Lavoro

Spiraglio per i precari del Tribunale: si verso la stabilizzazione

Restano ancora alcune incognite per la settantina di lavoratori monzesi, ma è una prima parziale vittoria dopo mesi di incertezza

Spiraglio per i precari del Tribunale: si verso la stabilizzazione

Il futuro dei lavoratori precari dell’Ufficio del Processo del Tribunale di Monza potrebbe essere a una svolta. Dopo mesi di attesa, proteste e mobilitazioni, il Ministero della Giustizia ha pubblicato gli avvisi per la stabilizzazione del personale assunto con i fondi del Pnrr, aprendo concretamente alla possibilità di trasformare molti contratti a tempo determinato in assunzioni stabili.

Stabilizzazione in Tribunale

Si tratta, a livello nazionale, di un’operazione ampia che riguarda complessivamente oltre novemila posizioni (su 11mila precari circa), suddivise in tre distinti bandi per diversi profili professionali, tra cui tecnici di amministrazione, operatori data entry e addetti all’Ufficio del Processo.
A Monza la partita coinvolge circa settanta lavoratori, oggi in servizio con contratti in scadenza a fine giugno e che, negli ultimi anni, hanno contribuito in modo determinante allo smaltimento dell’arretrato e alla digitalizzazione delle attività giudiziarie. Il meccanismo previsto dagli avvisi è riservato esclusivamente a chi è già in servizio e si basa su una selezione per titoli ed esami. Monza rientra nel distretto della Corte d’Appello di Milano, e proprio dalla rimodulazione delle piante organiche dipenderà la possibilità di stabilizzare tutti i lavoratori attualmente in servizio. I numeri raccontano una situazione già oggi in sofferenza: a fronte di un organico previsto di 141 unità, i lavoratori effettivi sono 75. Senza il contributo degli addetti dell’Ufficio del Processo, il sistema rischierebbe di andare in forte difficoltà.

La battaglia a Monza

«Siamo circa 11 mila in tutta Italia: verranno stabilizzati quasi tutti, ne restano fuori tra i 1500 e i 1700», spiega Luca Scaglione, che per la Rsu Usb ha seguito da vicino la trattativa. «Abbiamo lottato a lungo per arrivare a questo risultato. Se ne parlerà concretamente a maggio: è una vittoria, anche se parziale e con ancora elementi di incertezza».

Proprio l’incertezza resta uno dei nodi principali. I tempi della procedura e la decisione finale sulla distribuzione dei posti saranno determinanti per evitare vuoti tra la scadenza dei contratti e le eventuali assunzioni. Un passaggio delicato anche per molti lavoratori arrivati a Monza da altre regioni, spesso sostenendo costi importanti per trasferirsi. L’obiettivo, indicato dal Ministero, è quello di arrivare alle assunzioni a tempo indeterminato già dal primo luglio, in continuità con la scadenza dei contratti attuali. Ma sarà la prossima tappa, attesa nei prossimi mesi, a chiarire se anche a Monza tutti i lavoratori potranno davvero essere stabilizzati.