La valutazione del giudice

Accoltellò uno studente per 50 euro in Corso Como: niente domiciliari per il 19enne di Monza condannato a 20 anni

Il gip ha respinto la richiesta: «Non c’è una reale assunzione di responsabilità». Il giovane è ritenuto l’esecutore materiale dell’aggressione avvenuta a Milano l'ottobre dello scorso anno

Accoltellò uno studente per 50 euro in Corso Como: niente domiciliari per il 19enne di Monza condannato a 20 anni

Una banconota da 50 euro, un pestaggio brutale, poi due coltellate che hanno cambiato per sempre la vita di un ragazzo. Quasi dieci mesi dopo quella notte di violenza in corso Como, a Milano, il 19enne monzese Alessandro Chiani resta in carcere. Il giovane, condannato in primo grado a 20 anni per tentato omicidio e rapina, aveva chiesto di poter scontare la misura cautelare agli arresti domiciliari, a casa dei genitori. Il giudice per le indagini preliminari ha però respinto l’istanza.

Chiani è stato condannato come autore materiale dell’aggressione ai danni di Davide Cavallo, lo studente della Bocconi di 22 anni che nella notte del 12 ottobre 2025 venne accerchiato e picchiato da un gruppo di ragazzi, tutti di Monza, fuori da una discoteca della zona di corso Como. Poi arrivarono le coltellate. Cavallo riportò lesioni gravissime e permanenti, rimanendo invalido.

«Nessun concreto ravvedimento»

Alla base del no ai domiciliari c’è soprattutto la valutazione del giudice sul comportamento tenuto dal 19enne. Secondo il provvedimento, Chiani non avrebbe mostrato quei segnali di concreto e profondo ravvedimento necessari per giustificare un’attenuazione della misura.

Il giovane, si legge nelle motivazioni, si sarebbe limitato a chiedere genericamente scusa, senza una «minima reale assunzione di responsabilità» per la propria condotta. Una valutazione che pesa sulla decisione del gip, insieme alla gravità dell’aggressione e alle conseguenze provocate alla vittima.

Ancora più pesante è il quadro delineato nelle motivazioni della sentenza di primo grado: il giudice aveva parlato di una violenza «sconsiderata e immotivata» esercitata nei confronti di una persona ormai sopraffatta, a fronte di un bottino di appena 50 euro.

Davide ha perdonato i suoi aggressori

Eppure, in questa vicenda, a sorprendere è stata anche la reazione della vittima. Nonostante le conseguenze permanenti riportate dopo quella notte, Davide Cavallo ha scelto di perdonare i suoi aggressori. Durante il processo ha persino incontrato Chiani e lo ha abbracciato.

Lo studente ha inoltre manifestato la propria disponibilità a essere coinvolto in un percorso di giustizia riparativa, al quale è stato ammesso anche il 19enne monzese. Un percorso parallelo a quello giudiziario che, nelle intenzioni, dovrebbe portare a una riflessione più profonda sulle conseguenze di quanto accaduto.

Per ora, però, la porta del carcere resta chiusa. La richiesta di domiciliari è stata respinta e Alessandro Chiani dovrà continuare a scontare la misura detentiva, mentre prosegue il percorso giudiziario legato a quella notte di violenza che, per 50 euro, ha distrutto la vita di un giovane studente.