La storia

Sport oltre l’autismo, trionfo nel giavellotto per l’ex chierichetto di Robbiano

Gabriele Bergamo, 24 anni è stato capace di andare oltre la sua disabilità: lavora ed è un campione nazionale

Sport oltre l’autismo,  trionfo nel giavellotto per l’ex chierichetto di Robbiano

Grandi soddisfazioni per Gabriele Bergamo, 24 anni di Giussano, che è stato  capace di andare oltre la sua disabilità,  l’autismo per  lavorare e fare sport  da campione.

 

Prima l’impegno in parrocchia e ora lo sport

Chierichetto, cerimoniere in chiesa per tanti anni, e ora anche campione di giavellotto. Gabriele Bergamo, 24 anni, di Robbiano, autistico, da 5 anni fa parte dell’associazione sportiva «Briantea 84» di Cantù, che permette a ragazzi con disabilità di praticare lo sport con serenità, divertimento e impegno. Ogni atleta ha la possibilità di confrontarsi e far nascere nuove amicizie e soprattutto di mettersi alla prova.

L’agonismo

Grazie alla sua bravura e capacità Gabriele è passato quest’inverno tra gli agonisti, insieme ad altri quattro atleti, raggiungendo importanti traguardi.

«Fino all’anno scorso praticava il vortex, ovvero faceva lanci con quest’attrezzo a forma di siluro, arrivando a distanze fino a 42 metri – ha raccontato la mamma Barbara Longoni – è uno strumento usato in atletica, propedeutico al lancio del giavellotto.E proprio grazie a questi tiri lunghi con il vortex è stato notato ed è passato al lancio del giavellotto vero e proprio, una disciplina più difficile per la lunghezza dell’attrezzo, ma che gli ha dato subito grandi soddisfazioni e importanti risultati».

I risultati nello sport

Dopo mesi di allenamento a maggio è diventato campione regionale a Boario Terme per poi qualificarsi al secondo posto con la medaglia d’argento ai Campionati italiani di atletica leggera ad Abano Terme, poche settimane fa, a giugno.

«Per noi è un grandissimo motivo di orgoglio; Gabriele si è impegnato tanto. Si allena costantemente e con il passaggio all’agonismo ha dovuto lasciare il suo impegno in parrocchia come cerimoniere e chierichetto, ruolo che ha svolto sin da ragazzino e ha proseguito per 14 anni – ha aggiunto la mamma – questa medaglia è frutto di duro lavoro ma anche tanta determinazione che è andata oltre la sua disabilità».

Le difficoltà e la rivincita

Un traguardo importante che non è stato facile raggiungere.

«Da bambino i problemi non sono mancati a causa dell’autismo, ma Gabriele se l’è sempre cavata. Ha preso la patente, lavora, grazie alla scuola che ha frequentato per diventare operatore del legno, in un’azienda di Cabiate che realizza sedie e tavoli – la Beretta – e ha la sua autonomia. L’atletica l’ha molto aiutato e noi siamo fieri di lui».