Non avrebbero certo immaginato che avrebbero vissuto una situazione così intensa gli studenti monzesi partiti mesi fa per un’esperienza formativa internazionale a Doha, capitale del Qatar, diretti a un albergo di lusso per uno stage. I tre ragazzi dell’istituto alberghiero Olivetti di Monza si sono invece trovati a fare i conti in queste ore con l’eco delle esplosioni e la situazione di preoccupazione che sta attraversando il Medio Oriente.
L’esperienza a Doha dell’Olivetti
Gli studenti, tutti maggiorenni, erano partiti tra ottobre, novembre e dicembre per un periodo di alternanza scuola-lavoro che sarebbe dovuto terminare tra uno o due mesi. E che invece ora potrebbe concludersi diversamente, con un rientro anticipato se sarà possibile.
A parlare è la dirigente scolastica dell’Olivetti Renata Cumino, che segue da vicino l’evolversi della situazione. «Siamo in contatto costante con i ragazzi e con le loro famiglie. La situazione è tranquilla, li sentiamo regolarmente, ma è chiaro che la preoccupazione c’è e non lo si può negare», spiega.
Il coprifuoco
Le autorità locali hanno disposto che non possano uscire e che restino in ambienti controllati. Dall’hotel è arrivata infatti l’indicazione di restare in casa per l’intera settimana. Misure precauzionali che stanno limitando fortemente la loro quotidianità.
«Ho contatti con l’ambasciata e ho segnalato il caso, fornendo i loro nominativi e riferimenti come richiesto – spiega la preside – in modo che, se ci fosse un eventuale rientro organizzato dallo Stato, si possa valutare di farli tornare».I tre studenti stanno svolgendo lo stage al «The Ned» di Doha: uno nell’accoglienza, uno in pasticceria e uno in cucina. Un’esperienza importante sotto il profilo professionale, che si sta concludendo in un clima diverso da quello immaginato alla partenza. «Sono gli unici studenti che si trovano in Medio Oriente – ha spiegato la preside – Ci sentiamo regolarmente e sono tranquilli, stanno rispettando le indicazioni che gli sono state fornite».
Per l’istituto, che è molto attivo sul fronte delle esperienze all’estero, è l’unico «intoppo». «Non c’erano altre partenze programmate che rischiano di saltare o creare preoccupazione, per il resto i ragazzi sono diretti in Europa», ha rimarcato.