Un gesto di speranza per Taybeh, l’antica Efraim, per portare un aiuto alle comunità cristiane in Terra Santa, di fronte alle tante difficoltà che stanno vivendo. A Desio è il progetto che la Comunità pastorale Santa Teresa di Liseux ha pensato quest’anno di sostenere per la Quaresima, rispondendo all’invito di Padre Bashar Fawadleh della città di Taybeh.
Una storia di convivenza tra popoli
Taybeh, una piccola cittadina della Cisgiordania, è la comunità con cui l’Amministrazione di Desio ha avviato il dialogo per un gemellaggio. Un segno di speranza e solidarietà per i bambini del territorio abitato da palestinesi, arabi, cristiani, circondato da villaggi musulmani e minacciato dai continui espropri dei coloni israeliani.
Le difficoltà
La situazione è drammatica, come dicono le testimonianze che arrivano da Taybeh: disperdono gli animali, incendiano e devastano gli uliveti. Bruciano le auto, attaccano le case, i cimiteri, negano ai contadini l’accesso alle loro terre e all’acqua. Negli ultimi mesi il quadro è peggiorato, nonostante l’appello alla pace e alla giustizia del Patriarca Pierbattista Pizzaballa. Padre Bashar Fawadleh, nel suo appello, così si è espresso:
“Le vostre donazioni sosterranno l’asilo della scuola parrocchiale, aiuteranno nel pagamento delle rette scolastiche e contribuiranno a creare un ambiente sicuro attraverso attività educative e ricreative. In un contesto segnato da difficoltà e continue pressioni, il vostro sostegno offre ai nostri bambini protezione, serenità e futuro. Con il vostro aiuto possiamo trasformare il dolore in speranza e la paura in fiducia. Grazie per essere parte di questa missione di amore e giustizia”.
L’appello per la pace
Nella città ci sono due scuole, una cattolica e una ortodossa. Due terzi dei bambini che le frequentano sono musulmani dei villaggi vicini. Una coesistenza pacifica che va avanti da 14 secoli.
“Non c’è altra scelta che vivere insieme in pace”, afferma padre Bashar Fawadleh. Alla città di Desio ha inviato un messaggio, evidenziando che “anche nella sofferenza la luce di Cristo continua a brillare da questa terra”. Da qui l’invito: “Venite a vivere con noi, ad ascoltare le nostre storie e poi raccontate al mondo ciò che avrete visto: una fede che resiste, una speranza che non muore. A nome della mia parrocchia, dei nostri cittadini in Taybeh, e della mia comunità vi mando la pace del Cristo risorto e i saluti della terra che ancora attende la vera pace”.