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Studentesse in cattedra contro il bullismo

Sono le sette ragazze del King che hanno spiegato ai compagni più piccoli delle scuole medie i rischi del fenomeno.

Studentesse in cattedra contro il bullismo
Attualità Monza, 14 Novembre 2021 ore 14:00

Aggressione, molestia, ingiuria, denigrazione, «sexting», «flaming». Sono alcune delle facce del bullismo tradizionale e di quello online conosciuto come cyberbullismo. Gli effetti dannosi di questi comportamenti hanno gravi ripercussioni per le vittime sotto il profilo psicologico e fisico. Per contrastare il fenomeno l’istituto superiore King è tornato in campo con il suo progetto «Maneggiare con cura» di cui è capofila in Provincia dal 2017, per sensibilizzare, prevenire e informare gli studenti delle scuole medie. Infatti, grazie a una stretta collaborazione con i comprensivi Casati e D’Acquisto un gruppo di studenti di via Allende, preparato e formato al ruolo di «peer educator» dalla cooperativa Atipica onlus presieduta da Stefania Crema sono tornati in cattedra, in questi giorni, per mettere in guardia i «fratelli minori».

Studentesse in cattedra contro il bullismo

«Siamo ritornati finalmente in presenza con il nostro progetto e abbiamo ripreso la collaborazione con le scuole medie, che avevamo avviato prima della pandemia, dove i nostri studenti stanno tenendo gli incontri per aprire i ragazzi al dialogo su questi fenomeni» ha commentato Livio Gallella, docente e referente di «Maneggiare con cura».

Le «peers» in azione

Hanno incontrato le classi delle medie nell’Auditorium di via Allende, giovedì mattina, per affrontare insieme il tema duro e drammatico del bullismo e del cyberbullismo e dei pericoli della rete. Sono le 7 studentesse «peers»: Hajar e Francesca di quinta B, Alice, Gaia, Marika, Francesca, Martina di quarta B. Hanno un’età che oscilla dai 16 anni ai 18: solo una piccola distanza di età le separa dagli adolescenti della Urbani e del D’Acquisto. E non è un caso. Pochi anni di differenza sono fondamentali per annullare ogni tipo di soggezione e diffidenza, ed entrare subito in empatia. «Ciao sono Martina e ho 17 anni. Siamo qui per parlare di un tema molto importante il bullismo e il cyberbullismo». Dopo le presentazioni di tutti i partecipanti si passa alla proiezioni delle slide e video con cui le studentesse del King spiegano il bullismo e il cyberbullismo dispensando anche raccomandazioni, qualora si incappi in queste situazioni, di come «chiedere il supporto di un adulto o delle autorità».

Gli studenti delle medie hanno dimostrato molta attenzione: prendendo appunti e rivolgendo domande.
Ma non c’è solo la teoria: le «peers» hanno messo alla prova i «fratelli minori» con situazioni pratiche, ragionando sulla sottile linea di confine tra lo scherzo e il bullismo che è reato. «Come ti comporti se il tuo amico è vittima di un bullo?» oppure «Un alunno ottiene tutti i giorni 3 euro da un compagno sotto la minaccia di botte. E’ uno scherzo o è bullismo?». «Dei ragazzi costringono un’amica a spogliarsi per fare delle foto, che cos’è secondo te?». Sono alcuni esempi pratici di ciò che avviene, purtroppo, anche nella realtà.

«E’ un lavoro molto importante che siamo contenti di aver ripreso – ha commentato Gallella – Le ragazze sono preparate sul tema e in questo modo cerchiamo di renderci utili con gli adolescenti delle medie nel contrasto, informandoli e aiutandoli ad aprirsi».
La rete di scopo «Maneggiare con cura» del King ha avviato in questi giorni anche la prima azione di monitoraggio sul fenomeno del bullismo e cyberbullismo con un questionario anonimo somministrato agli studenti delle medie per capire quanto sono a conoscenza del fenomeno e  il loro utilizzo delle tecnologie e dei social.

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