Al San Gerardo

Sosta irregolare in ospedale: scatta il pugno duro

D’ora in poi sarà la Polizia locale di Monza a occuparsi della rimozione delle automobili parcheggiate in modo non idoneo

Sosta irregolare in ospedale: scatta il pugno duro

Pugno duro con chi parcheggia fuori dagli spazi o in aperto divieto all’ospedale San Gerardo di Monza.

Convenzione con regole stringenti

Il Comune di Monza e la Fondazione Irccs San Gerardo dei Tintori hanno siglato una nuova e più stringente convenzione per rafforzare i controlli e rendere immediatamente operativa la rimozione dei veicoli nelle aree esterne del presidio ospedaliero, spesso congestionate da un flusso continuo di utenti, dipendenti e visitatori.

La Giunta comunale ha infatti approvato il provvedimento su proposta dell’assessore alla Sicurezza Ambrogio Moccia, sottolineando l’importanza di garantire ordine e sicurezza in un’area strategica per il sistema sanitario. La convenzione recepisce il regolamento dei parcheggi adottato dall’Irccs lo scorso luglio, che qualifica le aree come spazi privati a uso pubblico e consente la rimozione dei veicoli che ostacolano o creano pericolo.
Con l’accordo sarà la Polizia Locale ad accertare le violazioni e disporre la rimozione, mentre la Fondazione installerà la segnaletica necessaria, previa ordinanza sindacale.

Il problema già sollevato

Una collaborazione che punta a rendere omogenee le procedure e più chiaro il quadro operativo per chi accede all’ospedale. In passato la gestione dei parcheggi del San Gerardo era già finita al centro delle polemiche: un episodio in particolare aveva fatto discutere, quando un automobilista con contrassegno disabili si era visto portare via l’auto nonostante fosse regolarmente esposto solo perché la macchina si trovava negli spazi riservati alle donne in gravidanza (la moglie oltretutto lo era ma non avevano esposto il tagliandino).

L’uomo, tramite le pagine del Giornale di Monza, aveva raccontato di essere stato trattato in modo brusco dagli addetti e, nel tentativo di segnalare l’accaduto, di non essere riuscito a ottenere l’intervento delle forze dell’ordine proprio perché non avevano competenza sulla rimozione, che l’ospedale aveva affidato a un servizio privato. Il nuovo accordo — ora immediatamente esecutivo — punta proprio a evitare episodi simili, definendo con precisione responsabilità e modalità di intervento e tutelando in modo più efficace gli utenti, soprattutto quelli più fragili.