Riconoscimento

Una vita in mischia per “Mister Logo”: Spilla d’Oro per il vicepres del Velate Rugby

Grande soddisfazione per Marco Morao, anima del club biancazzurro, premiato dal Comitato regionale lombardo

Una vita in mischia per “Mister Logo”: Spilla d’Oro per il vicepres del Velate Rugby

Giocatore, dirigente, punto di riferimento e persino icona. Marco Morao è questo e molto di più. Non solo per il Velate Rugby 1981, società per la quale oggi riveste la carica di vicepresidente, ma anche per il mondo della palla ovale. A cui, di fatto, ha dedicato quasi tutta la propria vita.

Una vita in mischia per “Mister Logo”

Un impegno, per lo sport e per la comunità, che è stato ufficialmente celebrato lo scorso 24 gennaio a Bergamo, dove Morao è stato insignito della prestigiosa Spilla dell’Ovale d’Oro, per gli oltre trent’anni trascorsi nella mischia. A conferirla, curiosamente, Maurizio Vancini, presidente del Comitato Lombardo e usmatese doc, a conferma che il rugby a Usmate Velate è una faccenda piuttosto seria. E Morao questo lo sa bene. Del resto lo ha vissuto, anzi lo vive, sulla propria pelle da quando è poco più che ragazzo.

Da Parigi a Velate

Classe 1964, romano di nascita, ha mosso i primi passi in Francia, vicino a Parigi, dove si era trasferito insieme alla famiglia seguendo il lavoro del padre. La sua carriera comincia qui, anche se il pallone, inizialmente, se lo trova… tra i piedi:

“Giocavo a calcio, come terzino, nella squadra della scuola – ricorda lui – Alla palla ovale ci sono passato per colpa di un brutto fallo che, ahimè, commisi durante una partita. Il mio professore di educazione fisica era anche l’allenatore della squadra di rugby e, dopo avermi visto, mi chiese se non volessi fare un tentativo… da allora non ho più smesso”.

Nei primi anni ‘80 torna in Italia e approda in Brianza. A Velate, appunto. Un bel salto per un ragazzo abituato all’atmosfera parigina. L’unico punto comune, però, il giovane Morao lo trova proprio nel rugby grazie alla contemporanea nascita della società biancazzurra. Per motivi di età, però, il campo è costretto solo a guardarlo:

“Ero più grande rispetto agli altri, non potevo giocare, così mi accontentai di fare da assistente. Facendo avanti e indietro al Comitato Regionale Lombardo, tuttavia, un giorno incontrai un giocatore di Cologno che mi chiese di unirmi a loro. Accettai subito pur di tornare nella mischia. E qui ho trascorso gran parte della mia carriera”

Il ritorno alle origini

Il richiamo alle origini, però, è troppo forte e gli ultimi anni sul campo Morao li trascorre proprio tra le fila del Velate Rugby, che nel frattempo aveva dato vita alle squadre seniores. Dall’erba alla scrivania il passo è breve e da giocatore il “nostro” diventa dirigente e poi vicepresidente, carica che riveste tutt’ora. Una vera e propria icona, insomma. Ma nel verso senso della parola visto che Morao è parte integrante del logo della società: il giocatore stilizzato contenuto nell’emblema del Velate Rugby, infatti, rappresenta proprio lui… in azione.

Punto di riferimento per la società

A riprova di quanto abbia dato alla causa del club nel corso di una carriera lunga più di trenta (anzi quaranta) anni, coronata proprio con la consegna della prestigiosa onorificenza:

“Sicuramente una grande emozione a livello personale, che però voglio assolutamente condividere con tutta la famiglia del Velate Rugby, che ringrazio per tutti questi anni trascorsi insieme nella mischia”

“Hai dato tutto per il rugby”

Una soddisfazione enorme anche per la società guidata dal presidente Italo Cantù:

“Trent’anni di rugby non si raccontano con i numeri, ma con le maglie sudate, le battaglie condivise, i valori trasmessi e un amore profondo e autentico per questo sport. Il nostro vice Marco Morao è una bandiera del Velate, un uomo che ha dato tutto al rugby, dentro e fuori dal campo, diventando un punto di riferimento per intere generazioni. La Spilla dell’Ovale d’Oro è il giusto riconoscimento a un percorso straordinario, celebrato in un momento ancora più speciale dalla presenza di vere leggende passate dal Velate Rugby 1981: Max Laube, Armando Proia e Vinicio Pellegrino, anche lui insignito della stessa onorificenza. Grazie per tutto quello che sei stato e che continui a essere per questa grande famiglia. Il tuo esempio resterà per sempre”