Si è spento alle prime luci di oggi, sabato 19 settembre, Sandro Mazzola, bandiera storica dell’Inter (17 anni in campo, 11 da dirigente) e della Nazionale (70 presenze, 22 gol). Aveva 83 anni, una cinquantina dei quali vissuta a Vedano al Lambro.
Bandiera dell’Inter e della Nazionale
Classe 1942, figlio di Valentino, leggenda del Grande Torino morto a Superga quando “Sandrino” aveva solo sei anni, è stato uno dei più importanti calciatori italiani. Cresciuto calcisticamente nell’Inter, Mazzola esordì in Serie A nel 1961. Ai colori nerazzurri rimase sempre legato: in campo (dal 1961 al 1977 disputò 570 partite, segnando 162 gol e conquistando quattro scudetti, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali). Fu uno dei protagonisti della Grande Inter di Helenio Herrera e capitano della squadra dal 1970 al 1977. E “fuori”, da dirigente dopo il ritiro nel 1977.
MAazzola ha lasciato un segno profondissimo anche con la maglia della Nazionale. Dal 1963 al 1974 partecipò a tre Mondiali, vinse il Campionato europeo del 1968 e fu protagonista della finale mondiale del 1970, persa poi contro il Brasile. In quegli anni fu celebre la sua alternanza sul rettangolo di gioco con Gianni Rivera, pur mantenendo con lui un rapporto di stima reciproca.
“Era parte integrante della nostra comunità”
Mazzola era legatissimo a Vedano al Lambro che aveva scelto come casa dopo gli anni dell’infanzia vissuti a Milano e un primo trasloco in centro a Monza. Quando la famiglia iniziò ad allargarsi, negli anni Settanta, la decisione di “spostarci per abitare immersi nel verde”, come ci aveva raccontato nell’intervista rilasciata in occasione del settantesimo compleanno. “Un amico architetto napoletano e grande tifoso degli azzurri stava costruendo a Vedano, in prossimità del Parco, il posto ideale per con cedersi passeggiate e quattro calci al pallone con i bambini”.
Con il tempo è diventato un punto di riferimento per la comunità. Sempre presente, sempre disponibile. Un giro per le vie del paese, seduto sulle panchine davanti al Comune di largo Repubblica. Con l’immancabile sigaro in bocca.
Lo ricordano con immenso affetto il sindaco e il vicesindaco di Vedano al Lambro, Marco Merlini e Matteo Medici. Il primo milanista, il secondo juventino. Immancabili gli scambi di battute sulla fede calcistica con l’interista Mazzola.
“Ogni volta mi ripeteva: sei un bravo sindaco, peccato che hai il difetto di essere milanista… – il ricordo di Merlini che con la bandiera nerazzurra condivideva anche il condominio – Sandro era un gran simpaticone, disponibile, pronto a scambiare quattro chiacchiere con chiunque, dagli adulti ai bambini, a condividere aneddoti. Ci mancherà molto”.
“L’ultima volta che ho visto Sandro era marzo – ha aggiunto Medici – Ci siamo trovato allo Stadio Parco, a bordo campo, per una partita del settore giovanile del GS Vedano. E’ stato bellissimo: guardavamo i ragazzi giocare, parlando del calcio di oggi e di ieri. Era parte integrante della nostra comunità”.
Al momento non sono stati diffusi dettagli su camera ardente e funerali. Certo è già che, in occasione delle esequie, sarà proclamato il lutto cittadino nella sua Vedano al Lambro
Il cordoglio del mondo del calcio
Numerosi in queste prime ore di lutto i messaggi di cordoglio dal mondo del calcio.
“C’è chi entra nella storia. E poi c’è chi diventa la storia stessa dell’Inter – il saluto della società nerazzurra – Da ragazzo nerazzurro a simbolo eterno, Sandro Mazzola ha attraversato generazioni, vincendo, emozionando e tramandando l’amore per questi colori. Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo. Che, come spesso ha raccontato, aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca sempre, anche quando sembra impossibile”
“Bandiera dell’Inter con cui vinse tutto in Italia e nel Mondo e Campione d’Europa nel 1968 con la Nazionale, di cui resta uno dei giocatori più forti di tutti i tempi. Una leggenda del nostro calcio”, il tributo dell’Ac Monza.