Prima si è introdotto in casa, arraffando quei pochi preziosi su cui ha potuto mettere le mani. Poi, per non destare sospetti, si è finto un carabiniere in borghese, riuscendo a dileguarsi facendo perdere le proprie tracce.
Svaligia la casa e all’arrivo dei padroni si finge un carabiniere
Colpo al limite del surreale quello messo a segno nella mattinata di mercoledì scorso a Usmate Velate, nella zona compresa tra via Manacor e via Tre Case, da parte di alcuni malviventi. Almeno due, stando al racconto delle vittime, entrati clamorosamente in azione in pieno giorno:
“Siamo usciti di casa alle 9 per una commissione molto veloce – racconta la padrona di casa – Dato che la nostra è una zona abbastanza isolata e racchiusa, ho l’abitudine di dare sempre un’occhiata per vedere se c’è qualcosa che non va lungo la strada. Ma non ho visto nulla di sospetto. Solo quando siamo rientrati ho notato una macchina grigia, una Bmw o una Volkswagen non ricordo di preciso, con una persona a bordo che non avevo mai visto qui nella via. Però visto che ci sono alcune case in vendita ho pensato fosse qualche acquirente e non mi sono preoccupata più di tanto”
La sgradita sorpresa
Una volta entrata in casa, però, ecco la sorpresa:
“Di solito, quando usciamo, lasciamo la radio accesa – prosegue il racconto – Appena arrivata davanti al cancello, neanche mezz’ora più tardi, noto che era spenta. Ho pensato fosse stato mio marito, invece in casa non c’era nessuno. Neanche il tempo di accorgermi che qualcosa non andava ed ecco che sento suonare il citofono. Rispondo ed è un uomo che dice di essere un Carabiniere in borghese”.
Il fantomatico militare spiega alla donna di essere nei paraggi perché era stata segnalata la presenza di ladri nel quartiere, raccomandandole di prestare attenzione:
“Capisco che qualcosa non torna, ma lo ringrazio ugualmente e chiudo la conversazione – aggiunge – All’improvviso però me lo trovo in casa, accanto a me in cucina. L’ho trovato assurdo, però sono riuscita a non mostrarmi spaventata. A quel punto, presa anche un po’ alla sprovvista da quel comportamento veramente strano, lo invito a uscire. Lui insiste per chiamare mio marito e continua a seguirmi anche mentre mi sposto all’esterno. Poi, nel giro di pochissimi secondi, sparisce. E così come si è presentato alla mia porta se ne va facendo perdere le proprie tracce. Non mi sono accorta di nulla, veramente. Però, nello stesso istante, noto che anche la macchina che avevo visto all’inizio della via non c’era più”.
Un bottino “sentimentale”
Il “blitz”, in totale, dura all’incirca mezz’ora. A quel punto la donna inizia il giro della casa e si rende conto dell’accaduto. Mobili spostati, scarpiere aperte, cassetti rovesciati. E, purtroppo, anche qualche prezioso sparito:
“Più che altro anelli che appartenevano ai miei genitori e ai miei suoceri, quindi dal grande valore sentimentale e affettivo. Probabilmente si aspettavano di trovare altro, ma sono stati disturbati e non hanno fatto in tempo a provocare altri danni. Diciamo che nella malasorte siamo stati fortunati, poteva finire molto peggio, potevano anche farmi del male in quel momento che mi sono ritrovata da sola in casa. Se ripenso alla faccia di quell’uomo che mi sono ritrovata di fronte… sono ancora un po’ scossa”.
L’identikit e l’appello
L’identikit fornito è quello di un uomo sui 35/40 anni, corporatura media e verosimilmente italiano, vestito con una tuta e un berretto invernale. Sulla spalla anche una radiolina, probabilmente utilizzata per comunicare con il “palo”, ma anche per avvalorare la pantomima del Carabiniere in borghese:
“Davvero non riesco a capire perché farsi riconoscere in quel modo e semplicemente non scappare appena avuta la possibilità – si domanda la vittima – Davvero tutto molto strano. Però, alla fine, l’importante è che nessuno si sia fatto del male. Spero solo che questa testimonianza serva per evitare altri spiacevoli episodi ad altre persone. Ne ho parlato anche con i miei vicini, perché si tenga alta l’attenzione nel quartiere, ma anche per fare rete tra di noi e darci una mano”