Giorno della memoria

Una pietra d'inciampo per il martire belluschese Alessandro Fumagalli

La posa è avvenuta questa mattina alla presenza di Amministrazione comunale e studenti della scuola secondaria.

Una pietra d'inciampo per il martire belluschese Alessandro Fumagalli
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Una pietra d'inciampo per il martire di Bellusco Alessandro Fumagalli. La posa è avvenuta questa mattina alla presenza di Amministrazione comunale e studenti della scuola secondaria.

Cerimonia molto toccante

La cerimonia è andata in scena questa mattina, giovedì 27 gennaio 2022, in occasione del Giorno della Memoria. Il sindaco di Bellusco Mauro Colombo, il presidente del Consiglio comunale Roberto Invernizzi, diversi membri dell'Amministrazione, i rappresentanti del Gruppo di lavoro per le Solennità civili, i rappresentanti di Anpi e Gruppo Alpini Bellusco hanno accolto alle 10.30 nella piazza del Municipio le 4 classi terze della scuola secondaria di primo grado: l'istituto ha infatti partecipato al percorso legato alla pietra di inciampo e alla Giornata della memoria con approfondimenti autonomi in classe e con un incontro con i rappresentanti del Gruppo per le Solennità civili, martedì 25 gennaio, per conoscere più nel dettaglio la nascita del progetto a Bellusco.

"Oggi riportiamo a casa un nostro concittadino, Alessandro Fumagalli - ha spiegato il primo cittadino - Lo riportiamo nella sua abitazione di via Dante 2, dove venne prelevato nella notte tra il 27 e il 28 marzo 1944 e dove non fece più ritorno. Sandro, come tutti lo conoscevano in paese, è morto di stenti, fame, malattia nel campo di concentramento di Mauthausen il 30 aprile 1945, a soli cinque giorni dalla liberazione del lager da parte dei soldati americani. Lo popolazione di Bellusco ha scelto di ricordarlo intitolandogli una delle piazze principali del paese proprio all'indomani della Liberazione: quella che una volta si chiamava piazza Littorio è diventata piazza Fumagalli".

La posa

La posa della pietra, avvenuta alla presenza di alcuni parenti di Fumagalli, è avvenuta al termine di un corteo partito dal Municipio e arrivato in via Dante. Alla testa del corteo, di fianco al sindaco Mauro Colombo, una studentessa delle medie, incaricata di trasportare la pietra d'inciampo avvolta nel Tricolore. La pietra è stata quindi posata all'esterno dell'abitazione di Alessandro Fumagalli, come indicato da alcune sagome in legno allestite per l'occasione dall'Amministrazione comunale.

La storia di "Sandro"

La vicenda di "Sandro" Fuamagalli è stata brevemente ripercorsa durante la mattinata. Nato nel 1901 a Capiate, in provincia di Como, Fumagalli lavorava come operaio meccanico specializzato alla Falck di Sesto San Giovanni e abitava in Via Dante 2 con la moglie e la giovane figlia Emilia. E’ proprio quest’ultima che ci ha raccontato come, nella notte tra il 27 e il 28 marzo 1944, i Carabinieri di Bernareggio prelevarono suo padre dalla loro abitazione "per Ordine Superiore" (solo così motiva l’arresto un documento della Guardia Nazionale Repubblicana). Inviato alle carceri di San Vittore a Milano, dopo pochi giorni fu trasferito a Bergamo, punto di raccolta di numerose vittime dei rastrellamenti che in quelle settimane colpirono le grandi aziende lombarde; il 4 aprile partì per destinazione sconosciuta. La famiglia, fino a dopo la fine della guerra, non seppe più nulla di lui, se non che era stato trasferito in Germania a lavorare; né seppe esattamente perché fu arrestato e deportato, o chi lo denunciò. Non risulta infatti che svolgesse attività politica; probabilmente fu coinvolto dalla rappresaglia nazifascista allo sciopero generale del marzo 1944. Alessandro Fumagalli morì di denutrizione, deperimento e malattia il 30 aprile 1945, pochissimi giorni prima della liberazione del campo da parte dell’esercito americano.

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