cercare di combattere. Ci sono purtroppo anche parole sconosciuti a molti ma che purtroppo sono ben conosciute dalle Forze dell'ordine quando entrano nelle scuole, nelle case o nelle comunità per comunicare che è stato compiuto un reato digitale: mi riferisco a Revengeporn (diffusioni di materiale pornografico per ripicca), Cyberlbullismo , Sexting (scambio molto diffuso tra i minori di immagini intime), Romance scam (o truffa dell'amore, è una frode online che consiste nell'instaurare una relazione sentimentale con una vittima per estorcerle denaro) e Shareting (la pratica di condividere online contenuti relativi ai propri figli, come foto, video ed ecografie. È un fenomeno molto diffuso, soprattutto sui social media). Purtroppo i reati digitali sono in aumento: lo scorso anno la Polizia postale ha ricevuto poco meno di 20milla segnalazioni per truffe e poco meno di 3mila siti internet rimossi poichè contenevano abusi su minori. Nel 2024 il cyberlullismo ha registrato 319 casi con un aumento del 12% rispetto al 2023. Anche le molestie sessuali hanno avuto una impennata del 5% (370 casi) rispetto al 2023. Idem per la pedopornografia: nel 2024 sono stati registrati poco meno di 3mila casi. Infine un ultimo dato: il 33% dei ragazzi non è in grado di stabilire l'affidabilità di un sito internet".
Il caso Tik Tok
Tik Tok è sicuramente uno dei social più utilizzati da giovani e giovanissimi, ma non solo. Infatti sta diventando uno strumento utilizzato anche dagli adulti tant'è che oggi può vantare circa 23milioni di utenti in Italia.
"Oggi serve sempre più fare comunità e vedervi in tanti qui, stasera, è sicuramente un grande segnale e una opportunità - ha sottolineato Luana Lavecchia - L'unica certezza è che non si può tornare indietro. L'obiettivo è di creare sempre più una rete consapevole che possa accompagnare i nostri giovani. Con il tempo la nostra piattaforma si è evoluta molto soprattutto per dotare i nostri utenti di strumenti che potessero aiutarli a gestire l'esperienza on-line. Per esempio abbiamo recentemente introdotto dei meccanismi di controllo, da parte dei genitori, del tempo di utilizzo della nostra piattaforma da parte dei figli. L'obiettivo è quello di riuscire a creare un patto, tra genitori e figli, sull'utilizzo della piattaforma".
Le risposte di Google
Durante la serata Simona Panseri, direttrice della comunicazione e public affairs per Google Italia, ha illustrato tutti i meccanismi messi in campo per rendere più sicuro l'utilizzo della rete da parte dei giovani.
"La nostra azione si concretizza cercando di proteggere i ragazzi dai pericoli cercando di rispettare le peculiarità di ogni comunità con strumenti diversi a seconda delle fasce d'età - ha sottolineato Panseri - Essere genitori non è semplice, essere genitori digitali ancor di più. Per esemprio abbiamo meccanismi che captano contenuti sensibili da eliminare. C'è la possibilità di chiedere che vengano rimosse immagini di minori da "Google Immagini".
L'invito del sindaco sui Patti digitali
Dopo l'illustrazione dei Patti digitali da parte del professore Marco Gui a riprendere la parola èstato il sindaco Capitanio che ha voluto lanciare un messaggio ai genitori.
"Alla fine di questa serata dobbiamo lasciarci con dei passi operativi per evitare che le cose che ci siamo detti stasera vengano dimenticate domani mattina - ha concluso Capitanio - Vorremmo davvero che tutti i genitori con figli in età scolare possano approfondire i Patti digitali. Il passo successivo è quello di mantenere viva questa iniziativa perchè questo impegno deve essere portato avanti per garantire una continuità. Ovviamente ci sarà anche l'impegno, da parte dell'Amministrazione comunale, per illustrare al meglio le piattaforme utilizzate dalla maggior parte dei ragazzi, magari con serate ad hoc".