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A cinquant’anni dalla morte Spaccone ricorda Padre Andrea Galvan

La sua missione è stata un esempio di grande umanità e spiritualità, "il suo faro rimarrà sempre acceso".

A cinquant’anni dalla morte Spaccone ricorda Padre Andrea Galvan
Cronaca Desiano, 16 Marzo 2021 ore 15:49

“Il 16 marzo 1971 ci lasciava Padre Andrea Galvan. A cinquant’anni dalla sua morte il Comitato di quartiere San Vincenzo-Spaccone ricorda la sua missione di grande umanità e spiritualità”. Parole dedicate a un sacerdote, missionario Saveriano, che nel quartiere ha lasciato un segno profondo e che in occasione del cinquantesimo anniversario dalla sua morte il Comitato ha voluto condividere con l’intera comunità, perché la sua opera e i valori che ha lasciato in eredità, siano per sempre un patrimonio a cui attingere.

Padre Andrea e la sua grande umanità

“La sua presenza al fianco delle famiglie del rione impegnate nella costruzione della nostra comunità è ancora viva in molti abitanti del quartiere e vogliamo continuare a ricordarla come esempio di una storia semplicemente grande”, il messaggio che arriva dal quartiere.
Padre Andrea Galvan era nato a San Giorgio di Perlena in provincia di Vicenza il 17 giugno del 1896. La sua numerosa famiglia (padre, madre e sette figli) era molto unita e profondamente religiosa. Il 1924 è l’anno della sua prima professione di fede, mentre il 7 aprile del 1928 venne ordinato sacerdote all’età di 32 anni.

La sua missione a Desio

Dopo la missione in Cina, nel 1952 fu destinato a Desio, nella Casa dei Saveriani e al servizio della Basilica. Ed è in quegli anni nel rione San Vincenzo detto anche Spaccone e nel quartiere Sacro Cuore, che padre Andrea, svolse la sua funzione con lo stesso spirito missionario che lo animò in Cina. Morì il 16 marzo 1971, a seguito di complicazioni per un intervento chirurgico. Padre Andrea è sepolto nella tomba dedicata ai sacerdoti che hanno operato in città. A lui il quartiere Spaccone è sempre rimasto profondamente legato, tanto da dedicargli anche un monumento, inaugurato a novembre 2017. Un luogo speciale, intitolato a quel sacerdote che era “un faro per l’intera comunità”, e un omaggio ai valori di generosità e semplicità che padre Andrea ha saputo trasmettere.

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