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Trova la sua piastrina in Russia, ora cerca Renzo Sironi

Un medico legale con la passione per la seconda guerra mondiale ha una missione

Trova la sua piastrina in Russia, ora cerca Renzo Sironi
Attualità Monza, 08 Dicembre 2021 ore 11:00

Ha trovato la piastrina di un soldato italiano e il suo sogno è di poterla riconsegnare alla famiglia. Un medico legale con la passione per la seconda guerra mondiale ha chiesto aiuto a Primamonza.it. Ecco la storia.

La piastrina in Russia

Molto probabilmente Renzo Sironi è riuscito a sopravvivere alla guerra ed è tra gli italiani che tornarono a casa dopo la terribile campagna di Russia, ma la sua piastrina militare è rimasta sul Don.
E vicino al fiume l’ha ritrovata ottant’anni dopo il conflitto mondiale, un ragazzo del posto che ha segnalato il cimelio al dottor Jean-Loup Gassend, un medico legale svizzero con la passione per i ritrovamenti storici.
Quest’ultimo sono vent’anni che partecipa agli scavi e alle ricerche di reperti storici e e ha già provato in passato a rintracciare i legittimi proprietari (o molto più spesso, ovviamente gli eredi) di quanto ha trovato scavando nei luoghi delle storiche battaglie. Stavolta però la sua missione è stata particolarmente complicata e così si è rivolto a Primamonza.it.

La ricerca dei parenti di Sironi

La sua intenzione, infatti, è quella di rintracciare i parenti di quel Renzo Sironi, classe 1921, di Monza, figlio di Gerardo e di Anna Pozzi titolare della matricola 17148/76/c e quindi legittimo proprietario della piastrina di guerra ritrovata. Solo che al momento sembra di cercare un ago nel pagliaio.
«Ho inviato una lettera a tutte le persone chiamate Sironi, circa una decina, nella zona di Monza. Ma solo una persona ha risposto e ha detto che non era della famiglia - ha spiegato Jean-Loup Gassend - Ho anche ottenuto una copia del suo ruolo matricolare dall'Archivio di Stato di Milano. È complicato da capire, ma menziona che è stato messo in "congedo" nel 1946, quindi è sopravvissuto alla guerra. Inoltre non l'ho trovato nella lista dei soldati italiani morti durante la seconda guerra mondiale che è disponibile su Internet. Il tutto fa pensare che sia tornato a casa».

Non è il primo ritrovamento

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Eppure quando si trovano piastrine sui campi di battaglia - come ci spiega il medico legale che si occupa di queste ricerche nel tempo libero - è prassi cercare di scoprire se il soldato è sopravvissuto alla guerra e trovare membri della sua famiglia.
Così vorrebbe fare anche per il ritrovamento della piastrina avvenuta in Russia. Oggi Gassend, franco-canadese, vive a Losanna e proprio grazie ai suoi numerosi contatti è stato avvertito da un ragazzo di nome Valer del ritrovamento avvenuto in Russia. In generale tutti i luoghi delle battaglie sono stati perquisiti subito dopo la guerra dai residenti e non è rimasto molto. Eppure con il metal detector è ancora possibile trovare qualcosa. Così ha fatto Valer in alcuni dei luoghi dove erano dislocate le forze italiane, soprattutto lungo la sponda del Don, dove i soldati hanno combattuto.

Una vera "missione"

«Sono anni che partecipo anche in Russia alle campagne per trovare soldati dispersi. E a Stalingrado i gruppi di ricerca trovano da 1000 a 2000 corpi all'anno. Vengono riseppelliti ogni anno il 23 agosto, anniversario dell'inizio della battaglia - racconta il medico legale - Ho quindi trovato molte piastrine smarrite, ma anche elmetti, cucchiai, etc, con scritti sopra i nomi dei soldati (tedeschi, russi, americani, italiani...). Quando è possibile, cerco di scoprire chi era questo soldato, se è sopravvissuto, e di trovare i suoi figli». Sono tante le storie che il dottore si porta nel cuore. «Una volta con un elmetto americano del 1944, ho trovato il soldato ancora vivo, ed è venuto a visitare i campi di battaglia dove aveva perso l'elmetto - racconta il medico - Nel mio villaggio in Francia invece ho trovato una fossa comune di 14 soldati tedeschi nel 2006. È stato possibile identificarne 8 e trovare 5 delle loro famiglie». Oggi 39enne il dottore ha iniziato a cercare vecchi souvenir militari quando era ancora un bambino. E così anni dopo ha scritto un libro sulla guerra, nel quale ha raccolto le testimonianze dei soldati che ha registrato lui stesso.

Se avete notizie, contattateci!

Ovviamente se Renzo Sironi fosse ancora vivo avrebbe esattamente cento anni e potrebbe anche essersi trasferito da Monza e quindi la sua famiglia non essere più qui. Ma chiunque si riconoscesse nella storia o avesse informazioni utili a rintracciare gli eredi può contattare la redazione allo 03923589o via WhatsApp al 3501489717. «La piastrina è in Russia, ma Valer, che l'ha trovata, ha detto che vorrebbe restituirla alla famiglia», ha chiosato il dottor Gassend.

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