Meda

"Un regalo per Massimo" in occasione del suo 50esimo compleanno

Colpito da un ictus che ha stravolto la sua vita, da quasi tre anni si trova in uno stato di minima coscienza

"Un regalo per Massimo" in occasione del suo 50esimo compleanno
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Se potesse ringrazierebbe tutti. Non può farlo a parole, ma lo fa con un sorriso che dice tutto, che esprime tutta la riconoscenza verso chi ha conosciuto la sua storia e ora vuole fargli un dono speciale per il suo 50esimo compleanno, sostenendo la sua famiglia attraverso la raccolta fondi lanciata sulla piattaforma Gofundme.

"Un regalo per Massimo" in occasione del suo 50esimo compleanno

«Un regalo per Massimo» è il titolo scelto per l’iniziativa avviata qualche settimana fa dalla moglie di Massimo Marchi, Silvia Criscuolo, per festeggiare il mezzo secolo di vita del marito.

Cinquant’anni da compiere il 5 settembre, quasi tre dei quali vissuti in uno stato di minima coscienza dopo un ictus cerebrale che ha cambiato irrimediabilmente la sua esistenza. E quella della sua famiglia, della moglie e dei loro due splendidi figli, Sofia, 9 anni, e Lorenzo, 5, che abitano al quartiere Polo.

Il giorno che ha cambiato la sua vita

La data che segna inevitabilmente un prima e un dopo è il 13 ottobre 2020, quando Marchi, manutentore in un’azienda di Briosco in cui si occupava degli aspetti elettrici e meccanici, ha iniziato a non sentirsi bene sul luogo di lavoro.

«Non so come abbia fatto, ma ha avuto la forza di salire in auto e di tornare a Meda, dove si è fermato davanti a casa - spiega la moglie - Anche se già iniziava a non parlare più bene, è riuscito a farsi capire da un ragazzo che stava passando di lì con il cane, che ha compreso subito la gravità della situazione e ha citofonato a tutti i campanelli del condominio per rintracciare i famigliari».

Nel frattempo sono stati allertati i soccorsi.

«Quando sono arrivata ho visto che caricavano Massimo in ambulanza, ma ormai aveva già perso i sensi», aggiunge Silvia, ripercorrendo quei momenti che rimarranno indelebili nella sua mente.

L’operazione d’urgenza e il coma

Operato d’urgenza, per circa un mese è rimasto in coma farmacologico.

«Quando l’hanno svegliato si capiva che non reagiva agli stimoli esterni, non riusciva a camminare, teneva gli occhi aperti ma è come se non si rendesse conto di quello che lo circondava - spiega Silvia - Sostanzialmente era in uno stato di minima coscienza».

Un colpo per la sua famiglia, che ha dovuto fare i conti con una durissima realtà: Massimo non sarebbe più tornato quello di prima.

I centri di riabilitazione

«Era uno stacanovista, dinamico, sempre attivo, e ora è costretto sulla sedia a rotelle. E’ stato difficile da accettare e penso che sia qualcosa a cui non ci potremo mai abituare - confida Silvia - Ma la vita deve andare avanti e Massimo ha tutto il diritto di essere adeguatamente assistito, perché dei miglioramenti, anche piccoli, ci possono ancora essere».

Dall’ospedale Marchi è stato trasferito in un centro di riabilitazione a Bergamo, dove è rimasto diversi mesi, per poi essere spostato a Parma e infine essere ricoverato alla Rsd San Pietro di Monza, una struttura a lunga degenza «dove è assistito egregiamente e costantemente sottoposto a riabilitazione», sottolinea la moglie.

Il primo sorriso dopo l’ictus

Non riesce a proferire parola, ma non appena vede la moglie e i figli i suoi occhi si illuminano e in quel momento si rivela in tutta la sua potenza la verità della frase «L’amore non ha bisogno di tante parole». E ogni sua piccola grande conquista scalda il cuore di Silvia e dei bimbi, che vanno a fargli visita non appena possibile, anche tre volte a settimana.

«A inizio agosto ci ha sorpreso con il suo primo sorriso dopo tre anni - racconta Silvia con gioia - Un suo amico aveva mandato un messaggio vocale dicendogli una frase in dialetto modenese, che evidentemente gli ha ricordato le sue origini, i momenti felici della sua infanzia e delle vacanze estive. Il padre, infatti, da Modena era arrivato a Seregno, dove Massimo ha sempre vissuto prima del trasferimento a Meda, ma il legame con la sua terra è sempre rimasto molto forte».

«Vuole continuare a combattere»

Anche se ovviamente lo manifesta a modo suo, Massimo ha conservato l’amore per la vita, la voglia di non arrendersi.

«Ci dimostra che vuole continuare a combattere per raggiungere altri traguardi, nonostante le tante difficoltà. E noi vogliamo lottare insieme a lui», afferma Silvia, che da quel 13 ottobre 2020 con una forza incredibile si è fatta coraggio, per lei e per i figli. Un percorso in salita, durante il quale non sono mancati i momenti di sconforto, superati grazie alla determinazione di una moglie e mamma speciale.

La raccolta fondi

Che ora, però, ha bisogno di un sostegno da parte di tutti:

«Ho sempre cercato di farcela da sola, da quel terribile giorno non mi sono mai fermata, ho continuato a svolgere il mio lavoro da impiegata per portare avanti la casa e la famiglia. Ma poi ho capito che non devo aver paura di chiedere aiuto, che ci vuole tanta forza ad ammettere di avere bisogno».

Un sostegno concreto arriva dal Comune di Meda, «ma le spese da sostenere sono molteplici e per garantire continuità all’assistenza di Massimo chiedo un piccolo gesto da parte di chi se la sente di aiutarlo». Attraverso una donazione, piccola o grande, sul sito https://www.gofundme.com/f/un-regalo-per-massimo, si può aiutare questa famiglia, un esempio di amore incondizionato, unita più che mai nonostante l’ostacolo che la vita le ha messo davanti. E si può fare un grande regalo a Massimo in occasione del suo compleanno.

La festa a settembre

Un giorno speciale, che verrà festeggiato nel pomeriggio del 17 settembre all’oratorio Madonna di Fatima, al Polo.

«Inizialmente avevo pensato alla raccolta fondi per gli amici che parteciperanno alla festa, perché Massimo non ha bisogno di regali particolari - conclude Silvia - Ma poi mi sono resa conto che sono arrivate donazioni anche da parte di persone che non lo conoscono e quindi ho deciso di aprirla a tutti. Ringrazio chi ci ha già aiutato e chi lo farà, facendoci sentire la sua vicinanza in modo concreto. Per Massimo sapere che tante persone lo pensano e si sono attivate per lui sarà il regalo di compleanno più bello».

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