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Progetto internazionale

Un team internazionale di ricercatori per studiare le sculture di Vincenzo Vela

Un team di ricercatori della SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana), composto da storici dell’arte e restauratori, è giunto nelle scorse ore a Usmate Velate per studiare le sculture dell’artista Vincenzo Vela

Un team internazionale di ricercatori per studiare le sculture di Vincenzo Vela
Attualità Vimercatese, 09 Novembre 2021 ore 16:28

Un team di ricercatori della SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana), composto da storici dell’arte e restauratori, è giunto nelle scorse ore a Usmate Velate per studiare le sculture dell’artista Vincenzo Vela (1820-1891), autore dell'"Ecce homo", della Preghiera dei morti e della Resurrezione, conservate nella Cappella Giulini della Porta (Oratorio san Felice) presso il cimitero di Velate.

Un team internazionale di ricercatori per studiare le sculture di Vincenzo Vela

Il team di ricercatori, guidati dal capo-progetto Alberto Felici, è stato accolto dal Sindaco Lisa Mandelli e dall’assessore alla Cultura Mario Sacchi, che hanno idealmente spalancato le porte del tesoro artistico situato a Velate, accogliendo con soddisfazione la delegazione proveniente da oltre confine.
Il Team sta svolgendo un progetto di rilievo internazionale, finanziato dal Fondo nazionale svizzero per la ricerca (FNS), e svolto in collaborazione con il Museo Vincenzo Vela, istituzione federale svizzera e centro di competenza per lo studio dello scultore ticinese, che ha come obiettivo quello di approfondire gli studi su Vela e sulle sue modalità di ideazione e realizzazione delle sculture. Il gruppo è composto da professionisti provenienti dall’Italia, dal Ticino e dagli Stati Uniti, accomunati dalla passione per la ricerca artistica.

Prima fase della ricerca

Una prima fase della ricerca si è svolta a Ligornetto, quartiere della città di Mendrisio che ospita il Museo Vincenzo Vela, una delle più importanti case d’artista dell’Ottocento europeo, ideata a partire dal 1865 dal grande scultore realista ticinese Vincenzo Vela al suo ritorno in Svizzera dopo la fortunata stagione di successi in Italia. Ora il Team sta viaggiando in Italia per verificare come i gessi e le idee si siano effettivamente trasformate in statue di marmo, anche con l’obiettivo di evidenziare correzioni e modifiche in corso d’opera o eventuali altri “mani” che hanno contribuito all’opera finale. Per questo motivo, le opere del Vela di Usmate Velate sono state analizzate,
scansite con speciali strumentazioni, illuminate e fotografate al fine di raccogliere il maggior numero di informazioni di valore tecnico e storiografico.

Non è da escludere che, in una successiva fase della ricerca, la delegazione possa tornare a Usmate Velate per compiere ulteriori approfondimenti sulle sculture ed estendere l’osservazione alla digitalizzazione in 3D di una delle opere.

"Un onore per Usmate accogliere un team internazionale"

“Uno straordinario lavoro di ricerca che va oltre la mera osservazione o lo studio basato su quanto già raccolto nei libri che hanno ampiamente raccontato informazioni e curiosità su queste due opere - affermano il sindaco Mandelli e l’assessore Sacchi - Con un rapido confronto con i ricercatori giunti a Usmate Velate, abbiamo già avuto modo di conoscere ulteriori aneddoti che riguardano le opere del Vela che gelosamente custodiamo nella Cappella San Felice. In particolare, vi sono scritti, lettere e ulteriori tasselli che possono contribuire a riscoprire la storia che sta dietro il meraviglioso risultato che noi tutti possiamo osservare. Abbiamo accolto con entusiasmo la richiesta del Team di organizzatori e abbiamo spalancato l’Oratorio, nella consapevolezza che questa è un’occasione storica per la nostra realtà territoriale ed è la dimostrazione del valore che queste sculture hanno in campo internazionale. Per Usmate Velate, è un onore accogliere sul proprio territorio un team internazionale di esperti d’arte: come Amministrazione Comunale assicuriamo la massima disponibilità a chiunque voglia contribuire a riscoprire le meraviglie del nostro territorio e saremo lieti di dare evidenza ai risultati che verranno raggiunti al termine della ricerca”.

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