Evento contestato

Torna l’Italian Raid commando (e le polemiche)

Dal 22 al 24 maggio l’edizione 2026 della competizione organizzata da Unuci Lombardia che dovrebbe tornare con la cerimonia in Villa Reale e le esercitazioni in Brianza

Torna l’Italian Raid commando (e le polemiche)

Un evento militare che negli ultimi anni ha già fatto discutere e che ora, mentre si respira tensione per il conflitto mediorientale in corso, torna a far parlare di sé in Brianza. Si tratta dell’Italian Raid Commando, competizione organizzata da Unuci Lombardia (Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia), per la quale sono già state diffuse le date dell’edizione 2026: dal 22 al 24 maggio.

L’Italian Raid commando torna in Brianza

Per due anni consecutivi, nel 2024 e nel 2025, i territori della Brianza e del Lecchese sono stati coinvolti nello svolgimento della manifestazione. Anche per il 2026 la comunicazione promozionale lascia intendere un possibile ritorno nell’area. Oltretutto l’eco sarà più forte, trattandosi del centenario della fondazione. Sul sito dell’organizzazione è stata infatti pubblicata un’immagine che ritrae alcuni militari all’esterno della Villa Reale di Monza, accompagnata da un video di presentazione che si conclude con la domanda: «Sei pronto per la sfida?». Al momento, tuttavia, non sono stati ufficializzati i luoghi precisi in cui si svolgeranno le prove.

Secondo fonti ben informate, anche l’edizione 2026 potrebbe avere come scenario la Brianza. In particolare la cerimonia sarebbe prevista come l’anno scorso alla Villa Reale di Monza, mentre le esercitazioni si svolgerebbero in diverse aree del territorio brianzolo (fin verso Lecco). Al momento, però, non sono arrivate conferme ufficiali da parte degli organizzatori sui luoghi delle attività. L’Italian Raid Commando è presentato dagli organizzatori come una competizione militare internazionale per pattuglie, a cui partecipano squadre provenienti dall’Italia e da altri Paesi. L’evento prevede simulazioni operative e prove tecniche ispirate all’addestramento militare. In passato le attività hanno coinvolto diverse aree naturali e urbane, con il supporto logistico di strutture locali e la presenza di mezzi militari.

L’iniziativa gode di diversi patrocini istituzionali, tra cui Regione Lombardia, Provincia di Monza e Brianza e Provincia di Lecco. In una delle edizioni passate il patrocinio era stato concesso anche dal Comune di Monza.

Contestazioni promesse anche quest’anno

Proprio lo svolgimento dell’evento sul territorio brianzolo però l’anno scorso aveva suscitato polemiche e mobilitazioni. E alcune associazioni e realtà civiche – tra cui gruppi pacifisti e reti di movimento –avevano criticato la scelta di organizzare attività di tipo militare in aree frequentate dalla cittadinanza e, in un caso, anche l’utilizzo di una palestra scolastica a Briosco come base logistica. La questione aveva portato a prese di posizione pubbliche, interrogazioni istituzionali e proteste organizzate durante i giorni della manifestazione, con presidi e contestazioni sia a Briosco sia a Monza.

In vista dell’edizione 2026, alcune di queste realtà come hanno ora annunciato l’intenzione di seguire nuovamente la vicenda e di promuovere iniziative di sensibilizzazione sul tema. Così è intervenuto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole delle università: «Spacciata come una semplice gara è, per ammissione degli stessi organizzatori, una vera e propria esercitazione militare internazionale per pattuglie in ambito Nato provenienti dall’Italia e da altri Paesi, con guerra simulata, impiego di mezzi corazzati e nemico rappresentato», ha spiegato.