cordoglio

Una folla commossa ha dato l’ultimo saluto a don Massimo

Oggi pomeriggio in una chiesa San Giorgio gremita i funerali celebrati dall'Arcivescovo: "Ha detto eccomi. E' stato un uomo di Dio"

Una folla commossa ha dato l’ultimo saluto a don Massimo

Una folla commossa ha dato l’ultimo saluto a don Massimo. Oggi pomeriggio, mercoledì, in una chiesa San Giorgio gremita i funerali celebrati dall’Arcivescovo: “Ha detto eccomi. E’ stato un uomo di Dio”

Chiesa gremita

La chiesa San Giorgio a Limbiate, come era immaginabile, non  è stata sufficiente a contenere la folla di fedeli commossi che oggi pomeriggio, mercoledì 25 marzo, hanno partecipato ai funerali di don Massimo Donghi. Il parroco 55enne è spirato domenica 22 marzo, ad agosto gli era stato diagnosticato un tumore all’esofago:  da un anno e mezzo era responsabile della comunità pastorale Maria Regina del Rosario, nata proprio con il suo arrivo in città nel settembre 2024.

Funerali celebrati dall’Arcivescovo

Per le esequie, celebrate dall’arcivescovo di Milano Mario Delpini, sono arrivati pullman di parrocchiani da tutte le comunità dove don Massimo Donghi ha prestato servizio nei sui trent’anni di sacerdozio, come Besana in Brianza e Cassina De Pecchi.

Il testamento spirituale

In apertura, il vicario episcopale Antonio Novazzi ha letto il testamento spirituale di don Massimo datato 3 settembre 2025:

“Chiedo a tutti voi di pregare per me! Ricordatemi nella Santa Messa e nella preghiera del Rosario. Affidatemi al Padre Misericordioso perché, presto anch’io, nella gloria del Paradiso con tutte le persone a me care, possa continuare ad accompagnarvi. Maria, Madre di Dio, Madre della Chiesa, Beata Vergine del Rosario prega per me peccatore, adesso e in quest’ora della mia morte. Amen”

“E’ stato un uomo di Dio”

Monsignor Delpini ha ringraziato tutti coloro che hanno accompagnato don Massimo in questi mesi di calvario e i presenti in chiesa.

“Di don Massimo si possono dire tante cose, la sua testimonianza di fede, la sua disponibilità sorridente al servizio alla comunità, la sua cura  per la fraternità dei preti, la sua commovente testimonianza nei giorni della malattia – ha ricordato durante la sua omelia – Ciascuno di noi ha un motivo di riconoscenza nei confronti di don Massimo. Il mese scorso è andato a Lourdes non per chiedere alla Madonna di guarire ma per essere aiutato a dire “Eccomi”. Don Massimo è stato un uomo di Dio”

I messaggi di affetto e cordoglio

Toccanti i messaggi pieni di affetto, dolore, cordoglio e gratitudine letti al termine della celebrazioni. Tra questi quello del Consiglio pastorale:

“Caro don Massimo, nel periodo troppo breve che hai vissuto nella nostra comunità sei stato un dono del Signore, con il tuo sorriso, la tua parola gentile ma ferma se necessario, la capacità di ascolto. Ci hai accompagnato con umanità e comprensione nell’importante momento di cambiamento che è stato la nascita della comunità pastorale. Hai saputo mediare e rispettare i nostri tempi, sapendo valorizzare il bello e il buono di ognuno di noi. Poi sono arrivate la malattia, le difficoltà e il dolore ma non ci hai voluto abbandonare. La tua presenza costante, la tua forza e il tuo coraggio ci hanno fatto vedere un discepolo che nonostante le sofferenze segue il maestro. Tante cose avremmo voluto fare ancora con te, il tuo esempio ci sprona a continuare insieme il cammino ed a farle il meglio possibile. Grazie a cuore don Massimo, pace e bene a te”

Quel “pace e bene” che era il suo caratteristico saluto quando incontrava qualcuno è diventato il commiato al parroco da parte di tutti coloro che gli hanno voluto bene

Il saluto a feretro

Al termine della funzione tantissimi fedeli con gli occhi lucidi hanno reso omaggio al feretro con una carezza, un bacio, una parola d’addio mormorata a bassa a voce, un pianto addolorato. Domani alle 11, giovedì, la salma sarà tumulata nel cimitero di Seveso, paese di cui è originario don Massimo.