Parte il recupero di Villa Mirabello, una delle tre dimore storiche (con Villa Reale e Mirabellino) del Parco di Monza.
Villa Mirabello, è il tempo della rinascita
Aria Spa, la società della Regione che ha in carico gli interventi più corposi dell’Accordo di programma, ha concluso la gara d’appalto da oltre 3 milioni di euro, per cui a breve potranno partire i lavori di recupero della storica residenza del cardinale Durini.
Chiusa da anni (un tempo era sede degli uffici dell’amministrazione Parco e poi della Biblioteca del Parco, oltre che aver ospitato qualche appartamento a uso privato), alla mercé di vandali e agenti atmosferici, la “villa di delizia” del cardinale soffre di umidità di risalita, infiltrazioni, rappezzi successivi incoerenti, superfetazioni edilizie improprie.
Il progetto
Il progetto, per realizzare il quale serviranno un paio di anni di lavori, prevede la messa in sicurezza strutturale e il consolidamento dell’ala sud e nord, comprese le coperture, il ripristino delle facciate, interventi esterni presso il corpo dei rustici, la messa in sicurezza, pulitura e interdizione delle scuderie sud, la progettazione per la rimozione dei volumi a deposito e tettoie e la rinaturalizzazione dell’area a sud-ovest della Villa. Gli ultimi interventi, una ventina di anni fa, avevano riguardato solo il corpo centrale della dimora, che “dialoga”, attraverso il viale dei Carpini, con la Villa Mirabellino, a ovest, ancora più pregevole.
I quattro busti in terracotta
Un “assaggio” del recupero della villa è stata la rimozione, pochi giorni fa, dei quattro busti in terracotta collocati sotto il portico nord, in corrispondenza dell’ingresso alla cappella della Villa. Raffiguranti imperatori-guerrieri, i busti sono opera di un ignoto plasticatore lombardo attivo nell’ultimo quarto del Seicento. La loro presenza è documentata dall’inventario del 1734. Sono gli unici elementi ancora presenti in Villa Mirabello riconducibili alla collezione originaria della famiglia Durini.
Non si tratta di ritratti storici, piuttosto di reinterpretazioni barocche con soggetti che indossano corazze rinascimentali, chiome e cimieri, fibule medievali. La pittura a finto bronzo lumeggiata a oro, ormai perduta, doveva esaltare la composizione conferendole una lettura antichizzata. Due dei personaggi raffigurati dovrebbero essere Tiberio Nerone e Alessandro Magno. Non è noto il periodo in cui le opere sono state trasferite all’esterno della Villa. La posizione riparata le ha comunque protette dal dilavamento delle acque e dall’esposizione diretta agli agenti atmosferici.
Il restauro si propone di rimuovere lo sporco superficiale, verificare lo stato di aggregazione della materia, agire sulle fratturazioni trasversali e le piccole scaglie di sollevamento e stuccare le mancanze. L’iniziativa sui quattro busti è frutto della collaborazione fra il Consorzio Villa Reale e Parco e la Fondazione Durini, sotto l’egida della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Monza Brianza e Pavia. «Cominciamo con un piccolo ma significativo restauro – commenta Bartolomeo Corsini, direttore generale del Consorzio -, reso possibile dal sostegno della Fondazione Durini e dall’impegno del suo presidente, Giulio Durini, che ringrazio. Proseguiremo con un cantiere ben più complesso, finanziato da Regione Lombardia, che porrà fine al degrado».