Momento di aggregazione

Una “pizzata in blu” per i ragazzi di Cascina del Bruno, offre il sindaco Bono

Venerdì 21 novembre bambini e adolescenti, di età compresa tra gli 8 e i 18 anni, che vivono nella frazione sono invitati ad una cena insieme: dress code obbligatorio (solo vestiti di blu)

Una “pizzata in blu” per i ragazzi di Cascina del Bruno, offre il sindaco Bono

Molto spesso, si sa, affrontare di petto un problema, o meglio una criticità che attanaglia una antica corte dove vivono decine di famiglie, può trasformarsi in una formidabile occasione non solo per trovare una soluzione che possa andare bene per tutti ma anche per scrivere una bellissima storia di integrazione che varca il colore della pelle, la nazionalità o il proprio credo religioso.

Questo è quello che sta accadendo da diversi mesi nella frazione arcorese di Cascina del Bruno, precisamente all’interno della “Corte Conti Perego”, per intenderci nel complesso abitativo che si trova accanto alla storica chiesetta della frazione.

La pizzata in blu… con il sindaco

E la “pizzata in blu”, organizzata venerdì 21 novembre proprio nell’antica chiesetta del Bruno, va in questa direzione. Dunque uno dei luoghi più storici della frazione, recentemente riportato agli antichi splendori, si trasformerà, solo per qualche ora, in un ristorante, o meglio una pizzeria, con ospiti speciali. Un luogo dove i ragazzi, rigorosamente di età compresa tra gli 8 e i 18 anni, potranno trascorrere una serata insieme. E con loro, insieme ai rappresentanti del Comitato di Frazione e quelli dell’Associazione culturale “Amici del Bruno” ci sarà anche il sindaco Maurizio Bono il quale, a nome del Comune di Arcore, offrirà pizza e bibita ai raagzzi.

Il dress code prevede l’obbligo, per gli invitati,  di vestirsi tutti quanti di blu (per info e prenotazioni 3494563224 – posti limitati). Una pizzata che dunque assume un duplice scopo: creare un momento aggregativo per i ragazzi della frazione e, al tempo stesso, gettare le basi per l’organizzazione di eventi futuri che possano sempre più farli sentire protagonisti.

Le criticità che vive la frazione

Le criticità riguardanti la corte iniziarono durante il periodo estivo quando gli abitanti si erano lamentati per la presenza, ogni pomeriggio e fino a tarda serata, di un gruppo di ragazzi e adolescenti, circa una decina, che si ritrovava all’interno del piazzale della corte per giocare insieme, ridere e scherzare e combattere la noia dei pomeriggi d’estate. E così, quasi ogni tardo pomeriggio, il cortile interno si trasformava in un campo da calcio, teatro di sfide all’ultimo goal, con la palla che rimbalzava ovunque, anche sulle finestre delle abitazioni. Un tuffo in un passato che non c’è più ma che nella frazione del Bruno sembra ancora di moda. Peccato, però, che quelle urla, condite da serate trascorse a parlare ad alta voce, aveva provocato le ire dei residenti. Questi ultimi avevano anche raccolto le firme per chiedere all’Amministrazione comunale di intervenire. Già, ma come? Il problema, evidentemente, ha radice ben più profonde e non si può di certo risolvere con un freddo cartello, attaccato alle mura del cortile, con scritto: «Qui è vietato il gioco del pallone» (come attuato in alcuni comuni limitrofi) oppure, «Non sono tollerati urla e schiamazzi».

Sindaco e parroco avevano già incontrato i ragazzi qualche settimana fa

L’ha capito benissimo il primo cittadino Maurizio Bono il quale, nelle scorse settimane, appena ha ricevuto sulla sua scrivania la raccolta firme, si è attivato e ha chiesto al presidente del comitato di frazione Albino Penati di organizzare una riunione prima con i residenti (compresi i genitori dei ragazzi) e successivamente proprio con questi ultimi. Sindaco che ha voluto coinvolgere anche il parroco don Virginio Vergani. E proprio sindaco e don, lo scorso mese di settembre, avevano  dialogato per oltre un’ora con una decina di ragazzi , alcuni italiani ed altri stranieri, per cercare di capire le loro esigenze e trovare insieme una soluzione.

La chiesetta del Bruno potrebbe diventare un luogo di incontro per loro

Tra le tante ipotesi messe sul tavolo c’è la possibilità che Comune e Associazione «Amici del Bruno», presieduta da Federica Bonfanti, possano concedere ai ragazzi i locali dell’antica chiesetta, recentemente ristrutturata, per trasformarla in luogo di incontro per bambini e adolescenti della frazione durante alcuni orari prestabiliti della settimana. Anche in questo caso, però, potrebbe esserci il coinvolgimento della comunità pastorale con la messa a disposizione di un educatore/animatore che potrebbe, per esempio, organizzare diverse attività con i ragazzi, tra le quali non solo giochi ma anche aiuto compiti nei pomeriggi di scuola. E la pizzata di venerdì va proprio in questa direzione.

Istituzioni e parrocchia uniscono le forze

“Io, il parroco, il comitato di frazione e gli Amici del Bruno siamo in prima fila per cercare di risolvere la problematica, cercando una mediazione tra gli interessi dei residenti e dei ragazzi – ha sottolineato il primo cittadino – Alcuni passi sono stati già fatti. La pizzata di venerdì va proprio in questa direzione. Sarà sicuramente un momento bello da vivere insieme a loro. D’altronde il ruolo di sindaco di tutta la città mi impone di intervenire e, se possibile, dare una mano a questi ragazzi a fare gruppo e, soprattutto, a cercare di percepire le loro esigenze”.