Commenti su: Tutti a scuola con il grembiule blu, il motivo fa insorgere la Lega

Cesare

Quante storie. Classe 1984, ho fatto tutte le elementari con il grembiule nero, uguale per bambini e bambine senza tutte ste tragedie. Sono ancora vivo e vegeto ed ho un bellissimo ricordo di quel periodo. La vera cosa importante è educare al rispetto reciproco e ad aiutarsi gli uni con gli altri.

Gessica

Da mamma di tre figlie, e con una terza che presto inizierà la scuola primaria, sento il bisogno di esprimere il mio punto di vista.
La mia contrarietà non riguarda il colore del grembiule. Se sarà blu, lo comprerò senza problemi, anche se le mie figlie più grandi hanno sempre indossato quello bianco. Non è questo il punto.
Quello che non condivido è il fatto che una scelta di questo tipo venga imposta senza un reale confronto con le famiglie. Credo che su temi che riguardano i nostri figli sarebbe stato giusto ascoltare anche i genitori.
Paradossalmente, ritengo che una decisione del genere finisca per accentuare ancora di più il tema della diversità. I bambini, infatti, non guardano se un grembiule è blu, bianco, nero o rosa: sono gli adulti, troppo spesso, a mettere l'accento sulle differenze. L'inclusione non si costruisce cambiando il colore di un grembiule, ma con i comportamenti quotidiani, con il rispetto e con l'educazione.
Da anni sentiamo parlare di inclusione, di rispetto delle diversità e di valorizzazione di ogni bambino. Ma troppo spesso restano parole. Non basta organizzare una giornata dei calzini spaiati se poi, nella vita di tutti i giorni, manca l'attenzione verso chi è davvero in difficoltà. L'inclusione si dimostra con i fatti, non con iniziative simboliche.
Da mamma, mi sento anche un po' presa in giro nel vedere una circolare dedicata a questo tema, quando nelle scuole esistono problemi ben più importanti che meritano attenzione e risposte concrete. Questa scelta mi dà l'impressione di essere un'iniziativa fatta più per dare un segnale d'immagine che per affrontare le reali esigenze delle famiglie e degli studenti.
Infine, mi sarebbe piaciuto vedere lo stesso impegno da parte del Consiglio d'Istituto nell'affrontare questioni che negli anni sono rimaste irrisolte o sono state spesso demandate al Comune. Per questo motivo, pur rispettando chi è favorevole a questa decisione, da mamma bovisiana non posso condividerla.