Seregno

A distanza di dieci anni deve pagare un ticket sanitario

Il nuovo caso è segnalato da Manuela Colombo per una visita al Pronto soccorso di Monza. L'ospedale replica: "Piena legittimità della richiesta"

A distanza di dieci anni deve pagare un ticket sanitario
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Dopo dieci anni riceve il ticket sanitario di 29,77 euro per una prestazione al Pronto Soccorso della quale non sembra mai avere beneficiato. E' il caso segnalato da Manuela Colombo di Seregno.

Dopo dieci anni deve pagare un ticket sanitario

Proseguono i casi dei cittadini che, a distanza di molto tempo, ricevono gli avvisi di pagamento da parte delle Asst del territorio. Stavolta il "caso" è capitato alla 40enne Manuela Colombo, molto sorpresa per la richiesta formulata dall'azienda sanitaria: "Quando mi è arrivato l’avviso di pagamento, mi sono subito venuti in mente gli articoli letti sul Giornale di Seregno. Sinceramente sono rimasta disorientata, perché guardando il ticket non mi sono ritrovata in una mia esperienza al Pronto Soccorso".

La visita al Pronto soccorso di Monza

Asst ha chiesto il pagamento di una visita al Pronto Soccorso dell’ospedale San Gerardo di Monza per un sospetto osso di pollo conficcato nella trachea: "La cartella parla di un codice verde, poi diventato codice bianco e di quella problematica che avrei avuto - prosegue la seregnese - L’indirizzo di residenza è corretto e anche il codice fiscale, però sinceramente né io, né i miei familiari ricordiamo un fatto simile. Ho in casa alcune cartelle cliniche, con alcune visite e prestazioni, ma nulla mi riporta a un accesso al Pronto soccorso di Monza".

Nessuna risposta dagli uffici

Per evitare il rischio di pagare la mora, la 40enne ha provveduto a pagare il ticket di dieci anni fa, ma restano non poche perplessità. Anche perché la seregnese ha provato a verificare il corretto pagamento della prestazione sanitaria, "ma la mia telefonata è stata rimpallata tra vari uffici, senza che nessuno sia riuscito a darmi una risposta".

La replica dell'ospedale San Gerardo

Ecco la replica dell'ospedale San Gerardo.

1. L’accesso di Pronto Soccorso, come documentato dai relativi verbali, è effettivamente avvenuto nel settembre 2014, con priorità di ingresso, come riferisce anche l'interessata, in codice verde e priorità di dimissione in codice bianco. Come noto, la normativa prevede per accessi con questa classe di priorità il pagamento delle prestazioni eseguite che, se non avvenuto nell'immediato, viene successivamente richiesto dall'Ente.

2. La stessa riferisce nell'articolo una diagnosi, non riportata per motivi di privacy nella richiesta di pagamento ricevuta, ma presente nel verbale del PS e, quindi, a conoscenza solo del diretto interessato che ha effettuato l'accesso. Da questo si evince che la signora, citando la diagnosi, ha implicitamente riconosciuto di avere effettuato un accesso al PS.

3. La lettera con la richiesta di recupero crediti è stata inviata nei termini di prescrizione decennale previsti dall’art. 2946 del codice civile (data di spedizione novembre 2023 a fronte della prestazione effettuata nel settembre 2014).

4. Risulta che lunedì 22 gennaio la signora abbia contattato telefonicamente l’Ufficio recupero crediti, chiedendo conferma della ricezione del bonifico a saldo della prestazione in codice bianco senza richiedere al personale ulteriori chiarimenti in merito al motivo legato al recupero del credito.

Si conferma e ribadisce quindi la piena legittimità della richiesta, basata su una prestazione effettivamente erogata e avvenuta nel rispetto della normativa, come dimostrano le evidenze documentali agli atti.

 

 

 

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