Disobbedienza civile

Una canna sotto l’Arengario contro le «leggi liberticide». Fermato e sanzionato il segretario dei Radicali Italiani

La protesta in piazza Roma sabato pomeriggio per la legalizzazione della cannabis conclusa con l'arrivo degli agenti della Questura

Una canna sotto l’Arengario contro le «leggi liberticide». Fermato e sanzionato il segretario dei Radicali Italiani

Hanno protestato contro le «leggi liberticide che producono solo insicurezza» accendendosi una canna all’ombra dell’Arengario di Monza. L’iniziativa è stata dei Radicali Italiani che ieri, sabato 18 luglio, hanno chiuso in città il tour nazionale «Disobbedire alla paura».

Non «un invito al consumo di cannabis», lo hanno detto chiaramente, ma un «atto di disobbedienza civile» per suonare la sveglia al legislatore e di responsabilità individuale «che ci prendiamo sapendo di mettere a rischio una piccola parte della nostra libertà». Così è stato, perché tutti gli attivisti presenti sono stati identificati dagli agenti della Questura di Monza arrivati in piazza Roma insieme ai colleghi della Digos, con il segretario nazionale dei Radicali Filippo Blengino destinatario della sanzione amministrativa stabilita dalla normativa vigente, in particolare l’articolo 75 del Testo Unico sugli Stupefacenti che prevede il ritiro di documenti (passaporto e patente) e percorsi socio-riabilitativi.

Visita in carcere: «Sovraffollamento insostenibile»

E’ stata la conclusione di una giornata interamente dedicata ai temi del carcere e della sicurezza. Partita in mattinata con una delegazione di Radicali Italiani, guidata da Blengino, impegnati in una visita alla casa circondariale di via Sanquirico.

«La situazione è tragica, il sovraffollamento insostenibile, aggravato da una popolazione detenuta composta per oltre il 52 per cento da cittadini stranieri e da una significativa presenza di giovani: a fronte di una capienza regolamentare di 411 posti, sono oggi presenti 724 detenuti», ha sottolineato Leonardo Stucchi, referente dei Radicali Italiani a Monza. Con lui anche Giulio Guastini, coordinatore di +Europa Monza e Bianca Piscolla della Direzione dei Radicali Italiani. Una piaga che da tempo la direttrice del carcere Cosima Buccoliero denuncia.

Nel pomeriggio, al Teatro Binario 7, è stata la volta della presentazione del volume «La Repubblica della Paura. Come l’emergenza diventa sistema. Analisi e proposte Radicali», alla presenza di Roberto Rampi, garante dei diritti dei detenuti del Comune di Monza, del capogruppo di Civicamente Monza in Aula Paolo Piffer e di Laura Irene Mauri, referente della legalità del PD di Monza e Brianza.

Spinelli e sanzioni

 

Al termine, l’ultimo appuntamento all’Arengario per l’azione di disobbedienza civile. Spinello in una mano, megafono dall’altra, Blengino ha spiegato i motivi che spingono a chiedere a gran voce la legalizzazione della cannabis a ventitré anni dalla depenalizzazione dell’uso personale grazie al referendum promosso proprio dal Partito Radicale «anche se ancor oggi lo Stato moralista sanziona chi fa uso di una sostanza innocua».

Il segretario nazionale ne ha fatto una questione di libertà dei cittadini di scegliere di assumere una sostanza che «ha effetti non equiparabili a quelli delle altre droghe di Stato», quindi alcol e tabacco, «nel pieno rispetto dell’unico limite, quello di limitare la libertà altrui». E di sicurezza. «Regolamentando l’utilizzo della cannabis, la filiera sarebbe più controllata, con i conseguenti benefici per la salute, e si andrebbe a rompere il rapporto tra consumatori e spacciatori, spostando gli introiti dalle casse della criminalità organizzata a quelle dello Stato, consentendo alle forze dell’ordine e alla magistratura di lavorare sul crimine vero».

Un tema, ha aggiunto Giulio Guastini, che riguarda «6 milioni di italiani e non pochi tossici come vogliono far credere». Si sono poi accesi gli spinelli consapevoli di «mettere a rischio la nostra patente e il nostro passaporto». Rischio concretizzato per Blengino. Non una novità per lui. «E’ la terza sanzione contestata dall’inizio del tour», come sottolineato dai Radicali Italiani in una nota.